Italia. Le comunita' terapeutiche e la riforma della legge sugli stupefacenti
E' stato audito ieri in Parlamento don Egidio Smacchia, come presidente della Federazione Italiana Comunita' Terapeutiche (FICT) in merito alla riforma della normativa sulle tossico e alcoldipendenze.Perplessita' dei 48 Centri dislocati in tutta Italia con oltre 600 servizi per tossicodipendenti sono state espresse sul disegno di legge Fini. In particolare cinque i punti affrontati:
- drogarsi non e' un diritto e quindi si ritiene fondamentale e qualificante che tutte le norme del DDL in oggetto siano ispirate alla centralita' della dimensione educativa.
- senza sottovalutare i danni derivanti dall'uso delle cosiddette 'droghe leggere', la FICT invita a porre l'accento sulle diverse modalita' d'uso anziche' parlare di droga leggera e droga pesante. - sia mantenuta la distinzione tra sanzione amministrativa per detenzione finalizzata all'uso personale e sanzione penale per detenzione finalizzata allo spaccio. Si propone una progressivita' di interventi amministrativi (tipo percorso a punti) per favorire e far emergere la dimensione educativa del provvedimento.
La finalita' ultima dell'intervento sanzionatorio, sia esso amministrativo o penale, dovra' in ogni caso essere il recupero della persona prevedendo la possibilita' del suo inserimento in un programma di recupero.
- per quanto riguarda il percorso di recupero come alternativa al carcere, e' opportuno equiparare il privato sociale al servizio pubblico soprattutto nell'individuazione di percorsi alternativi al carcere. Si deve evitare il rischio di far diventare le Comunita' terapeutiche "strutture a custodia attenuata" esterne al carcere, con il pericolo di condizionarne l'intervento terapeutico e di vanificarne l'efficacia.
- chiede di garantire il recepimento in tempi brevi, da parte di tutte le Regioni, dell'Atto d'Intesa Stato-Regioni oggi in grave e inspiegabile ritardo.
Di seguito il documento integrale depositato.
Proposte FICT in merito alle tossicodipendenze
La Federazione Italiana delle Comunita' Terapeutiche, in breve FICT, opera da oltre vent'anni, senza finalita' di lucro. E' presente in 17 regioni di tutta Italia, con una rete di 49 Centri ed Enti di Solidarieta' sociale. Ogni giorno sono attivi oltre 629 servizi, con la partecipazione ai programmi residenziali di 5.836 giovani (di cui 3.696 inviati dai Ser.T. e 327 dalle strutture penitenziarie) e la partecipazione di 3.278 familiari. Per seguire l'utenza sono presenti giornalmente 1.363 operatori ed educatori, con 2.611 volontari, 33 obiettori di coscienza e 88 del Servizio Civile. Circa 20.000 persone frequentano quotidianamente i nostri Centri. Per un totale di quasi un milione l'anno. Ha una struttura democratica e ha come programma terapeutico - educativo "Progetto Uomo".
La FICT realizza una molteplicita' di azioni contro la tossicodipendenza:
- servizi per il recupero dei tossicodipendenti e esclusi sociali, il reinserimento nel mondo del lavoro e nella societa' civile: gia' oltre 11.000 giovani che hanno completato il percorso di inserimento;
- servizi specifici sia per chi fa uso di "nuove droghe", sia per persone a "doppia diagnosi";
- strutture sia diurne che residenziali, per persone sieropositive e malati di AIDS;
- comunita' per donne tossicodipendenti con figli;
- interventi mirati e specifici per detenuti tossicodipendenti;
- comunita' per minori;
- servizi diurni e residenziali per alcolisti.
La FICT e' in prima linea da molti anni anche per la prevenzione Con un lavoro in profondita' a sostegno della famiglia. Con attivita' in collaborazione con scuole di ogni ordine e grado. Una menzione specifica va data alla prevenzione rivolta ai giovani, grazie ai 49 sportelli di prevenzione e informazione, attivi soprattutto sulle droghe sintetiche.
la FICT ha il suo Istituto di Ricerca e Formazione "Progetto Uomo" (IPU). Che dal '97 gestisce un Corso Universitario triennale per Educatore Professionale (laurea breve).
In merito alle tematiche attinenti ai disegni di legge nn. 2953, 44, 488, 1113, 1322, 2599, 2922, 2985 in materia di tossicodipendenze, la FICT - Federazione Italiana Comunita' Terapeutiche - afferma il principio che "drogarsi non e' un diritto", e quindi ritiene fondamentale e qualificante che tutte le norme del DDL in oggetto siano ispirate alla centralita' della dimensione educativa.
Senza sottovalutare i danni derivanti dall'uso delle cosiddette 'droghe leggere', la FICT invita a porre l'accento sulle diverse modalita' d'uso anziche' parlare di droga leggera e droga pesante.
La FICT ritiene opportuno che sia mantenuta la distinzione tra sanzione amministrativa per detenzione finalizzata all'uso personale e sanzione penale per detenzione finalizzata allo spaccio.
La sanzione amministrativa dovra' avere la doppia finalita' di contrasto all'uso di sostanze stupefacenti e di idonea pressione psicologica nei confronti del trasgressore per favorire il suo inserimento in un programma di recupero.
Pertanto, si propone una progressivita' di interventi amministrativi (tipo percorso a punti) per favorire e far emergere la dimensione educativa del provvedimento.
