Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Commissione Sanita' del Senato censura provvedimento Turco sulla cannabis

Notizia ·
E' passato con i voti dell'Ulivo e della Cdl in commissione Sanita' a Palazzo Madama, salvo l'astensione del presidente Ignazio Marino, un odg contro il provvedimento presentato dal ministro della Sanita' Livia Turco sulla droga.
L'ordine del giorno e' stato presentato dalle due senatrici della Margherita Paola Binetti e Emanuela Baio, Giuseppe Caforio dell'Idv e Daniele Bosone del gruppo per le Autonomie.
Un documento che 'nella sostanza -dice il vicepresidente della commissione Gianpaolo Silvestri- e' molto simile a uno presentato poco prima dall'opposizione e che censura il decreto del ministro Turco'. Non a caso, spiega sempre Silvestri, la 'Cdl ha fatto proprio l'odg dei senatori della maggioranza', che 'dopo una lunga discussione' ha anche ottenuto i voti del gruppo dell'Ulivo.
Il presidente della commissione Ignazio Marino si e' astenuto, come il governo, mentre gli unici a votare no sono stati i Verdi, i Comunisti Italiani e Rifondazione.
Duro il commento di Silvestri: 'Cosi' si censura l'operato del ministro Turco e il nostro programma e la solidita' della coalizione e' messa a dura prova'. Si', perche' conclude l'esponente dei Verdi, 'o la responsabilita' e' di tutti o questa coalizione non tiene e le contraddizioni interne all'Ulivo non possono essere scaricate sugli altri'.
L'ordine del giorno, infatti, impegna il governo a 'riesaminare il decreto' che innalza da 500 mmg a 1000 mmg il quantitativo massimo di principio attivo di cannabis detenibile per uso personale, a 'predisporre azioni finalizzate alla prevenzione delle droghe e affrontare globalmente il problema della detenzione di sostanze stupefacenti'.
L'odg critica pesantemente il provvedimento della Turco che rappresenta un segnale 'ambiguo' per i giovani 'che sono i principali consumatori di cannabis' quando e' invece un dovere 'tutelare la salute dei cittadini e trasmettere messaggi che diano il senso, il valore della vita e aiutino i giovani ad affrontare le difficolta''.
Nel testo inoltre si osserva che oltre a Turco e Mastella, sul provvedimento avrebbero dovuto intervenire almeno anche altri due ministri competenti: quello dell'Istruzione e quella della Famiglia, Beppe Fioroni e Rosy Bindi (entrambi della Margherita n.d.r.).
'Qualunque modifica alle discipline vigenti richiede previamente l'attivazione di tavoli di confronto in cui possano interagire non solo i ministri firmatari del decreto ma anche quello dell'Istruzione pubblica e della Famiglia, e comunque va sentito anche il Parlamento almeno nelle commissioni competenti, senza per altro escludere il mondo scientifico e quanti sono quotidianamente impegnati nel confronto con i tossicodipendenti'.

COMMENTI

'Un messaggio chiaro e forte al ministro Livia Turco per censurare la sua decisione di innalzare da 500 a 1000 mmg il quantitativo di cannabis detenibile per uso personale'. Lo afferma il sen. Domenico Gramazio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Sanita', commentando l'approvazione nella stessa di un ordine del giorno, presentato dalla senatrice Binetti della Margherita, che impegna il governo 'a riesaminare il suddetto decreto, a predisporre azioni finalizzate alla prevenzione delle droghe e ad affrontare globalmente il problema della detenzione di sostanze stupefacenti'. 'Contro il decreto Turco il gruppo di An ha presentato una mozione a Palazzo Madama e quindi con i colleghi del gruppo Cesare Cursi e Achille Totaro -osserva- abbiamo posto la nostra firma e votato l'odg che in tal modo ha avuto 21 voti a favore, tre voti contrari (Verdi e Rifondazione) e l'astensione del diessino Marino. E' significativo che l'odg abbia avuto anche il voto favorevole dei Ds, motivato per l'Ulivo dalla senatrice Anna Serafini.
Evidentemente si sono resi conto che sulla droga non si puo' fare demagogia e hanno capito che la correzione dei minimi tabellari depenalizza di fatto la detenzione fino a 40 dosi.
Segnali di questo tipo sono ambigui per i giovani che sono i principali consumatori di cannabis. Un voto -conclude Gramazio- che conferma la validita' della legge Fini sulle droghe'.

