Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Commissione Senato approva lista audizioni sul testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Saranno complessivamente 37 le audizioni di esperti scelti tra medici, giuristi, bioeticisti, rappresentanti di associazioni, ordini professionali e istituzioni da interpellare sul delicato tema del testamento biologico. Un argomento di cui si sta occupando la commissione Sanita' del Senato e la cui delicatezza e' pari alla sua attualita', dopo le recenti sollecitazioni giunte anche dal Presidente della Repubblica alle forze politiche perche' si confrontino sul tema contiguo dell'eutanasia.
Oggi l'ufficio di presidenza della commissione ha concordato la lista delle audizioni che, ha spiegato il presidente Ignazio Marino, partiranno il prossimo 3 ottobre per concludersi entro l'anno. L'obiettivo che ci si propone e' quello di giungere ad un testo unico condiviso, che riunisca gli attuali otto diversi progetti di legge, da proporre alla discussione dell'Aula entro febbraio-marzo prossimi.
Tra i nomi degli esperti che saranno chiamati per essere auditi figurano l'ex presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, Francesco D'Agostino, il direttore del Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma, Adriano Pessina, il direttore scientifico dell'Istituto Europeo Oncologico di Milano, Umberto Veronesi, il Garante della privacy, Francesco Pizzetti. Inoltre Stefano Rodota', docente di diritto civile presso l'Universita' La Sapienza di Roma il segretario dei medici di famiglia, Mario Falconi, il presidente della Federazione nazionale dell'ordine dei medici, Amedeo Bianchi e i rappresentanti dell'associazione Luca Coscioni.

COMMENTI

"L'approvazione delle audizioni da parte della Commissione Sanità rappresenta un primo importante passo per quel dibattito sulle questioni di fine vita che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha auspicato in risposta alla lettera di Piergiorgio Welby". Lo afferma Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni, membro della Segreteria nazionale della Rosa nel Pugno, secondo il quale "ora occorre un grande coinvolgimento dell'opinione pubblica che, come dimostrano i sondaggi,conosce e ha a cuore il problema".
"Continuiamo a denunciare però il mancato intervento di Prodi perchè il Comitato Nazionale di Bioetica possa essere rinnovato e possa iniziare a lavorare, elaborando pareri che possano supportare il legislatore -prosegue- Come Associazione Coscioni tenteremo, nell'audizione a cui siamo stati chiamati, di dare il massimo apporto conoscitivo alla questione testamento biologico e eutanasia, affinchè si possa parlare anche di concrete storie personali e non solo di un'astratta concezione della vita".

"Il testamento biologico è nel programma dell'Unione e rappresenta un passo molto importante nel promuovere la dignità del fine vita". Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, a margine di una conferenza stampa al ministero. Su questo tema, ha assicurato, "sono certa si troverà una buona mediazione. Noi faremo la nostra parte nel promuovere la dignità al termine della vita. Ma c'è molto da fare in questo paese per fare in modo che le persone vivano la fase terminale della loro vita in condizioni di vera dignità".
"Lavoreremo in questo senso - ha aggiunto Turco - ma sono certa che questo sarà uno dei temi in cui la politica sarà capace di una mediazione alta, sono sicura ci sarà dialogo fra i diversi punti di vista e che si supererà la contrapposizione fra schieramenti".
Il ministro ha ribadito che su questo tema "non c'è bisogno di leggi ma di azioni concrete per far sì che le persone possano vivere questa fase con dignità. E questo è compito del governo".

"Se per testamento biologico si intende la proposta di 'Dichiarazione anticipata di trattamento' approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003, va bene. Perche' tale proposta dice no sia all'eutanasia sia all'accanimento terapeutico, stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico. E' a quest'ultimo, infatti, che spetta valutare quando e' il momento di smettere certe terapie inutili. E si tratta di una valutazione che egli deve fare in scienza e coscienza". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della consulta etico-religiosa di An.
"La partita pero' - aggiunge Pedrizzi - si gioca sul come considerare l'alimentazione e l'idratazione dei malati in stato vegetativo persistente: atti medici, che come tali possono essere sospesi per non incorrere in accanimento terapeutico, o atti di sostentamento vitale, che come tali sono dovuti e quindi non possono essere interrotti? Su tale questione il Comitato nazionale di bioetica si e' spaccato, elaborando una proposta di maggioranza e una di minoranza.
"In quest'ultima - spiega - il testamento biologico diviene diritto a rifiutare, in caso di stati vegetativi persistenti, di essere sfamati e dissetati. Diviene cioe' diritto ad essere arbitri, padroni della propria vita e della propria morte. Quindi servirebbe a legalizzare l'eutanasia e, percio' - conclude Pedrizzi - sarebbe inaccettabile. Perche' la vita e' un bene indisponibile e intangibile".

