Italia. Come combattere la dipendenza da cocaina?
Basterebbero uno o due mesi di consumo di cocaina perche' si instauri la dipendenza. Inoltre, gia' il consumo per una settimana, darebbe a chi la assume, marcati segni di disagio sociale, diventando molto sospettoso e violento e sarebbe "difficile non accorgersene e stargli vicino".Al convegno nazionale sulle tossicodipendenze che si e' tenuto a Roma, i farmacologi spiegano nuovi e pericolosi meccanismi di azione di alcuni stupefacenti e annunciano l'istituzione di una scuola specializzata nello studio e la cura delle droghe.
"La cocaina e' molto piu' pericolosa dell'eroina -dice Alessandro Tagliamonte dell'Universita' di Siena- perche', data l'estrema rapidita' con cui cattura una persona e la fa diventare cocainomane, pone dei problemi molto piu' immediati ed allarmanti. Ci sono due tipi di consumo di cocaina quello occasionale o situazionale quando la persona, spesso per ricevere un sostegno in un evento importante e suscitare ammirazione di fronte agli altri, ne fa un uso discontinuo e limitato. C'e' poi l'assunzione a sbornia, come si verifica nel cosiddetto binge drinking, nel vizio di bere per ubriacarsi. In questi casi la persona dopo il consumo talvolta di quantita' eccessive si puo' sentire male o piu' semplicemente cadere in uno stato di apatia e sonnolenza. Questo stato si prolunga a volta per circa dieci giorni nel quale c'e' una vera e propria avversione per la cocaina; ma successivamente c'e' un impulso per una nuova sbornia. Il binge e' di solito autolimitante e crea un profondo disagio sociale fino alla possibilita' che i soggetti diventino psicotici".
Secondo gli esperti, il fenomeno dell'abuso di cocaina rimane ancora molto sommerso: i cocainomani non chiedono aiuto, ne' ci sono dei farmaci per aiutarli come e' per l'eroina. "Quello che noi possiamo fare -prosegue Tagliamonte- e' sedarli o tenerli in comunita' terapeutiche per aiutarli a perdere quel meccanismo di compulsione".
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