"Esprimiamo viva soddisfazione per l'approvazione, da parte della commissione Sanita' del Senato, con un voto trasversale, di un ordine del giorno contro il decreto emanato dall'ex ministro della Salute ed attuale ministro dello 'spinello libero', Livia Turco, con il quale si incentiva, specie tra i giovani, l'uso della cannabis, che e' una droga tutt'altro che leggera, e se ne facilita lo spaccio, magari davanti alle scuole". Lo afferma il responsabile di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa del partito.
Per il componente dell'esecutivo di An, "alla Turco, a questo punto, non resta che inchinarsi alla volonta' del Parlamento e ritirare il suo pessimo provvedimento". "Era ora -aggiunge Pedrizzi- che i cattolici 'infanti' del centrosinistra dessero un cenno della propria esistenza: a loro vada, anticipatamente, la nostra solidarieta', per la prevedibile, furiosa aggressione cui saranno sottoposti da parte dei loro 'colleghi' di partito e dei loro 'alleati'".
"Questo significativo voto -conclude Pedrizzi- e' la dimostrazione che se i cattolici del centrosinistra si decidono, finalmente, ad anteporre le ragioni della coscienza alle logiche di partito e di schieramento, si puo' raggiungere una feconda unita' sulla difesa e sulla promozione dei valori di fondo".

Il vice presidente della commissione Sanita' del Senato Cesare Cursi ha espresso grande soddisfazione per l'approvazione dell'ordine del giorno che chiede il riesame del decreto che modifica le quantita' massime detenibili di cannabis.
'E' il segno che certe preoccupazioni sono nel dna sia della maggioranza che dell'opposizione e che quanto abbiamo detto da subito, cioe' che la norma e' diseducativa, e' stato compreso anche nell'altro schieramento'.
Nel testo firmato da 3 parlamentari di An (Cursi, Gramazione e Totario) da tre senatori di Forza Italia (Bianconi, Tomassini e Massidda) e da 4 della Margherita (Binetti, Baio, Bosone, Caforio), si impegna il governo a riesaminare il decreto, 'a predisporre azioni finalizzate alla prevenzione delle droghe e ad affrontare globalmente il problema della detenzione di sostanze stupefacenti'.
Nel documento si legge ancora che il problema delle tossicodipendenze, nelle sue molte forme, 'richiede una grande prudenza e va affrontato contestualmente in tutti i suoi aspetti' e che qualsiasi modifica alle discipline vigenti richiede l'attivazione di tavoli di confronto'.

"Un disastro. Un clima da dilettanti allo sbaraglio". Piergiorgio Massida, vicepresidente del gruppo Dc-Mps in commissione Sanita' al Senato, commenta cosi' l'inciampo della maggioranza sull'ordine del giorno che censura il recente decreto Turco per il raddoppio della dose personale di cannabis.
"Quello delle tossicodipendenze- sottolinea- e' un tema che non puo' essere ridotto agli schieramenti, non si puo' ragionare in termini di maggioranza e opposizione". E non risparmia le critiche: "Un relatore senza esperienza, che ricatta i colleghi di maggioranza minacciando le dimissioni, un presidente senza esperienza, un sottosegretario senza esperienza: c'e' stato un clima di estrema confusione".

Laura Bianconi, senatrice di Fi, e' stata la presentatrice dell'Odg che ha raccolto un consenso trasversale contro le nuove norme varate dal ministro Turco in tema di dosi di cannabis . L' ordine del giorno presentato dalla capogruppo di Fi, Laura Bianconi, e' stato sottoscritto da numerosi senatori tra cui Tomassini, Ghigo, Carrara, Lorusso per chiedere la revoca 'dell'irresponsabile decreto' del ministro Turco che prevede l'innalzamento del principio attivo di cannabis, detenibile per uso personale, portandolo fino a 1000 milligrammi.
'In commissione, in poco piu' di due ore, abbiamo assistito all'ennesima contraddizione all'interno della maggioranza, quando, su richiesta della senatrice Binetti, ho accettato la sua riformulazione su parti non sostanziali del nostro ordine del giorno, affinche' sia lei che altri senatori della maggioranza, lo potessero votare. Come poi e' avvenuto - sottolinea la senatrice Bianconi - alcuni esponenti del centro-sinistra hanno cercato di impedirne la votazione, in palese violazione del regolamento, cercando di dissuadere i senatori che liberamente lo avevano riformulato e sottoscritto, ad appoggiarlo. Un grave episodio che - prosegue - mi auguro non si ripeta e che, ancora una volta, dimostra come sui temi etici ci sia un'ampia trasversalita', che va oltre gli schieramenti politici'.
'Il messaggio fortemente sbagliato del ministro Turco sull'uso delle droghe- conclude Bianconi- non poteva essere condiviso da quegli esponenti della maggioranza che condividono i nostri valori'.

