Italia. Il Comune di Perugia analizza l'ecstasy in discoteca
"C'è pasta e pasta." e' uno slogan del progetto "discoteca D'ok", firmato dall'assessorato politiche sociali del Comune di Perugia: operatori dentro i locali per far capire ai giovani che per divertirsi c'e' bisogno di farsi male alla salute. "Pasta" e' la parola con cui in discoteca viene indicata la pastiglia di ecstasy.
"Il problema dell'uso di queste sostanze stupefacenti, puo' essere risolto solo attraverso una forte attività di prevenzione e di informazione - dice Stefania Alunni, promotrice del progetto per l'assessorato delle Politiche sociali del Comune -. La nostra idea e' quella di creare, per i giovani, all'interno delle scuole, per strada e nelle discoteche, momenti di incontro, di crescita attraverso varie attivita' sociali e culturali e di dibattito. I giovani hanno bisogno di conoscere e di comunicare. Chi arriva a fare uso di droga e' convinto di farlo come auto-cura".
L'ecstasy e' una sostanza chimica, in quanto tale non sempre se ne conoscono le componenti, per cui conseguenze sulla salute mentale fisica sono possibili. Da qui l'idea anche di un nuovo progetto dell'associazione "Rita 3000" che collabora con "discoteca D'ok": analizzare scientificamente, spesso all'interno della discoteca, le componenti chimiche delle pasticche che, in quella serata, girano tra i ragazzi, e di comunicare, seduta stante, il risultato delle analisi, al fine di informare concretamente sui rischi possibili. Ma anche i primi approcci "alternativi" dentro i locali, stanno dando buoni risultati: nelle piccole discoteche gli operatori sono stati avvicinati da una trentina di ragazzi per sera, mentre nei locali piu' grandi sono stati fino a 848 i ragazzi che hanno parlato con gli operatori. Centonovantadue di questi hanno preso contatti con lo staff.
Informare e' sempre piu' necessario, anche perche' non c'e' solo l'ecastsy che puo' attirare i giovani che cercano lo sballo. "In realta' i tipi di droga sono tanti e diversi -commenta Stefania Alunni-: comprendono anche gli psico-farmaci, l'alcool ecc., che, agli occhi di tanti sembrano non provocare danni, ma che invece sono altrettanto pericolose per le gravi conseguenze che provocano, soprattutto a lungo termine".
"Il problema dell'uso di queste sostanze stupefacenti, puo' essere risolto solo attraverso una forte attività di prevenzione e di informazione - dice Stefania Alunni, promotrice del progetto per l'assessorato delle Politiche sociali del Comune -. La nostra idea e' quella di creare, per i giovani, all'interno delle scuole, per strada e nelle discoteche, momenti di incontro, di crescita attraverso varie attivita' sociali e culturali e di dibattito. I giovani hanno bisogno di conoscere e di comunicare. Chi arriva a fare uso di droga e' convinto di farlo come auto-cura".
L'ecstasy e' una sostanza chimica, in quanto tale non sempre se ne conoscono le componenti, per cui conseguenze sulla salute mentale fisica sono possibili. Da qui l'idea anche di un nuovo progetto dell'associazione "Rita 3000" che collabora con "discoteca D'ok": analizzare scientificamente, spesso all'interno della discoteca, le componenti chimiche delle pasticche che, in quella serata, girano tra i ragazzi, e di comunicare, seduta stante, il risultato delle analisi, al fine di informare concretamente sui rischi possibili. Ma anche i primi approcci "alternativi" dentro i locali, stanno dando buoni risultati: nelle piccole discoteche gli operatori sono stati avvicinati da una trentina di ragazzi per sera, mentre nei locali piu' grandi sono stati fino a 848 i ragazzi che hanno parlato con gli operatori. Centonovantadue di questi hanno preso contatti con lo staff.
Informare e' sempre piu' necessario, anche perche' non c'e' solo l'ecastsy che puo' attirare i giovani che cercano lo sballo. "In realta' i tipi di droga sono tanti e diversi -commenta Stefania Alunni-: comprendono anche gli psico-farmaci, l'alcool ecc., che, agli occhi di tanti sembrano non provocare danni, ma che invece sono altrettanto pericolose per le gravi conseguenze che provocano, soprattutto a lungo termine".
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