La finalita' ultima dell'intervento sanzionatorio, sia esso amministrativo o penale, dovra' in ogni caso essere il recupero della persona prevedendo la possibilita' del suo inserimento in un programma di recupero.
Per quanto riguarda il percorso di recupero come alternativa al carcere, e' opportuno equiparare il privato sociale al servizio pubblico soprattutto nell'individuazione di percorsi alternativi al carcere.
Si deve evitare il rischio di far diventare le Comunita' terapeutiche "strutture a custodia attenuata" esterne al carcere, con il pericolo di condizionarne l'intervento terapeutico e di vanificarne l'efficacia.
Per evitare questo pericolo e per lavorare sulla reale motivazione al cambiamento della persona, si propone la creazione di un "centro di crisi" interno al carcere, costituito da un'e'quipe mista di operatori del servizio pubblico e del privato sociale non profit, per gestire e valutare le diverse situazioni e definire insieme il progetto adeguato.
Sono in atto sperimentazioni grazie alle quali il Servizio pubblico cui appartiene il tossicodipendente partecipa come osservatore alle udienze dibattimentali del tribunale nel caso di processi per direttissima e, quindi, e' in grado di offrire all'imputato una diversificata possibilita' di interventi.
Riteniamo che questa sperimentazione debba essere estesa a tutto il territorio nazionale, estendendo la possibilita' di presenziare, con pari diritti, anche alle strutture del privato sociale.
In relazione al problema carcere sono da considerare con attenzione due problemi sociali:
1. Le donne tossicodipendenti in carcere con figli per offrire loro la possibilita' di usufruire delle alternative educative esterne al carcere;
2. Gli extracomunitari tossicodipendenti (anche clandestini).
In seguito al prevedibile ampliamento della possibilita' di accedere ai programmi sostitutivi alla carcerazione, e' indispensabile prevedere un aumento di budget per fronteggiare la maggiore richiesta di inserimento nei programmi di recupero, in gran parte residenziali, prevedendo anche la strutturazione di programmi terapeutici diversificati.
Come precedentemente affermato, la FICT antepone la persona alla sostanza; tale principio e' alla base del suo programma di intervento e di prevenzione.
Per questo sottolinea la necessita' di perseguire una corretta politica di prevenzione e di intervento sulle dipendenze, ponendo l'accento sulla centralita' della persona con le sue problematiche, bisogni, paure, potenzialita' e risorse, e la famiglia come valore e risorsa irrinunciabile: "prevenzione come promozione alla vita.".
A tale scopo, vanno previsti finanziamenti adeguati per i programmi di prevenzione nelle scuole, nei centri giovanili, nelle attivita' aggregative e del tempo libero. Programmi che privilegino parimenti la formazione e l'informazione e che prevedano anche il coinvolgimento degli adulti (insegnanti, educatori e genitori).
Infine, la FICT chiede di garantire:
1. Il recepimento in tempi brevi, da parte delle Regioni, dell'Atto d'Intesa Stato-Regioni oggi in grave e inspiegabile ritardo.
Questo ritardo provoca gravi problemi quali:
a) La mancata istituzione del Dipartimento delle Dipendenze in alcune Regioni o la parziale sua istituzione con modalita' diverse e non sempre rispettose degli indirizzi nazionali.
Una proposta per la realizzazione di un sistema integrato dei servizi fondato sull'effettiva pari dignita' tra servizio pubblico e servizio del privato-sociale non profit, e' stato delineato nel documento "Alta integrazione" sottoscritto da Federserd - FICT - CNCA".
b) L'assenza di chiare norme per la corretta e fattiva integrazione dei Servizi.
c) La mancata attuazione della pari dignita' tra Servizio Pubblico e Servizio Privato, presupposto irrinunciabile all'integrazione dei Servizi.
d) La marcata diversita' dei livelli di assistenza e la conseguente diversita' di costi per gli stesi servizi previsti nell'Atto di Intesa.
Queste diversita' da Regione a Regione stanno provocando un riprovevole 'pendolarismo dei poveri': alcune ASL, per contenere le spese a scapito della qualita' dei servizi, scelgono di inviare gli utenti nelle Comunita' che offrono minori servizi in cambio di costi inferiori.
e) La certezza di rette adeguate e della loro liquidazione in tempi brevi. Questo favorisce la chiusura di strutture del privato sociale, dovuta all'incertezza degli inserimenti in Comunita' ed ai forti ritardi nei pagamenti, e la conseguente dispersione del qualificato patrimonio professionale acquisito.
2. La verifica e la ridefinizione delle politiche di riduzione del danno e dei trattamenti farmacologici sostitutivi. Questi ultimi, in particolare, possono rappresentare un obiettivo intermedio, non certamente finale dell'intervento.
3. Predisporre un processo di valutazione degli esiti di tutti i trattamenti, pubblici e privati, residenziali e non, condotto sulla base di indicatori di qualita', efficienza ed efficacia, da parte di organismi 'super partes'.
Commissione Igiene e Sanita' del Senato della Repubblica
Audizione: in Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite 2° (Giustizia) e 12° (Igiene e Sanita') Senato 16 dicembre 2004 ore 21.30 presso la Commissione Igiene e Sanita' del Senato della Repubblica
Roma, il 12 gennaio 2005
Sac. Egidio Smacchia - Presidente FICT
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