"Forti dubbi di legittimita' alla commissione Sanita' del Senato, in merito al parere espresso sulla Finanziaria". A lanciare al denuncia, e' Sandra Monacelli (Udc), segretario della commissione, secondo cui "Il parere andava dato perentoriamente entro le ore 13 di oggi: il presidente Marino, a causa del protrarsi della discussione, ha telefonicamente chiesto (a chi?) una deroga che e' stata concessa, ci ha riferito, 'purche' in tempi ragionevoli'. Alla fine, il parere e' stato registrano alle ore 13,31".
"Va detto, per inciso, che- prosegue l'esponente centrista- lo sforamento dei tempi e' stato provocato dalla discussione su un odg, che impegnava il governo a riesaminare il decreto sull'innalzamento del principio attivo di cannabis per uso personale, con il poco edificante spettacolo di una maggioranza arrivata a tirarsi reciprocamente addosso gli stracci a causa dei contrasti tra la relatrice, la diessina Fiorenza Bassoli, Rifondazione e Verdi, da una parte, e Margherita e Idv dall'altra. Alla fine- spiega Monacelli- l'odg e' passato con 21 favorevoli (con il peso determinante del centrodestra), tre contrari (Rifondazione e Verdi), un astenuto (il presidente Marino)".
"Pur di avere il via libera sulla Finanziaria- aggiunge la senatrice Udc- la maggioranza ha, comunque, creato, anche in commissione Sanita', una serie di gravi precedenti che rappresentano una pericolosa deriva regolamentare.
La questione- precisa Monacelli- non e' chiusa qui: l'Udc e gli altri partiti di centrodestra hanno fatto mettere a verbale i forti dubbi di legittimita' sulla formulazione di questo parere che- conclude- appare fortemente viziato nella sua regolarita'".

'In commissione Sanita' e' passato con i voti dell'Ulivo e della Cdl un ordine del giorno che censura l'operato della ministra Turco in materia di distinzione tra spaccio e consumo di sostanze stupefacenti'. Questa la dichiarazione a chiusura della commissione Sanita' delle senatrici del Prc Erminia Emprin e Tiziana Valpiana.
'La discussione si e' svolta su una proposta, tra gli altri, delle senatrici Binetti e Baio Dossi, recepita dalle opposizioni. Il testo approvato affronta in maniera riduttiva e semplicistica la questione delle dipendenze e confonde ancora una volta lo spaccio con il consumo. L'odg approvato trascura le politica dei servizi e di riduzione del danno su cui migliaia di operatori ogni giorno spendono tempo ed energie con risultati soddisfacenti. Si tratta comunque di una palese violazione di elementi significativi del programma dell'Unione, che punta non solo ad abrogare la legge Fini Giovanardi ma ad estendere la politica dei servizi ed a affrontare il problema in termini pragmatici senza preclusioni nei confronti dei consumatori e di sperimentazioni che all'estero hanno diminuito le morti per overdose, ridotto le infezioni e la trasmissibilita' di malattie'.
'Si tratta di un fatto grave - concludono le senatrici Prc - in cui ci si attarda a discutere sulla quantita' di sostanze possedute invece di confrontarsi con le situazioni reali. Quanto accaduto oggi e' una forzatura del percorso di confronto e partecipazione attivato dal governo sul quale coerentemente noi ci attestiamo, invitando la maggioranza a riprendere il dialogo e il confronto'.

