Italia. Comitato bioetica: banche del cordone private, ma con controlli
'L'utilizzo delle cellule staminali cordonali puo' essere esteso a persone diverse da quelle da cui sono prelevate a condizione che tale utilizzo rispetti il divieto di ricavare profitto dal corpo umano o dalle sue parti', inoltre, 'la raccolta e la conservazione delle cellule staminali cordonali, se autorizzate presso strutture private, devono essere sottoposte ad un regime di autorizzazioni che consenta l'effettivo esercizio delle forme di controllo pubblico previste dalla direttiva comunitaria; l'indennita' eventualmente prevista in favore dei donatori deve essere riferita al rimborso delle spese sostenute per la donazione'. E' il parere del Comitato Nazionale di Bioetica sulla raccolta, la conservazione, e l'utilizzo di cellule staminali derivate da cordone ombelicale. Tali cellule, si legge nel documento diffuso lo scorso 13 luglio, 'costituiscono un fenomeno in espansione, sia in Italia che nel resto d'Europa, cui il pubblico non specialistico guarda con favore in considerazione delle applicazioni terapeutiche attese da tali tipi di cellule. L'istituzione di 'biobanche' di cellule staminali cordonali e' oggetto di numerosi interventi normativi, sia sul piano nazionale che comunitario, e ha assunto una notevole rilevanza biogiuridica. Sul piano nazionale, le misure in materia di cellule staminali cordonali sono dettate dall'ordinanza del Ministro della Salute del 4 maggio 2007. Peraltro, la materia ricade nell'ambito di applicazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2004/23 sulla definizione di norme di qualita' e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani. La materia, quindi, e' destinata ad essere interessata dalla normativa di recepimento della direttiva medesima', che si augura il Comitato, dovra' essere recepita nel piu' breve tempo possibile.
Il CNB, inoltre, 'auspica la predisposizione di idonei strumenti di informazione del pubblico non specialistico in ordine alle realistiche applicazioni terapeutiche delle cellule staminali derivate da cordone ombelicale, confortate dagli sviluppi delle conoscenze scientifiche al riguardo, e la possibilita' per i cittadini di accedere alle 'biobanche' anche mediante la razionale distribuzione sul territorio di tali strutture'.
Qui il testo completo della mozione: clicca qui
Lo scorso 11 luglio, Donatella Poretti (Rnp) aveva scritto al Cnb alcune considerazioni sulla decisione da adottare. Questa la sua dichiarazione:
Ho inviato al Comitato Nazionale di Bioetica una breve nota che spero possa essere considerata un contributo per la decisione che il comitato stesso, dal 13 luglio al 28 settembre, dovra' prendere sulle cellule staminali del cordone ombelicale e la loro conservazione.
La necessita' nasce dal fatto che sono la prima firmataria di una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati che chiede di intervenire sulla regolamentazione della conservazione autologa (1). Inoltre, essendo segretario della Commissione Affari Sociali, seguo con interesse la vicenda e tutte le implicazioni di legge, dall'ordinanza da poco rinnovata all'applicazione della legge sul sangue, dalla legge sul parto appena votata dalla Commissione fino al recepimento della direttiva europea.
Sono molti i fattori in gioco che dovrebbero essere soddisfatti senza creare conflitti:
- la salute pubblica e la necessita' di promuovere la cultura della donazione e al tempo stesso di renderla praticabile,
- la liberta' di decidere del proprio corpo e per il bene del proprio figlio,
- la libera circolazione delle merci e delle persone all'interno dell'Unione Europea,
- il favorire l'iniziativa del privato anche a supporto del pubblico,
- l'applicazione di leggi che rispondano alle esigenze dei cittadini fornendo loro quella corretta informazione utile ad una libera e consapevole scelta.
