Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Commissione sul fine vita non si occupera' del caso Welby

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Niente da fare, di Welby non si parla. Il ministro della Salute, Livia Turco, e' stata netta. La Commissione per la dignita' del fine vita non si occupera' del caso del co-presidente dell'associazione Luca Coscioni.
Non e' chiaro chi abbia posto il problema, ma la risposta, quella del ministro e della maggioranza dei colleghi di commissione, non lascia dubbi. Propio mentre uno dei membri delle neoeletta Commissione per la dignita' del fine vita, il giurista Amedeo Santosuosso, si schiera con una nota a favore di chi ritiene si debba esaudire la richiesta di Welby per una sedazione terminale e il distaccamento del respiratore, la road map indicata dal ministro Turco ne esclude la trattazione: "Il ministro ha chiarito che la commissione non dovrebbe intervenire su temi etici", cosi' Furio Zucco, presidente Sicp-Societa' italiana di cure palliative, raccontando il primo incontro coi colleghi. Insomma, "non e' tra i compiti della commissione".
Conferma Franco Enriquet, Fondazione Gigi Ghirotti, che, per inciso, si e' detto favorevole ad assecondare una volonta' chiaramente espressa: "La questione e' stata posta, ma non compete a questa commissione esaminarla, piuttosto ne sarebbe investito il Comitato di bioetica".
Lo dice anche il bioeticista Sandro Spinsanti, fondatore dell'Istituto Giano per le medical humanities: "Qualcuno ha sollecitato una presa di posizione, ma Turco si e' rifiutata". Spinsanti sottolinea anche il "non allineamento della maggioranza della commissione a questa richiesta". Fatto positivo, sottolinea: "Avrebbe snaturato la missione della commissione: stabilire, sui temi delle cure palliative, della terapia del dolore, dei servizi per le persone in coma vegetativo e le loro famiglie, diritti e responsabilita'".
La prossima tappa, nel lavoro della commissione, e' stata fissata per il 29 gennaio: una nuova riunione plenaria, cui seguiranno gruppi di lavoro distinti per le diverse aree di intervento.

COMMENTI

'Se la commissione sulla terapia del dolore, le cure palliative e la dignita' del fine vita, insediata oggi dal ministro Turco, dira' no all'eutanasia, no al suicidio assistito, no all'abbandono terapeutico, assistenziale ed esistenziale e no all'accanimento terapeutico, e quindi si' all'eubiosia, cioe' alla buona vita, sara' utile'. Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi (An) che aggiunge: 'Va riaffermato con forza che quello dell'eutanasia e' un falso problema. L'esperienza, infatti, ci dice che se si investe nella terapia del dolore, nelle cure palliative, con l'obiettivo, raggiungibile, di lenire al massimo la sofferenza del malato terminale; se si fa si' che esso non sia e non si senta mai abbandonato a se stesso, solo di fronte al dolore; se ci si prende carico di lui facendogli sentire che la famiglia gli e' vicina, che la comunita' gli e' vicina, che i medici gli sono vicini, che i servizi socio-sanitari gli sono vicini, allora a nessun malato terminale viene in mente di chiedere l'eutanasia'.
'Occorre dunque battersi non per la legalizzazione della falsa buona morte, che e' crudelta' camuffata da pieta', - conclude Pedrizzi - ma a favore di investimenti nelle cure palliative e nella terapia del dolore, affinche' la sofferenza dei malati possa essere il piu' possibile lenita ed essi possano ricevere un adeguato accompagnamento umano, rispettoso della dignita' della vita e della morte'.

Tommaso Pellegrino, dei Verdi, apprezza la scelta del ministro della sanita', Livia Turco, di 'insediare la commissione sulla dignita' del fine vita, a maggior ragione in assenza di un provvedimento parlamentare in grado di accelerare i tempi su questi temi'.
'Ora - secondo Pellegrino - occorre responsabilizzare il Parlamento, vista la reiterata mancanza di un dibattito sui temi del testamento biologico e del rispetto della dignita' di chi vive in una condizione di estrema sofferenza'. Pellegrino, auspica quello che considera 'un atto di civilta': la politica non dovra' essere sorda nei confronti delle accorate richieste di Piergiorgio Welby'.

'L'insediamento della Commissione ministeriale per la dignita' del fine vita e' un'ottima scelta del Ministro Turco, un provvedimento che ha come finalita' quella di tutelare la dignita' e cercare di ridurre il piu' possibile le sofferenze dei malati terminali'.
Lo dichiara in una nota l'on, Silvana Mura (Idv). 'E' preciso dovere dello Stato - aggiunge la parlamentare - fare quanto e' in suo potere per consentire a chi e' colpito da una malattia incurabile di avere una morte, per quanto possibile senza dolore, risparmiando al malato le sofferenze fisiche, e ai familiari quelle psicologiche nel veder soffrire fino alla fine una persona cara'. 'Le critiche sull'eutanasia - conclude Mura - sono assolutamente fuori luogo e pretestuose se riferite a questo provvedimento, che non si occupa affatto di dare la morte ma di renderla meno dolorosa'. Secondo Mura si tratta di 'una questione cosi' delicata che ogni decisione in tal senso dovrebbe basarsi sulla liberta' di coscienza piu' che sulle ideologie e gli schieramenti politici'.

'Siamo ad una notissima tappa di un film gia' visto. Se eutanasia deve essere, eutanasia sara''. Cosi' Patrizia Paoletti Tangheroni, di Forza Italia, commenta l'istituzione di una commissione sulla terapia del dolore, le cure palliative e la dignita' del fine vita decisa dal ministro della Salute Livia Turco.
'La commissione istituita dal ministro - afferma la deputata azzurra in una nota - ha l'incarico di elaborare un documento di riferimento generale sullo stato dei servizi e delle procedure in merito a cure palliative e dignita' di fine vita. Il documento sara' costruito senza che prima sia stato definito con chiarezza che cosa si stia effettivamente ricercando, che cosa si intende ad esempio per 'dignita' di fine vita'. Il ministro con questo metodo di agire - incalza Paoletti - trascura il dibattito in corso e rinuncia pregiudizialmente a ricercare la possibilita' di creare un terreno comune di intesa che, per tematiche cosi' delicate, sarebbe oltremodo auspicabile'.
Quanto all'eutanasia, 'si trattera', quando sara' il momento, di limitare l'orrendo fenomeno e di farlo uscire dalla clandestinita'.
Queste scelte su temi molto sensibili si fanno sempre con la buona intenzione di scongiurare il male maggiore - conclude la forzista - il che significa, lo sappiamo bene, normare quanto avviene in assenza di regole.
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