"Considero il voto di questa mattina sull'odg in commissione Igiene e sanita' una grande vittoria, una grande conquista, ottenuta con i voti dell'Ulivo, dell'Idv e delle Autonomie, oltre che dell'intera opposizione". Cosi' Paola Binetti, senatrice della Margherita e prima firmataria dell'emendamento all'odg della Cdl sulle droghe, che chiede al governo di ripensare la propria strategia sul consumo di cannabis. "La cosa piu' bella e' stato il voto compatto dei Ds in commissione, con l'eccezione del presidente Marino". E tra i diessini presenti in commissione anche la responsabile infanzia dei Ds, Anna Serafini.
Binetti spiega: "l'obiettivo e' mantenere alto lo stato di allerta sulle droghe e andare nella direzione di sollecitare sempre piu' prevenzione ed educazione". Nell'odg, sottolinea, "non si fa mai il nome del ministro Turco, e' un odg pulito, anche perche' io del decreto legislativo del ministro condivido l'obiettivo, non i contenuti". La senatrice della Margherita non nasconde le differenze con una parte consistente dell'Unione e, rispondendo alle accuse del senatore Silvestri ("che, assicuro, mi sta simpatico"), dice: "Lui e' a favore di una grande liberalizzazione, ma qui non e' solo un problema di depenalizzazione, e su questo ovviamente non possiamo essere d'accordo".
Paola Binetti ricorda che la sua posizione sulle tossicodipendenze "e' mia personale, non e' la posizione della Margherita, ma sono molto contenta che su questo odg ci sia stata una convergenza cosi' ampia".
Paola Binetti spiega che il ministro della Salute, Livia Turco, "sta gia' lavorando a un progetto da condividere insieme al ministro della Solidarieta' sociale, a quello dell'Istruzione pubblica, per fare in modo che queste indicazioni che noi nell'odg mettiamo all'attenzione di tutto il Parlamento, diventino quanto prima operative. La Turco ha gia' promesso di attivare un tavolo di confronto per rivedere alcuni aspetti della legge Fini-Giovanardi ma con l'obiettivo specifico di migliorare tutte le condizioni di attenzione sia in chiave preventiva sia educativa e riabilitativa per quanto riguarda tutte le tossicodipendenze, non solo quella da cannabis. C'e' un grande desiderio di collaborazione all'interno della maggioranza per fare di questo obiettivo un obiettivo condiviso. Sappiamo perfettamente che nella maggioranza ci sono punti di vista diversi pero' siamo alla ricerca di strategie unitarie a totale e completa tutela di quelli che sono i nostri giovani".
Paola Binetti, ovviamente, non e' in sintonia con quanto detto dal neo vice presidente della commissione Sanita', Giampaolo Silvestri del Pdci che parla di fatto gravissimo aver sconfessato il ministro Turco. "La sua e' un'interpretazione.
Io rispetto il collega Silvestri, non e' affatto vero che non mi e' simpatico. Probabilmente, come ha detto nella sua dichiarazione di voto, e' a favore di una grande liberalizzazione nei confronti di questo problema. Per lui non e' solo il punto della depenalizzazione, che e' l'obiettivo forte del raddoppio della dose della cannabis, lui e' a favore della liberalizzazione e non possiamo essere d'accordo. Lui vede la lettura del decreto del ministro come un primo passo verso una sorta di liberalizzazione e vede la lettura del nostro intervento come uno stop a questa linea. La mia non e' l'interpretazione della Margherita, considero la mia l'interpretazione forte, convinta e motivata di un gruppo di persone impegnate in questa maggioranza. So che non tutti -sottolinea Binetti- sono di quest'idea pero' come Silvestri forza l'interpretazione cercando di svalutare quello che noi abbiamo fatto voglio dire a Silvestri che c'erano tutti i DS , nessuno li ha costretti a votare questo odg, c'e' stata un'adesione totale e chi lo conosce sa che ci sono personalita' molto complesse coma la Serafini, Polito, che non si fanno suggestionare da nessuno. Hanno letto questo decreto come una chiamata all'attenzione di tutto il Parlamento sul tema delle droghe. Siamo tutti convinti no al carcere ma anche no alla diffusione delle droghe e quindi si ad una campagna forte in tema di educazione e prevenzione".

'Giudico estremamente positivo l'approvazione al Senato dell'ordine del giorno che impegna il governo a rivedere il decreto del ministro Turco, con il quale erano stati innalzati i limiti consentiti per la detenzione di cannabis'. Lo dichiara Silvana Mura, deputata di Idv. 'Ed esprimo soddisfazione nel constatare che anche l'Ulivo ha fatto proprie quelle perplessita' che a nome di Italia dei valori avevo espresso fin dal dibattito alla Camera. In quella occasione fummo gli unici che nella maggioranza sollevammo dei dubbi sull'opportunita' del decreto. Non si tratta di censurare il Ministro, ma piuttosto di esprimere dei dubbi su un provvedimento che continuiamo a ritenere non tempestivo'.
Mura conclude: 'Ribadiamo invece la piena disponibilita' ad esaminare, come prevede il programma dell'Unione, una revisione complessiva della legge Fini-Giovanardi, in cui la prevenzione e la tutela della salute, in particolare dei giovani, siano privilegiate rispetto alla semplice repressione e alla criminalizzazione di chi consuma droga, che invece e' una vittima'.

"L'approvazione dell'ordine del giorno in Commissione Sanita' al Senato che censura il decreto firmato dai ministri Turco e Mastella, dimostra che non c'e' una maggioranza parlamentare disponibile a fare una guerra di religione contro la legge Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze". Lo dice il deputato dell'Udc, Carlo Giovanardi. "Sulla base di una serena e approfondita analisi degli effetti dall'applicazione della nuova normativa saremo noi per primi a chiedere un confronto costruttivo nelle competenti commissioni parlamentari per confermare gli aspetti positivi e correggere quanto eventualmente l+esperienza consiglia di correggere. Dal voto di oggi esce davvero sonoramente sconfitto il fronte della sinistra radicale interessata solo alle proclamazioni ideologiche".

Maurizio Turco, deputato radicale della Rosa nel pugno, critica il voto della commissione sanita' del Senato contro il decreto del ministro Livia Turco sulla droga.
'Le motivazioni con le quali si e' censurato il decreto Turco sulle quantita' di cannabis non tengono conto - secondo Maurizio Turco - di una realta' evidente: con le attuali leggi proibizioniste si e' concesso alla criminalita' il monopolio del commercio delle droghe illegali'.
Per il parlamentare radicale, 'parlare di milligrammi di principio attivo come se si andasse ad acquistare un prodotto legale e' un assurdo', e 'in questo contesto il raddoppio della quantita' di principio che si puo' detenere per uso personale altro non e' che una misura di buon senso, sia pure nell ambito - conclude Turco - di una complessiva politica criminogena'.

