Italia. Coltivatori in comunita' di recupero?
Se la "legge Fini" dovesse entrare in vigore, potrebbero finire in galera oppure in una comunita' di recupero per tossicodipendenti, i coltivatori di canapa italiani che forniscono materie prime vegetali all'industria farmaceutica, edilizia, tessile, della moda e della cosmesi."Il ddl Fini -ha spiegato Lucia Venturi della segreteria nazionale di Legambiente- prevede infatti che il possesso di 250 mg di Thc (tetraidrocannabinolo), ovvero il principio attivo psicotropo che fa includere la canapa tra le sostanze stupefacenti, potrebbe far scattare le misure penali. Ma non tiene conto del fatto che una sola pianta di medie dimensioni di Cannabis sativa L., la canapa per uso agricolo, potrebbe superare queste quantita"'.
Il mercato della canapa -sottolinea Legambiente-, su cui molte aziende, e non solo agricole, del nostro Paese stanno investendo consistenti capitali sarebbe cosi' stroncato sul nascere da una legge che non contempla, e quindi non garantisce, la possibilita' di coltivare la canapa per fini del tutto legali. La canapa e' indicata per molteplici impieghi, in primo luogo per l'avvicendamento colturale, poi per filati pregiati e cordame, componenti automobilistici, pasta di cellulosa, biomassa da combustibile, pannelli fonoisolanti e termoisolanti per l'edilizia, prodotti alimentari e gastronomici, olio di semi e cosmetici. Senza considerare l'impiego a fini terapeutici. "Quest'ultima strada -ha osservato Grassi- verrebbe completamente esclusa dalla legge quando invece aziende farmaceutiche come la Bayer hanno siglato contratti per alcuni milioni di sterline con aziende quale la societa' inglese GW Pharmaceutical che produce un farmaco in via di approvazione dal ministero della Sanita' inglese denominato Sativex e costituito da estratti naturali di Cannabis Sativa".
"Tutta la legge Fini e' criminogena -ha dichiarato il capogruppo dei Verdi in consiglio regionale della Toscana e presidente della commissione agricoltura, Fabio Roggiolani- e creera' molto dolore tra i giovani e le famiglie. Ma per quanto riguarda l'impiego della cannabis e' anche una legge idiota fatta sulla pelle di aziende con il rischio di una grave perdita in termini di sviluppo".
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