"Come ha dimostrato il referendum sulla procreazione medicalmente assistita, i temi sulla nascita, la vita e la morte non appartengono solo ai cattolici: editori e sondaggisti dovrebbero tenerne maggiormente conto quando si apprestano ad effettuare simili rilevazioni". Questo il commento di Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera, che aggiunge come "proprio quella campagna referendaria ha dimostrato quanto alcuni sondaggi rosei e di parte siano stati poi contraddetti dal voto popolare". Eutanasia, comunque la si voglia definire, rileva Volonte', "vuol dire morte. Sono circa 1.500 gli italiani in stato di coma vegetativo persistente. Piuttosto- incalza Volonte'- perche' il governo non si rende promotore di iniziative in grado di aumentare e migliorare le strutture di accoglienza attualmente presenti nel paese a favore di chi, insieme alla propria famiglia, soffre? I malati hanno bisogno di cure, amore e comprensione, non di accanimenti o abbandoni terapeutici. Tantomeno di decessi che qualcuno vorrebbe far passare per dolci". Ancora il capogruppo Udc: "Nessuno puo' disporre tout court della morte di un uomo per il solo fatto di essere malato. O vogliamo anche noi uccidere pazienti come la povera Terry Schiavo, interrompendo cioe' l'alimentazione artificiale per due settimane al malato fino a ottenere inevitabilmente la sua morte, come prevedono invece alcune proposte di legge sul testamento biologico? La nostra posizione- conclude Volonte'- rimane chiara: no sia all'eutanasia che all'accanimento terapeutico, no a qualunque tentativo di far passare, attraverso il testamento biologico, una qualunque forma di eutanasia passiva".

"L'appello del presidente Napolitano deve avere una risposta e il testamento biologico e' la risposta giusta". Lo dice il vice presidente dei senatori dell'Ulivo, Luigi Zanda, a margine dei lavori dell'aula. L'esponente della Margherita, infatti, non considera "l'eutanasia una possibilita' che si possa accettare o rifiutare", mentre il paziente puo' decidere "del suo futuro per quel che riguarda l'accanimento terapeutico" e, dunque, ribadisce, "il testamento biologico e' la strada giusta per far cessare la sofferenza e perche' duri il meno possibile".
Inoltre, per Zanda "bisogna avere dei principi saldi sulla vita e sulla morte", e per quel che riguarda l'appello del Vaticano aggiunge: "Io sono cattolico e ascolto sempre con attenzione e rispetto cio' che dice la Chiesa, soprattutto, sulla vita e sulla morte".

"Un fermo no all'eutanasia perche' la vita e' un bene indisponibile". Parte da qui il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Renato Schifani, per poi sottolineare la sua "attenzione particolare al testamento biologico", uno strumento "attraverso il quale il cittadino decide un no, per esempio, all'accanimento terapeutico su di lui quando le sue condizioni dovessero essere quelle di un malato terminale". Insomma, conclude Schifani "su questo terreno credo che si possa aprire un serio e costruttivo dibattito in parlamento" (