Andrea Muccioli
, il responsabile della Comunita' di San Patrignano, ha espresso in una nota un giudizio positivo sulla decisione della Commissione Sanita' in Senato di chiedere il riesame del decreto che modifica le quantita' massime detenibili di cannabis.
'Come operatori nel campo del recupero dalla tossicodipendenza - si legge nella nota di SanPa firmata da Muccioli - accogliamo con soddisfazione la decisione della Commissione Sanita' del Senato di approvare a larga maggioranza, indipendentemente dagli schieramenti di governo e opposizione, l'ordine del giorno che impegna il governo a riesaminare e discutere in Parlamento il recente decreto sulla cannabis. E' assurdo che, in un momento in cui gran parte delle forze politiche reclamano giustamente provvedimenti piu' rigorosi nei confronti del doping, della vendita di alcolici a minori e una maggiore attenzione ai disturbi alimentari, venga di fatto sdoganato il piccolo spaccio di hashish e marijuana'. 'Onore al merito - conclude Muccioli - a tutti i parlamentari che, in modo responsabile, hanno colto questa incongruenza e vogliono portare avanti principi seri e coerenti da trasmettere ai nostri ragazzi, che ne hanno un grande bisogno'.

'Il fatto che l'ordine del giorno contro il decreto Turco sulla droga sia stato approvato oggi al Senato con i voti favorevoli dell'Ulivo e della Cdl ha un significato politico rilevante'. Lo sostiene la parlamentare di Forza Italia Mariella Bocciardo, componente della commissione Affari sociali della Camera.
'E' evidente - osserva ancora Bocciardo - la spaccatura all'interno della maggioranza. L'ordine del giorno censura l'operato del ministro Turco e invita a riesaminare il decreto, che e' stato giustamente definito ambiguo per i giovani consumatori di cannabis. Il ministro Turco ne prenda atto. E' chiaro che la Turco e' piu' in sintonia con il ministro Ferrero che non con i ministri Bindi e Fioroni, che non sono stati neppure interpellati. Ora per il ministro Turco ci sono solo due strade: o ritira il decreto oppure da' le dimissioni. In ogni caso, il fallimento di questo governo in tema di droghe e' ormai sotto gli occhi di tutti'.

L'ordine del giorno approvato oggi in Commissione sanita' al Senato, che impegna il governo a rivedere il decreto del ministro della Salute Livia Turco sulla quantita' massima di cannabis detenibile, 'non rispecchia la posizione dell'Ulivo'. Lo ha affermato il Presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro.
L'ordine del giorno e' stato presentato da An, Fi e Margherita ed e' passato in Commissione.
'Non ho difficolta' a dire che, sebbene il regolamento preveda che la presidenza sia informata in casi come questo, cio' non e' avvenuto - ha sottolineato Anna Finocchiaro - e l'ordine del giorno non rispecchia quindi la posizione dell'Ulivo, che non si e' riunito per discuterlo, ne' dell'Unione'.
Finocchiaro ha aggiunto che 'l'ordine del giorno riguarda una questione risolta coerentemente con quanto deciso dal ministro Turco, si tratta quindi di una iniziativa fuori luogo'.

'Ho letto l'incredibile ordine del giorno della commissione Sanita' del Senato e vorrei esprimere al ministro Livia Turco la mia totale e affettuosa solidarieta' convinto che la sua proposta e' assai ragionevole ed ispirata ad un'idea di liberta' e di civilta''. Lo afferma Peppino Caldarola, deputato dei Ds, che critica il voto dei senatori dell'Ulivo che, in commissione, hanno sostenuto l'odg presentato dalla parlamentare dielle Paola Binetti.

Patrizia Paoletti Tangheroni, di Forza Italia, esprime 'estrema soddisfazione' per l'ordine del giorno contro il decreto emanato dal ministro Livia Turco, che per l'esponente di Forza Italia 'incentiva, soprattutto tra i giovani, l'uso della cannabis'.
Su tratta, per la parlamentare, di 'un voto significativo, che ha dimostrato come sui temi etici si possa votare guardando al di la' degli schieramenti politici. Se in futuro riuscissimo a lavorare con uguale liberta', si potrebbero riportare buoni risultati sul fronte del bene comune'.

