Italia. Cominciato esame della Corte d'Appello sul ricorso Englaro
E' iniziato ieri il nuovo viaggio della speranza per Beppino Englaro: il papa' di Eluana, la giovane lecchese in coma irreversibile da 17 anni chiede sia staccata la spina che tiene artificialmente in vita la figlia.
E ieri la Corte d'Appello di Milano ha aperto di fatto l'istruttoria compiendo un piccolo passo in avanti rispetto alle richieste del genitore: ascoltare il racconto di chi avrebbe sentito la Englaro esprimere il desiderio di non dover essere tenuta in vita con delle macchine. La lista dei testimoni sara' valutata il 30 giugno prossimo. La Corte dopo un'istruttoria che si preannuncia particolarmente lunga e che non si concludera' probabilmente prima dell'autunno prossimo, dovra' decidere se accogliere l'ennesimo ricorso presentato nel febbraio scorso dai legali che curano gli interessi della famiglia Englaro, gli avvocati milanesi Vittorio Angiolini e Riccardo Maia. Un ricorso contro la decisione del Tribunale di Lecco che ha respinto la richiesta in una interminabile catena di corsi e ricorsi. Quello che chiede Englaro e' molto semplice: "Restituire la dignita' umana e il diritto alla morte a mia figlia".
Eluana Englaro stava tornando a casa con amici la sera del 19 gennaio '88 quando avvenne l'incidente che la ridusse ad uno stato vegetativo. Non si e' mai piu' ripresa. Il Tribunale lecchese (presidente Giampiero Serangeli) aveva detto no alla richiesta di eutanasia. Tocca ora alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta la Englaro sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento si creerebbe un importante precedente con effetto di richieste a catena. Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino nasograstrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. Se la Corte d'Appello di Milano dovesse dare esprimersi in modo diverso da quanto fatto dai colleghi di Lecco, si aprirebbe la strada all'eutanasia. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Sara' necessario stabilire, attraverso le testimonianze, l'effettiva volonta' della Englaro di non essere mantenuta in vita artificialmente. "Continuero' fino a quando otterro' ragione", ha detto il padre. Nella primavera dello scorso anno la Cassazione aveva definito inammissibile il ricorso di papa' Englaro ritenendo che il genitore non avesse i requisiti necessari per chiedere il distacco del sondino nasograstico da cui dipende la figlia. Secondo la Cassazione, tale richiesta di distacco delle apparecchiature doveva essere fatta da un curatore speciale, cosa avvenuta ad inizio di quest'anno.
"Non ci fermeremo davanti ad un diniego del Collegio -ha dichiarato l'avvocato Alessio-. Se anche dalla Corte d'Appello arrivera' un no andremo in Cassazione e se necessario alla Corte Costituzionale". "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere molto prima di quel maledetto incidente", ha detto Beppino Englaro.
Per approfondire:
1. L'"atto personalissimo" di Luana Englaro: quando la giustizia sceglie, fingendo di non decidere
2. Quale ostacolo giuridico impedisce ad un incapace il diritto di morire, riconosciuto agli esseri senzienti?
E ieri la Corte d'Appello di Milano ha aperto di fatto l'istruttoria compiendo un piccolo passo in avanti rispetto alle richieste del genitore: ascoltare il racconto di chi avrebbe sentito la Englaro esprimere il desiderio di non dover essere tenuta in vita con delle macchine. La lista dei testimoni sara' valutata il 30 giugno prossimo. La Corte dopo un'istruttoria che si preannuncia particolarmente lunga e che non si concludera' probabilmente prima dell'autunno prossimo, dovra' decidere se accogliere l'ennesimo ricorso presentato nel febbraio scorso dai legali che curano gli interessi della famiglia Englaro, gli avvocati milanesi Vittorio Angiolini e Riccardo Maia. Un ricorso contro la decisione del Tribunale di Lecco che ha respinto la richiesta in una interminabile catena di corsi e ricorsi. Quello che chiede Englaro e' molto semplice: "Restituire la dignita' umana e il diritto alla morte a mia figlia".
Eluana Englaro stava tornando a casa con amici la sera del 19 gennaio '88 quando avvenne l'incidente che la ridusse ad uno stato vegetativo. Non si e' mai piu' ripresa. Il Tribunale lecchese (presidente Giampiero Serangeli) aveva detto no alla richiesta di eutanasia. Tocca ora alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta la Englaro sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento si creerebbe un importante precedente con effetto di richieste a catena. Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino nasograstrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. Se la Corte d'Appello di Milano dovesse dare esprimersi in modo diverso da quanto fatto dai colleghi di Lecco, si aprirebbe la strada all'eutanasia. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Sara' necessario stabilire, attraverso le testimonianze, l'effettiva volonta' della Englaro di non essere mantenuta in vita artificialmente. "Continuero' fino a quando otterro' ragione", ha detto il padre. Nella primavera dello scorso anno la Cassazione aveva definito inammissibile il ricorso di papa' Englaro ritenendo che il genitore non avesse i requisiti necessari per chiedere il distacco del sondino nasograstico da cui dipende la figlia. Secondo la Cassazione, tale richiesta di distacco delle apparecchiature doveva essere fatta da un curatore speciale, cosa avvenuta ad inizio di quest'anno.
"Non ci fermeremo davanti ad un diniego del Collegio -ha dichiarato l'avvocato Alessio-. Se anche dalla Corte d'Appello arrivera' un no andremo in Cassazione e se necessario alla Corte Costituzionale". "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere molto prima di quel maledetto incidente", ha detto Beppino Englaro.
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1. L'"atto personalissimo" di Luana Englaro: quando la giustizia sceglie, fingendo di non decidere
2. Quale ostacolo giuridico impedisce ad un incapace il diritto di morire, riconosciuto agli esseri senzienti?
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