Italia. Comitato su "minimo comune etico" fra italiani ed immigrati
Un comitato di giuristi, antropologi, sociologi e studiosi di diritto e di scienze umane che, a partire dalla realta' della compresenza sul territorio italiano di diverse etnie e valori, operino una ricognizione della pluralita' di diritti di cui tutti i cittadini, vecchi e nuovi sono portatori, appartenenti ai diversi ordinamenti giuridici. Un'idea dell'etnologo Luigi Lombardi Satriani cui il ministro dell'Interno Giuliato Amato 'nella sua responsabilita' istituzionale', avrebbe manifestato, secondo lo studioso, 'la sua disponibilita' a contribuire a garantirle un'articolazione istituzionale'. La proposta e' stata lanciata dal convegno 'Le molte strade del meticciato', promosso a Roma a Palazzo Caetani dalla Fondazione Basso e dal Centro Studi Americani. Il Comitato secondo Satriani - che si appresta a chiedere il sostegno al progetto del ministero dell'Ambiente e dell'Unesco, che si affiancherebbero all'impegno dell' Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche - dovrebbe lavorare per individuare 'tutti i valori etici e gli ordinamenti giuridici di riferimento di tutte le persone compresenti nel nostro territorio, per fissare un 'minimo comune etico' che diventi la piattaforma per la coesistenza tra le diverse etnie'. Si recupererebbe, strada facendo, a livello giuridico, 'anche il meglio dell'impianto di diritto della nostra Costituzione, fissando cos' un nucleo irrinunciabile per ciascuno, compresi gli immigrati'. Nessuno degli ordini di valori sarebbe subordinato all'altro ma principi universali come la vita, l'uguaglianza nella dignita', la liberta' di espressione del proprio pensiero ne sarebbero le fondamenta. Il percorso avviato porterebbe, secondo Satriani, anche 'al cambiamento del nostro ordinamento giuridico, quando non coincidesse con questa piattaforma comune'.
La proposta nasce dall'idea, sostenuta nel corso del convegno anche dall'antropologo Ugo Fabietti, che 'nello stesso momento in cui il mondo ci propone paesaggi percepiti come sempre piu' meticci, popoli, comunita' e gruppi di vario tipo sono in difesa o alla ricerca di identita' minacciate, perdute, rivendicate o anche solo immaginate'. Salvo alimentare il paradosso per cui proprio per coloro che osteggiano 'l'occidentalizzazione del mondo', e' ormai impossibile 'percorrere la via di un riconoscimento fondato sull'asserzione dei valori locali, e senza far ricorso a idee o parametri giuridici di portata universale', come le agenzie internazionali e il sistemadelle Nazioni Unite.
'Anche il riferimento ai diritti umani - aggiunge Fabietti - in quanto mezzo per proteggere le societa' indigene, implica spesso un adeguamento a quegli stessi standard di valutazione che impongono la necessita', non sempre facile da ottemperare, di un distacco da molti degli standard di valore 'locali''.
Una proposta, quella degli studiosi, che servirebbe a portar rimedio 'al conflitto attuale - ha sottolineato l'eurodeputata e presidente della Fondazione Basso Elena Paciotti - che esaspera le contrapposizioni tra pretese identita' unidimensionali'.
La proposta nasce dall'idea, sostenuta nel corso del convegno anche dall'antropologo Ugo Fabietti, che 'nello stesso momento in cui il mondo ci propone paesaggi percepiti come sempre piu' meticci, popoli, comunita' e gruppi di vario tipo sono in difesa o alla ricerca di identita' minacciate, perdute, rivendicate o anche solo immaginate'. Salvo alimentare il paradosso per cui proprio per coloro che osteggiano 'l'occidentalizzazione del mondo', e' ormai impossibile 'percorrere la via di un riconoscimento fondato sull'asserzione dei valori locali, e senza far ricorso a idee o parametri giuridici di portata universale', come le agenzie internazionali e il sistemadelle Nazioni Unite.
'Anche il riferimento ai diritti umani - aggiunge Fabietti - in quanto mezzo per proteggere le societa' indigene, implica spesso un adeguamento a quegli stessi standard di valutazione che impongono la necessita', non sempre facile da ottemperare, di un distacco da molti degli standard di valore 'locali''.
Una proposta, quella degli studiosi, che servirebbe a portar rimedio 'al conflitto attuale - ha sottolineato l'eurodeputata e presidente della Fondazione Basso Elena Paciotti - che esaspera le contrapposizioni tra pretese identita' unidimensionali'.
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