'Meravigliano e colpiscono le pretestuose motivazioni addette dalla commissione sanita' del Senato per condannare il decreto Turco': cosi' Riccardo De Facci, responsabile tossicodipendenze del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca), commenta l'ordine del giorno approvato oggi nella commissione di Palazzo Madama.
'Ricordiamo alla commissione - dice all'Ansa de Facci - che il carcere non ha mai educato nessuno e richiamiamo i parlamentari della maggioranza al rispetto del programma dell'Unione sul quale sono stati eletti, e in cui il tema della decriminalizzazione dei consumi era chiaramente espresso'. De Facci invita ancora a 'non bisogna usare il dl Turco per spostare l'attenzione dalle proprie carenze e responsabilita' verso un'urgente riscrittura della legge sulle tossicodipendenze'.
'E proprio perche' riteniamo che il problema dei consumi e degli abusi vada affrontato nella sua complessita' - aggiunge - ora chiediamo alla politica segnali chiari e non ideologici, quali: il ripristino del Fondo nazionale per la lotta alla droga assente da 4 anni, il riavvio di una seria campagna nazionale di prevenzione che manca da 3 anni, una vera riflessione con il mondo scientifico e degli operatori per costruire risposte e interventi efficaci'.

'L'adesione di alcuni senatori dell'Ulivo all'ordine del giorno votato oggi nella commissione Sanita' e' frutto di una grande superficialita', della quale evidentemente non si sono valutate appieno le implicazioni politiche'. E' quanto dichiara il senatore Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo dell'Ulivo. 'Sconfessare l'azione di un ministro, tanto piu' quando, come in questo caso, sta attuando il programma dell'Unione, rischia di provocare conseguenze politiche negative', sottolinea Latorre.
'Il programma dell'Unione, infatti -spiega Latorre- prevede di non ricorrere ne' al carcere ne' ai ricoveri coattivi per la cura delle tossicodipendenze, di opporre alla tolleranza zero una politica dell'accoglienza, di combattere senza quartiere il traffico di droga e infine, e lo sottolineo, indica nettamente la necessita' di superare la legge Fini-Giovanardi. Il gruppo dell'Ulivo tra l'altro non ha mai discusso di quest'ordine del giorno ed e' attualmente impegnato nella discussione della finanziaria, che prevede giornate convulse. Il voto di quest'ordine del giorno rappresenta un incidente che mi auguro venga subito chiarito - conclude- recuperando la necessaria unita' del gruppo e dell'Unione'.

'Non sono bastati i semi di marijuana piantati alla Camera da Caruso per far avere abbastanza allucinazioni alla commissione Sanita' del Senato per accettare la proposta della Turco sull'aumento della dose minima consentita.
Speriamo che questo ordine del giorno approvato in commissione al Senato faccia 'riprendere' tutto il Parlamento su un provvedimento come quello della linea Turco, contrario al principio di responsabilita' e in linea con un processo di normalizzazione dell'uso della droga nichilista e distruttivo'. Lo dice Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia.

Giorgia Meloni, di An, apprezza l'ordine del giorno votato dalla commissione sanita' del Senato sulla Droga.
'Non possiamo - afferma Giorgia Meloni - che accogliere con favore la posizione trasversale espressa dalla commissione, che manda in fumo la linea Turco-Ferrero e che di fatto evidenzia le gravi mancanze di un governo piu' occupato a risolvere il nodo del consenso elettorale interno che preoccupato trovare una soluzione al problema della tossicodipendenza'.

Un "super-compromesso, per far si' che l'Ulivo restasse compatto". Cosi' il senatore diesse Paolo Bodini parla del via libera, venuto anche dall'Ulivo, all'ordine del giorno che chiede la revisione del decreto Turco sulla droga (quello che raddoppia la quantita' di cannabis che si puo' possedere per uso personale). Il documento e' passato in commissione Affari sociali al Senato anche coi voti dei ds e dei dl, dopo che la Margherita aveva presentato un emendamento all'odg della Cdl, bocciato in precedenza. Dunque, un via libera che ha evitato la divisione della maggioranza in commissione, anche se a rimetterci e' stata il ministro della Salute.
Ma il testo votato, prosegue Bodini, non prevede "il ritiro del provvedimento" del ministro, come voleva la minoranza, bensi' impegna il governo "a riesaminare tutta la questione droghe, chiarendo nettamente che siamo contro gli stupefacenti, e che chiediamo di superare la 'Fini-Giovanardi'".

'La Turco non ha la maggioranza ne' in Parlamento ne' nel Paese. Bene l'approvazione dell'odg sul decreto Turco riguardante la cannabis. I senatori hanno dimostrato di essere piu' saggi del governo': cosi' Enrico Montani (Lega nord), componente della Commissione Affari Sociali della Camera.
'Il ministro Turco - aggiunge - si deve rendere conto che sul tema della droga non ha la maggioranza e che il comune sentire della gente e' fortunatamente ben lontano da quello che vuole questo governo. Non sentiamo la necessita' di raddoppiare le dosi di cannabis, anzi - conclude -ribadiamo che il decreto della Turco e le posizioni estremiste del suo collega Ferrero sono scellerate e pericolose'.

