Italia. Cnca contro le proposte del Governo
No ad ogni ipotesi repressiva e a qualsiasi tentativo di delegittimare il servizio pubblico in favore delle comunita' di recupero private. Cosi' il coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza (Cnca), risponde, con le sue linee guida per la lotta alla droga, alla proposta annunciata dal Governo. Punire anziche' educare, reprimere anziche' ascoltare chi consuma droga -e' stato detto nel corso dell'assemblea riunita a Roma delle 266 associazioni e gruppi che fanno parte del Cnca- sono metodi "fuori dal mondo e dal tempo": per combattere la tossicodipendenza e' necessario mettere al centro di ogni intervento la persona, la sua storia e la sua diversita', accompagnandola senza giudicare nel percorso di recupero.
Il Cnca nelle sue linee guida parte da due punti fondamentali: il rifiuto di qualunque ipotesi repressiva che trasformi un problema sociale in penale e di ogni tentativo di delegittimare il servizio pubblico per privilegiare alcuni modelli di comunita' private. Assunti che cozzano con il progetto annunciato dal vicepremier Fini a Vienna in occasione dell' assemblea annuale per le droghe dell'Onu. In Austria, il leader di An sostenne che il governo e' pronto a presentare un disegno di legge che sanzioni l'uso penale degli stupefacenti, eliminando la distinzione tra droghe leggere e pesanti.
"Siamo sorpresi e frastornati dalla riproposizione di approcci superati sia dal punto di vista educativo sia da quello scientifico -ha detto il presidente del Cnca Lucio Babolin-. Si tratta di scelte preoccupanti, con il rischio di tornare a fare barricate ideologiche anziche' ascoltare le esperienze di chi da anni si occupa di questi problemi". Dunque un modo di agire spinto da una "schizofrenia educativa, perche' e' piu' facile punire piuttosto che ascoltare", che "rischia di accrescere divisioni e pregiudizi tra gli operatori"; ma anche un tentativo dietro il quale potrebbero celarsi "interessi strani e forti: alcune realta' stanno spingendo affinche' ottengano per legge quello che non riescono ad ottenere stando per strada in mezzo a chi ha bisogno". Il Governo e quei soggetti che si schierano dalla sua parte, insomma, "si accaniscono prima di tutto moralmente, contro chi consuma anche un solo spinello, ma senza lo stesso vigore inaspriscono la lotta al traffico di droga e sviluppano politiche giovanili".
Completamente differente la 'ricetta' del Cnca: innanzitutto vanno creati in tutte le Asl i Dipartimenti per le Dipendenze, un sistema a cui partecipino tutti i soggetti del sistema, pubblici e privati, e gli enti locali, che diventi la sede politica dove si uniscono gli sforzi di tutti. Allo stesso tempo, pero', va applicato in tutte le regioni l'atto d'intensa Stato-Regioni sottoscritto nel '99, per permettere l'accreditamento delle strutture terapeutiche del territorio e una loro nuova riorganizzazione tra servizi di accoglienza e trattamento, tra strutture specialistiche e servizi della rete territoriale. Infine, deve esser portata la spesa programmata per il settore dal'attuale 0,8 per cento del budget complessivo della sanita' all'1,5 per cento.
Il Cnca nelle sue linee guida parte da due punti fondamentali: il rifiuto di qualunque ipotesi repressiva che trasformi un problema sociale in penale e di ogni tentativo di delegittimare il servizio pubblico per privilegiare alcuni modelli di comunita' private. Assunti che cozzano con il progetto annunciato dal vicepremier Fini a Vienna in occasione dell' assemblea annuale per le droghe dell'Onu. In Austria, il leader di An sostenne che il governo e' pronto a presentare un disegno di legge che sanzioni l'uso penale degli stupefacenti, eliminando la distinzione tra droghe leggere e pesanti.
"Siamo sorpresi e frastornati dalla riproposizione di approcci superati sia dal punto di vista educativo sia da quello scientifico -ha detto il presidente del Cnca Lucio Babolin-. Si tratta di scelte preoccupanti, con il rischio di tornare a fare barricate ideologiche anziche' ascoltare le esperienze di chi da anni si occupa di questi problemi". Dunque un modo di agire spinto da una "schizofrenia educativa, perche' e' piu' facile punire piuttosto che ascoltare", che "rischia di accrescere divisioni e pregiudizi tra gli operatori"; ma anche un tentativo dietro il quale potrebbero celarsi "interessi strani e forti: alcune realta' stanno spingendo affinche' ottengano per legge quello che non riescono ad ottenere stando per strada in mezzo a chi ha bisogno". Il Governo e quei soggetti che si schierano dalla sua parte, insomma, "si accaniscono prima di tutto moralmente, contro chi consuma anche un solo spinello, ma senza lo stesso vigore inaspriscono la lotta al traffico di droga e sviluppano politiche giovanili".
Completamente differente la 'ricetta' del Cnca: innanzitutto vanno creati in tutte le Asl i Dipartimenti per le Dipendenze, un sistema a cui partecipino tutti i soggetti del sistema, pubblici e privati, e gli enti locali, che diventi la sede politica dove si uniscono gli sforzi di tutti. Allo stesso tempo, pero', va applicato in tutte le regioni l'atto d'intensa Stato-Regioni sottoscritto nel '99, per permettere l'accreditamento delle strutture terapeutiche del territorio e una loro nuova riorganizzazione tra servizi di accoglienza e trattamento, tra strutture specialistiche e servizi della rete territoriale. Infine, deve esser portata la spesa programmata per il settore dal'attuale 0,8 per cento del budget complessivo della sanita' all'1,5 per cento.
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