Italia. Comunita' e Sert denunciano grave crisi: mancano fondi
Il sistema delle dipendenze versa in una grave situazione di crisi e la responsabilita' va ricercata nella mancata applicazione delle leggi e nello scarso investimento che governo, regioni e aziende sanitarie hanno fatto sul fronte droghe in questi ultimi anni. L'allarme e' stato lanciato oggi dal 'Tavolo di alta integrazione' delle comunita' e dei Sert riunito, in occasione della Giornata mondiale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti, presso il centro congressi Frentani di Roma. Il Tavolo, formato dal Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca), dalla Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (Federserd) e dalla Federazione italiana comunita' terapeutiche (Fict), ha presentato la propria analisi e le sue proposte in un rapporto dal titolo 'Sistema delle dipendenze. Un modello integrato di modello'.Ad evidenziare la difficolta' del sistema a fronteggiare la scarsita' di risorse disponibili e la rapidita' e complessita' del fenomeno droghe sono diversi elementi, primo fra tutti l'organico impiegato nei servizi pubblici per le dipendenze ridotto, in media, al 50% di quanto previsto nel decreto del Presidente della Repubblica 309/90. A fronte di questa carenza il numero delle persone prese in cura e' in continuo aumento e presenta livelli di gravita' e complessita' sempre maggiori: oggi circa 6.500 operatori pubblici e 6.000 operatori privati devono curare e assistere 180.000 persone prese in carico dal sistema.
Si conferma, tra le sostanze illecite, al primo posto la cocaina della quale abusano il 50% dei nuovi soggetti presi in cura nel nord Italia. Per il Cnr, in tutto il Paese, i consumatori di cocaina sono circa 1,5 milioni e, di questi, non piu' di 30.000 riescono ad essere presi in cura dai servizi. Il 40% delle persone prese in carico lo e' da piu' di dieci anni e, fatto sconcertante per gli organizzatori del convegno, da quattro anni e' stato cancellato il Fondo nazionale per la lotta alla droga "con la conseguenza che il 25% di quel fondo, che sarebbe dovuto essere impiegato per le sperimentazioni nazionali, non e' piu' disponibile, mentre il 75% assegnato alle Regioni non e' piu' vincolato nella destinazione ed e' stato speso dalle amministrazioni regionali e locali anche per interventi sociali non rivolti alle dipendenze.
Per quanto riguarda la spesa regionale nel settore, si spende in media una cifra pari allo 0,8% del Fondo sanitario nazionale, contro una media europea dell'1,5%.
Solo la Toscana e le Marche, al momento, si sono impegnate a raggiungere la media europea nell'arco di qualche anno.
Clamorose differenze si registrano tra una regione e l'altra per quanto riguarda il trattamento e il riconoscimento delle comunita': le rette possono andare dai 40 euro a persona al giorno, in alcune regioni, fino agli 80 euro di altre.
A fronte di questo quadro il Tavolo di alta integrazione delle comunita' e dei Sert avanza tre proposte: implementare il sistema delle dipendenze come previsto nell'atto di intesa Stato-Regioni del 1999; superare la situazione di totale disinvestimento nei confronti del settore che ha caratterizzato, per gli organizzatori, "tanto il precedente governo quanto quello in carica"; stabilizzare gli interventi di prossimita' sia nel campo delle gravi marginalita' sia rispetto ai contesti giovanili e ai consumi dei ragazzi. Su quest'ultimo punto il Tavolo sottolinea come gli interventi di prossimita' vantano ormai numeri importanti: alcune decine di servizi attivi sulle gravi marginalita' arrivano a migliaia di contatti l'anno con persone che presentano problemi di inserimento sociale e anche interventi rivolti ai contesti e ai luoghi di divertimento giovanili (Arezzo Wave, Heineken Jammin' Festival, ecc...), raggiungono un'ampia fascia di popolazione.
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