"La polemica sollevata sul ragionevole innalzamento del quantitativo di principio attivo di cannabis per far evitare l'esperienza del carcere ai nostri giovani riflette un approccio ideologico e identitario di matrice clerico-moderata che di recente ha preso campo dentro settori della Margherita".
La senatrice della Margherita Marina Magistrelli critica fortemente quanto accaduto questa mattina in commissione Igiene al Senato.
"E' discutibile, molto discutibile che un capogruppo dell'Ulivo in commissione si adoperi per firmare un ordine del giorno con il Centrodestra contro un ministro del Governo che dovrebbe sostenere". Secondo Magistrelli "questi continui strappi dentro l'Ulivo e dentro l'Unione rivelano un intento divisivo.
Alzano barriere e non aiutano la sintesi politica. Altro che Partito Democratico".

Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia nella commissione affari sociali della Camera, nonche' responsabile nazionale del dipartimento sanita' del partito, sostiene che 'l'ordine del giorno approvato trasversalmente oggi dalla commissione sanita' del Senato ha messo in luce l'insensatezza e la pericolosita' del decreto che ha innalzato la dose minima di cannabis per uso personale'.
'La droga non si combatte con la droga, e il buon senso ha prevalso unendo parte della maggioranza e dell'opposizione nel criticare fortemente e motivatamente l'illogica decisione del ministro Turco', afferma Di Virgilio, chiedendo che quindi 'il ministro ne tragga le dovute conseguenze: o ritiri il decreto o si dimetta, non ha altre strade'.

'Avevano cantato vittoria a sinistra per l'approvazione del decreto legge collegato alla finanziaria, ma gia' oggi il governo sta affondando, va sotto nelle varie commissioni, per i pareri sulla Finanziaria e va sotto il ministro Turco sulle droghe. Dopo che tutto il Paese ha iniziato a ribellarsi anche la parte politica che lo sostiene sta iniziando a dire no al motto di maggioranza 'Prodi: tasse, canne, indulto e Bingo Bongo'. Lo afferma il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli.

"Giornata nera oggi per l'Unione al Senato. Dopo la bocciatura della Finanziaria nelle commissioni Difesa e Finanze, parte del centrosinistra ha votato con la Cdl un ordine del giorno contro il decreto del ministro Turco sulla cannabis". Lo afferma in una nota il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani, secondo cui la "spaccatura viene confermata dalla dichiarazione della presidente Finocchiaro, che prende le distanze dai suoi commissari". "Crediamo invece - prosegue Schifani - che una volta tanto la ferrea disciplina di partito alla quale sono tenuti i senatori del centrosinistra sia stata superata dalla libertà di coscienza su un tema così delicato. Nel sentirmi riecheggiare le parole della collega Finocchiaro, che ha ingiustamente definito il mio gruppo allo sbando, mi riesce difficile trovare un'espressione che possa fotografare compiutamente lo stato di salute del centrosinistra al Senato dopo una giornata come quella di oggi".

"Sono molto dispiaciuto del voto avvenuto oggi pomeriggio in Commissione Sanità del Senato". Lo afferma in una nota il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, commentando l'ordine del giorno approvato oggi in Commissione Sanità del Senato.
"Viste le motivazioni addotte dai senatori dell'Ulivo che hanno votato l'ordine del giorno in materia di droghe, ritengo - aggiunge l'esopnente del Prc - che la rapida discussione nell'ambito dell'Unione di una proposta di legge per superare la normativa attuale sia l'unica strada possibile. Mi impegno pertanto a convocare nei prossimi giorni un tavolo di confronto fra tutti i soggetti interessati, al fine di superare positivamente l'attuale situazione".

"Dopo aver manifestato il mio dissaccordo sul merito dell'ordine del giorno sul decreto del ministro Turco in tema di droghe, oltre alle perplessità sull'opportunità che esso fosse presentato in occasione della discussione sulla Finanziaria essendo tema che nulla aveva a che fare con l'argomento, vorrei precisare che non ho partecipato alla votazione allontanandomi dall'aula". Lo afferma in una nota il senatore dell'Ulivo Nuccio Iovene. "Faccio questa precisazione - spiega Iovene - perché da varie dichiarazioni emergerebbe un voto favorevole e 'compatto' di tutti i commissari dei Ds. Solo per senso di responsabilità non ho votato contro, così come ho spiegato all'assemblea successiva del gruppo dell'Ulivo, e per questo non ho partecipato al voto".

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Giovanna Melandri, esprime la sua 'piu' completa solidarieta' a Livia Turco, che sul delicato tema delle tossicodipendenze, in queste settimane, si e' sempre mossa con grande equilibrio, intelligenza e saggezza'. 'Per questo motivo - aggiunge Melandri - ritengo fuori luogo l'adesione di esponenti dell'Ulivo all'ordine del giorno approvato al Senato'. 'Questo governo - conclude - e' pienamente impegnato nel contrastare il traffico e l'uso di sostanze stupefacenti, ma non vinceremo questa battaglia con il carcere per i giovani'.