Da qualunque punto si affronti la tematica (bioetico, giuridico o sanitario) credo che potremmo tutti concordare sull'importanza delle cellule staminali derivate dal cordone ombelicale e sull'importanza del loro prelievo e successiva conservazione come alternativa alla loro distruzione. Ogni cordone conservato e' un potenziale aiuto per un malato, nonche' un prezioso materiale per la ricerca scientifica!
Lascio aperta la questione bioetica di stabilire la titolarita' del cordone (se della mamma o del bambino), ma oggi di fatto e' la mamma che decide se donarlo o buttarlo. Un domani auspico che la mamma possa decidere se donarlo, conservarlo per il figlio o buttarlo. Cio' che non vorrei, invece, e' che fosse lo Stato a decidere per entrambi!
Augurandomi di aver fornito informazioni utili e confidando in una scelta che non precluda alcuna possibilita' e lasci alla donna, al momento del parto, la decisione di fare una scelta libera e consapevole, auguro al Comitato Nazionale di Bioetica un buon lavoro!
(1) clicca qui
Il testo completo della nota: clicca qui
Il CNB, inoltre, 'auspica la predisposizione di idonei strumenti di informazione del pubblico non specialistico in ordine alle realistiche applicazioni terapeutiche delle cellule staminali derivate da cordone ombelicale, confortate dagli sviluppi delle conoscenze scientifiche al riguardo, e la possibilita' per i cittadini di accedere alle 'biobanche' anche mediante la razionale distribuzione sul territorio di tali strutture'.
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Lo scorso 11 luglio, Donatella Poretti (Rnp) aveva scritto al Cnb alcune considerazioni sulla decisione da adottare. Questa la sua dichiarazione:
Ho inviato al Comitato Nazionale di Bioetica una breve nota che spero possa essere considerata un contributo per la decisione che il comitato stesso, dal 13 luglio al 28 settembre, dovra' prendere sulle cellule staminali del cordone ombelicale e la loro conservazione.
La necessita' nasce dal fatto che sono la prima firmataria di una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati che chiede di intervenire sulla regolamentazione della conservazione autologa (1). Inoltre, essendo segretario della Commissione Affari Sociali, seguo con interesse la vicenda e tutte le implicazioni di legge, dall'ordinanza da poco rinnovata all'applicazione della legge sul sangue, dalla legge sul parto appena votata dalla Commissione fino al recepimento della direttiva europea.
Sono molti i fattori in gioco che dovrebbero essere soddisfatti senza creare conflitti:
- la salute pubblica e la necessita' di promuovere la cultura della donazione e al tempo stesso di renderla praticabile,
- la liberta' di decidere del proprio corpo e per il bene del proprio figlio,
- la libera circolazione delle merci e delle persone all'interno dell'Unione Europea,
- il favorire l'iniziativa del privato anche a supporto del pubblico,
- l'applicazione di leggi che rispondano alle esigenze dei cittadini fornendo loro quella corretta informazione utile ad una libera e consapevole scelta.
Da qualunque punto si affronti la tematica (bioetico, giuridico o sanitario) credo che potremmo tutti concordare sull'importanza delle cellule staminali derivate dal cordone ombelicale e sull'importanza del loro prelievo e successiva conservazione come alternativa alla loro distruzione. Ogni cordone conservato e' un potenziale aiuto per un malato, nonche' un prezioso materiale per la ricerca scientifica!
Lascio aperta la questione bioetica di stabilire la titolarita' del cordone (se della mamma o del bambino), ma oggi di fatto e' la mamma che decide se donarlo o buttarlo. Un domani auspico che la mamma possa decidere se donarlo, conservarlo per il figlio o buttarlo. Cio' che non vorrei, invece, e' che fosse lo Stato a decidere per entrambi!
Augurandomi di aver fornito informazioni utili e confidando in una scelta che non precluda alcuna possibilita' e lasci alla donna, al momento del parto, la decisione di fare una scelta libera e consapevole, auguro al Comitato Nazionale di Bioetica un buon lavoro!
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