Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Comitato di Bioetica: si' all'adozione degli embrioni abbandonati

U.E. - ITALIA
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Il Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb) ha approvato il documento sulla adottabilita' degli embrioni congelati in stato di abbandono. Due i voti contrari, quelli di Carlo Flamigni e di Mauro Barni.
L'adozione degli embrioni congelati non viene esclusa per le donne single. Anche se non e' comparabile all'adozione ordinaria, il Cnb auspica che il legislatore possa introdurre questo tipo di adozione ad integrazione della legge 40, senza alterarla.
L'adottabilita' degli embrioni congelati e in stato di abbandono, ha spiegato il presidente del comitato nazionale per la Bioetica Francesco D'Agostino, "non e' comparabile ad una adozione ordinaria, ne' ad una fecondazione eterologa e nemmeno ad una gravidanza surrogata. Il principio che guida questa decisione del Cnb e' l'interesse per alcuni, per altri il diritto, a nascere". Quanto all'adozione degli embrioni da parte di donne single si tratta di "una soluzione eticamente accettabile, posto che bisognerebbe dare la priorita' ad una coppia ma non possiamo escludere questa evenienza, perche' il principio prioritario e' la nascita dell'embrione".
"E' la riprova che il Comitato Nazionale di Bioetica mantiene un'impostazione dogmatica e velleitaria, senza alcuna apertura a un atteggiamento laico e tralasciando di considerare anche opinioni di filosofi cattolici, non solo la mia". E' questo il parere espresso da Carlo Flamigni, esperto di fecondazione assistita e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, che ha abbandonato la discussione che ha preceduto l'approvazione del documento sull'adottabilita' per la nascita degli embrioni crioconservati. "Non sono d'accordo con l'impostazione per cui si e' disposti a pagare qualunque prezzo pur di dare un'occasione di vita a un embrione in quanto persona io, come anche molti del mondo cattolico, ritengo che l'embrione non sia persona. Posso essere anche favorevole all'adozione per aiutare coppie sofferenti, tuttavia anche gli interrogativi medici che si pongono non sono pochi". Flamigni sottolinea che "di donazioni di embrioni congelati ne sono state fatte nel mondo un'infinita', negli Usa esistono anche linee guida specifiche. Ma si tratta di una questione molto complessa perche' e' necessario richiamare la coppia e chiedere di fare esami medici. Oggi si puo' fare la fecondazione assistita pur soffrendo di una malattia genetica, purche' ci si prenda la responsabilita' del bambino che nascera'. Cosa accadrebbe invece in questo caso? E se i genitori fossero diventati sieropositivi dopo aver abbandonato gli embrioni, come regolarsi?". Flamigni spiega poi che "la probabilita' che un embrione scongelato nasca, senza tenere conto dell'eta' della donna pur fondamentale, non supera il 10%". Sulla sopravvivenza nel tempo degli embrioni crioconservati, Flamigni sottolinea che ad oggi non esistono evidenza scientifiche che indichino alcunche' al riguardo. "Non abbiamo nessuna conoscenza ne' lo possiamo nemmeno scoprire ci sono embrioni che sono risultati vitali anche dopo 13 anni ed e' sufficiente che 4 su 8 cellule non siano degradate per procedere all'impianto". Ma quanti sono gli embrioni abbandonati per i quali si ipotizza l'adozione per la nascita? Secondo Flamigni, "per adesso sono poche centinaia. L'Iss sta facendo un'indagine non ancora completata". Numerose dunque le perplessita' dell'esperto che commenta la decisione presa dicendo: "c'e' un'assoluta mancanza di moderazione tra opinioni diverse da quelle oltranziste cattoliche, non c'e' traccia di atteggiamento laico, ma neppure si prende in considerazione l'opinione di molti cattolici che la pensano diversamente. Tanto da arrivare a contraddizioni evidenti. Si arriva a conclusioni per cui anche una vedova puo' adottare un embrione".

"Esamineremo il parere del comitato nazionale di bioetica sull'adottabilita' degli embrioni congelati e lo valuteremo", si limita a commentare il ministro della Salute, Francesco Storace.
"Esprimiamo soddisfazione per i contenuti del documento approvato dal Comitato nazionale di bioetica sull'adozione per la nascita degli embrioni crioconservati e residuali, derivati dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita", dice il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa di An e responsabile nazionale del partito per le politiche della famiglia. Nel motivare il suo "si'", l'esponente di An spiega che "bisogna tener conto del dato obiettivo rappresentato dall'attuale esistenza in vita di questi embrioni, prevedendo delle procedure che impediscano, per quanto possibile, la loro eliminazione. Si tratta, infatti, di esseri umani a pieno titolo, per i quali l'ipotesi dell'adottabilita' ci sembra l'unica percorribile. In tal modo, fra l'altro, si avrebbe la dimostrazione che l'argomentazione secondo cui gli embrioni gia' prodotti e congelati sono destinati a morte certa e allora tanto vale utilizzarli per la ricerca scientifica, e' menzognera: non e' vero che sono destinati a morte certa".
Il senatore diessino Lanfranco Turci, giudica "interessante" la decisione del Comitato nazionale di bioetica sulla "adottabilita' dell'embrione". "Pur nell'ambiguita', in quanto lo stesso termine 'adozione' mi sembra improprio la cosa piu' importante mi sembra il fatto che il Comitato, e in particolare il suo presidente, uno degli avversari piu' tenaci del referendum del giugno scorso, riconosca in questo caso che sia possibile la donazione anche a coppie non sterili e a donne single, figure assolutamente escluse dalla legge 40". "Siamo di fronte ad una ammissione molto significativa: in fin dei conti uno dei punti piu' osteggiati nel referendum e' stata la fecondazione eterologa. Ora, se dovessimo tradurre la donazione degli embrioni, cosa e' se non una sorta di doppia eterologa? Credo che coerentemente si dovrebbe riaprire anche il dibattito sull'eterologa, a questo punto". "Occorre intendersi o la fecondazione e la nascita sono fatti positivi in se', e allora si deve ammettere l'eterologa, o resta una sorta di peccato cui si deve porre rimedio".
"Prendiamo atto del parere favorevole del Comitato di bioetica sull'adottabilita' degli embrioni, avendo pero' la precisa consapevolezza che il legislatore si trovera' di fronte a un tema controverso che impone molta cautela per scongiurare ogni forma di bricolage giuridico", afferma Francesco Giro, responsabile nazionale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico.
Don Oreste Benzi ha incontrato 12 coppie disponibili ad accogliere un embrione umano abbandonato, una delle quali -due giovani sposi responsabili di una Casa Famiglia in provincia di Ferrara- partiranno presto per Barcellona, in Spagna, dove la Clinica Marquez ha accettato la richiesta della Comunita' Giovanni XXIII: accogliere gli embrioni umani "che vengono scartati" dalle normali pratiche di fecondazione artificiale perche' ritenuti poco vitali o con la possibilita' di essere malati. La ha reso noto l'Associazione fondata da Don Benzi. La prima coppia pronta a partire ha un figlio avuto naturalmente e tre minori accolti in affido.
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