Italia. Comitato immigrati: 8 marzo dedicato a vittime dello sfruttamento
"Dedichiamo questa giornata di lotta a tutte le lavoratrici immigrate che come Mary Begum e suo figlio Hasib, morti nell'incendio dell'appartamento di via Buonarroti lo scorso gennaio, lasciano il proprio paese alla ricerca di un mondo migliore e trovano sfruttamento, umiliazione e perfino la morte". Lo hanno dichiarato in una nota le donne del Comitato Immigrati.
"Il dramma di Mary Begum lo viviamo tutti i giorni, perche' siamo costrette dalla speculazione sugli affitti a vivere in tanti in un unico appartamento. Non solo gli affitti alti - spiegano - ma anche la legge razzista della Bossi-Fini con il ricatto del permesso di soggiorno impedisce di vivere una vita dignitosa a tutte le immigrate e immigrati. Siamo super sfruttate sui posti di lavoro, spesso al nero senza nessun diritto e con orari lunghi e senza pause. Molte di noi, svolgendo lavoro domestico, sono isolate dalla socialista' e dalla possibilita' di organizzarci e lottare".
"Tutte le donne immigrate - prosegue la nota - vivono gli stessi problemi ma le donne arabe-musulmane sono ulteriormente discriminate per strada e sui posti di lavoro per l'appartenenza religiosa e culturale. Dimenticando che se siamo qui e' perche' i governi occidentali stanno bombardando o affamando le nostre terre, dall'Iraq alla Palestina a tutto il medio oriente-Afghanistan".
"Noi lavoratrici immigrate lottiamo qui in Italia contro: la legge Bossi-Fini, il caro-affitti, il lavoro nero, la prostituzione, la violenza, le guerre, le aggressioni e le politiche di rapina nei nostri paesi - afferma la nota delle donne del Comitato Immigrati - Problematiche che riguardano tutte le donne anche le italiane che vedono peggiorare sempre di piu' le condizioni di vita e di lavoro, precarieta', violenze e morti subite in famiglia e sui posti di lavoro, per questo le invitiamo a lottare insieme a noi!".
"Lottiamo inoltre per il permesso di soggiorno, la cittadinanza, la casa e il lavoro per tutte, per il rispetto delle diversita' culturali e religiose, per la solidarieta' con la resistenza eroica delle donne Palestinesi, Irachene, Libanesi, Afgane e di tutti gli altri paesi colpite dalla politica imperialista. Parteciperemo unite - conclude la nota - il 18 marzo alle 15 in via Matteo Tondi 80 all'incontro dibattito seguito dalle attivita' culturali e stiamo gia' preparando la partecipazione al corteo in programma per il 25 marzo alle ore 17 a piazza della Repubblica".
"Il dramma di Mary Begum lo viviamo tutti i giorni, perche' siamo costrette dalla speculazione sugli affitti a vivere in tanti in un unico appartamento. Non solo gli affitti alti - spiegano - ma anche la legge razzista della Bossi-Fini con il ricatto del permesso di soggiorno impedisce di vivere una vita dignitosa a tutte le immigrate e immigrati. Siamo super sfruttate sui posti di lavoro, spesso al nero senza nessun diritto e con orari lunghi e senza pause. Molte di noi, svolgendo lavoro domestico, sono isolate dalla socialista' e dalla possibilita' di organizzarci e lottare".
"Tutte le donne immigrate - prosegue la nota - vivono gli stessi problemi ma le donne arabe-musulmane sono ulteriormente discriminate per strada e sui posti di lavoro per l'appartenenza religiosa e culturale. Dimenticando che se siamo qui e' perche' i governi occidentali stanno bombardando o affamando le nostre terre, dall'Iraq alla Palestina a tutto il medio oriente-Afghanistan".
"Noi lavoratrici immigrate lottiamo qui in Italia contro: la legge Bossi-Fini, il caro-affitti, il lavoro nero, la prostituzione, la violenza, le guerre, le aggressioni e le politiche di rapina nei nostri paesi - afferma la nota delle donne del Comitato Immigrati - Problematiche che riguardano tutte le donne anche le italiane che vedono peggiorare sempre di piu' le condizioni di vita e di lavoro, precarieta', violenze e morti subite in famiglia e sui posti di lavoro, per questo le invitiamo a lottare insieme a noi!".
"Lottiamo inoltre per il permesso di soggiorno, la cittadinanza, la casa e il lavoro per tutte, per il rispetto delle diversita' culturali e religiose, per la solidarieta' con la resistenza eroica delle donne Palestinesi, Irachene, Libanesi, Afgane e di tutti gli altri paesi colpite dalla politica imperialista. Parteciperemo unite - conclude la nota - il 18 marzo alle 15 in via Matteo Tondi 80 all'incontro dibattito seguito dalle attivita' culturali e stiamo gia' preparando la partecipazione al corteo in programma per il 25 marzo alle ore 17 a piazza della Repubblica".
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