'Non comprendo e non condivido la decisione di alcuni rappresentanti de l'Ulivo che oggi, in Commissione Sanita' del Senato, hanno votato un ordine del giorno che si configura come un vero e proprio atto di censura sull'operato del ministro Livia Turco'. Lo afferma, in una nota, la senatrice dei Ds, Annamaria Carloni.
'Tale posizione non rappresenta - ne' per il contenuto ne' per la forma - l'impegno condiviso dei Gruppi Parlamentari dell'Ulivo e contrasta palesemente con il documento - firmato sei giorni fa da 53 senatori del Gruppo - che esprime e motiva con chiarezza il sostegno alla decisione del ministro Turco.
'Siamo contrari all'uso di sostanze stupefacenti; vogliamo punire il traffico e lo spaccio... Innalzare la quantita' di principio attivo di cannabis che una persona puo' detenere non significa liberalizzare la droga' si legge in quel documento che e' stato ampiamente discusso, condiviso e sottoscritto', conclude Carloni.

"Se corrisponde al vero, come si legge sulle agenzie, che al Senato l'Ulivo ha votato un ordine del giorno che chiede al Ministro Livia Turco di rivedere il decreto sulle droghe , vuol dire che esso e' prigioniero delle posizioni piu' retrive".
Lo affermano le deputate della sinistra DS, Gloria Buffo e Fulvia Bandoli. "Se l'atto prudentissimo del Ministro per ridurre il ricorso al carcere per chi consuma spinelli viene smentito dai riformisti del centrosinistra c'e' molto da preoccuparsi. Forse e' tempo che la maggioranza di centro sinistra, se non e' in grado di sostenere neppure l'operato ragionevole dei suoi ministri, apra un chiarimento al suo interno su queste materie".

'Voglio esprimere tutto il mio sostegno al decreto sulla cannabis della Ministra della Salute, Livia Turco'. Lo ha dichiarato la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunita',Barbara Pollastrini, in relazione all'ordine del giorno approvato in Commissione Sanita' del Senato. 'La posizione espressa anche da alcuni esponenti del centrosinistra in Commissione -aggiunge la Pollastrini- non rispecchia quella dell'Ulivo, che non ne ha discusso in nessun a sede, ne' quella dell'Unione'.


'Subito dopo l'approvazione della finanziaria il gruppo dell'Ulivo del Senato deve riunirsi in assemblea per assumere una linea quanto piu' unitaria possibile su un problema che molti pensano possa essere meglio risolto con la prevenzione piuttosto che con la repressione'. E' quanto afferma il vicepresidente dell'Ulivo a Palazzo Madama Luigi Zanda, in seguito a quanto accaduto oggi in commissione Sanita' al Senato.
'Non ero stato informato che oggi in Commissione Sanita' del Senato si sarebbe discusso un ordine del giorno sul possesso di cannabis per uso personale. Se lo avessi saputo - dice pero' Zanda - avrei partecipato anch'io ai lavori della commissione e avrei sostenuto che il primo dovere dello Stato nei confronti dei giovani che consumano cannabis e' quello di evitare di farli finire in un carcere'. 'Infatti sappiamo, purtroppo, che oggi i giovani - prosegue l'esponente dell'Ulivo - escono dalle carceri italiane sempre in condizioni personali e morali molto peggiori di quando sono entrati'.
Tornando al nodo degli equilibri all'interno del gruppo dell'Ulivo, Zanda sottolinea come i senatori Ds e Dl abbiano 'dimostrato in questi mesi in Senato di saper trovare sintesi unitarie ed avanzate anche su questioni delicate e rilevanti.
Accadra' lo stesso - conclude - anche per il possesso di cannabis per uso personale'.

"La Ministro Turco deve prendere atto che la sua maggioranza, che di fatto non esiste, ha preferito appoggiare l'ordine del giorno presentato dalla collega Bianconi piuttosto che aderire ad un provvedimento sballato, impopolare, che va contro il comune sentire dell'intera popolazione italiana".
Così la parlamentare azzurra Isabella Bertolini commenta l'approvazione di un ordine del giorno, da parte della Commissione Sanità del Senato, contro il decreto sulla droga firmato dal ministro della Sanità Livia Turco, che impegna il governo a riesaminare l'intero provvedimento.
"Ma soprattutto questo è l'ennesimo episodio - continua - che denota una totale mancanza di una politica sociale di questo Governo. Si parli di droga o si parli di immigrazione, il Governo Prodi non riesce ad esprimere una linea comune." "A questo punto - conclude la Bertolini - è necessario un riesame profondo del decreto. Alla ferma, immediata opposizione del tessuto sociale di questo Paese, si aggiungono i convinti rilievi di una maggioranza sempre più alla "canna" del gas".
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