"Affrontare il tema del testamento biologico, quindi dell'espressione della volonta' personale in caso di accanimento terapeutico, e' importante ma il profilo va ben distinto dall'eutanasia, che deve essere proponibile". E' quanto ha dichiarato Luciana Sbarbati segretario dei Repubblicani Europei che ha poi spiegato che certamente un tema quale quello dell'eutanasia "non va banalizzata nella scelta di morire, o di staccare la spina, ma deve poter essere possibile quando sia accertato che non vi sono piu' le condizioni cliniche per una ripresa e dunque sia impossibile per la persona proseguire dignitosamente nella propria esistenza".
" La politica - ha concluso la Sbarbati - non deve sottrarsi al dibattito anzi, mantenendo posizioni equidistanti e non schierate ne deve essere il fautore principale, consapevole che ogni decisione che andra' ad assumere potra' toccare nel profondo scelte che appartengono solo alla libera coscienza individuale". "Parliamo pure di testamento biologico ad una condizione: che non sia un modo surrettizio per introdurre l'eutanasia". Lo dice il capogruppo dell'Udc al Senato, Rocco Buttiglione, spiegando che "quando un uomo soffre noi abbiamo gli strumenti per abbattere le sue sofferenze". E "quando una persona non ha possibilita' di recupero ed e' mantenuta in vita artificialmente dalla macchina, poniamola pure al di fuori della macchina e lasciamo che la morte segua il suo corso. Questa non e' eutanasia. Ma l'intervento per spegnere una vita umana, l'intervento per uccidere un essere umano e' sbagliato".
Secondo Bottiglione occorre "essere vicini a chi soffre, dobbiamo sottrarlo alla disperazione e aprirgli una prospettiva". Questo perche', aggiunge il presidente Buttiglione, "non il dolore fisico quello che spinge a chiedere l'eutanasia", ma lo sono "l'abbandono, la solitudine, l'isolamento sociale, la disperazione se vogliamo usare una parola clinica la depressione". Insomma, conclude, "non uccidiamo chi chiede aiuto, ma lavoriamo per fare una buona legge sulla vecchiaia in Italia, sul paziente terminale, soprattutto".

"La nostra organizzazione si batte da anni per l'introduzione del testamento biologico: un atto di civilta' che riconoscerebbe la dignita' dell'uomo, al riparo da dibattiti religiosi". Lo afferma Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva Catania, intervenendo nel dibattito sull'eutanasia rilanciato dal caso Welby.
"Ancora prima dell'eutanasia -aggiunge- sarebbe importante assicurare ai cittadini il diritto a non soffrire, ampliando la rete dei centri del dolore e rendendo il servizio accessibili ai cittadini. La nostra campagna, attraverso la promozione della Carta dei diritti contro il dolore inutile vuole porre al centro del dibattito la necessita' di confermare la propria dignita' anche in situazioni di grande sofferenza fisica".
Secondo l'associazione un recente lavoro del tribunale per i diritti del malato sulla qualita' dell'assistenza domiciliare oncologica ha evidenziato che "l'8% dei cittadini lamenta ancora difficolta' nell'accesso ai farmaci oppioidi, a causa dell'indisponibilita' del ricettario da parte del medico, per errori nella compilazione della ricetta, per indisponibilita' del farmaco.

"Legalizzare l'eutanasia non e' ne' possibile ne' opportuno, discutiamo seriamente del testamento biologico come risposta all'accanimento terapeutico". Cosi' Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia, interviene sul dibattito conseguente al caso Welby.
"Si tratta dice Ghigo - di adeguare le norme giuridiche agli sviluppi tecnologici, un problema etico di enorme portata che non puo' essere affrontato dalle forze politiche alla stregua di una battaglia di corto respiro per spaccare la maggioranza o l opposizione. Occorre una riflessione 'alta' che superi il fatto contingente e che non venga strumentalizzata per affermare posizioni ideologiche aprioristiche. Capisco il dramma umano di molti malati gravi, allo stadio terminale, ma mi preoccupa ancor piu' il rischio che, aperta la finestra dell'eutanasia, si possano verificare degenerazioni aberranti e difficili da controllare, come la soppressione di anziani 'scomodi' o di portatori di handicap, senza il loro consenso e contro la loro volonta'".
Secondo l'esponente azzurro, e' possibile introdurre il testamento biologico, "tema su cui mi sembra di cogliere segnali di grande responsabilita' da parte di esponenti sia di maggioranza che dell'opposizione, laici come cattolici. Le posizioni sono molto meno lontane di quanto si pensi, anche se le proposte di legge presentate sono numerose e occorre addentrasi nei dettagli di ognuna. Ritengo possibile un dialogo serio, costruttivo, non viziato da strumentalizzazioni su questo aspetto".
Ghigo ritiene che il testamento biologico sia appunto lo strumento per dare una risposta al fenomeno dell'accanimento terapeutico, che e' la conseguenza dello sviluppo di tecniche di cura sempre piu' sofisticate. "Credo conclude - che se la politica riuscira' a dare in tempi ragionevolmente brevi una risposta positiva a questi problemi, avremo fatto un grandissimo aspetto avanti, dimostrando che senza strumentalizzazioni e senza 'usare' un problema di questa portata per spaccare l una o l altra coalizione, si ottengono risultati concreti".
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