Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Le comunita' per tossicodipendenti, funzioni e futuro

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Le comunita' per tossicodipendenti stanno progressivamente accentuando la loro funzione sociosanitaria a scapito di quella, originale, psico-pedagogica e sempre piu' si caratterizzano come luoghi di ricovero da situazioni di marginalita', ma il futuro e' la specializzazione delle strutture: e' quanto emerge da alcune ricerche del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca), presentate oggi a Roma.
Aumenta infatti il numero di persone che entrano nelle comunita' con problemi psichiatrici gia' in trattamento farmacologico o con patologie correlate all'uso di droga come Hiv o epatite C, persone perlopiu' adulte, con un livello di istruzione medio-basso, spesso disoccupate. Persone con problematiche complesse, quindi, e di cui i servizi pubblici non riescono a farsi carico. Dalla ricerca, che ha monitorato 150 comunita' residenziali, emerge infatti che l'83% degli utenti e' disoccupato e l'84% non va oltre la licenza media; il 43% ha un'eta' compresa tra 30 e 39 anni, il 20% ha piu' di 40 anni. Chi va in comunita', quindi, ha gia' alle spalle un lungo percorso e poche prospettive, e spesso vive in una situazione di marginalita' sociale; nel 68% circa dei casi e' gia' in terapia con farmaci antagonisti o sostitutivi, metadone (87,4%) o buprenorfina (12,6%). Il 63,8% delle persone con diagnosi psichiatrica riceve anche una terapia con sostitutivi.
Le comunita' sono chiamate, quindi, a gestire problematiche sempre piu' complesse. E qualche risposta gia' sta arrivando, con la sperimentazione di formule piu' differenziate e specifiche: dalle strutture che ospitano madri tossicodipendenti insieme ai figli a quelle per coppie (attualmente sono gia' una decina in tutta Italia), da quelle per pazienti con doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici) a quelle destinate ad ospitare giovani consumatori, da quelle per alcolisti a quelle per cocainomani. Inoltre, si cerca di aumentare il numero di operatori, soprattutto sanitari, ma anche psichiatri, psicologi, sociologi.
Ma la ricerca di una risposta alle nuove emergenze legate alle tossicodipendenze richiede investimenti, e invece le risorse -come hanno denunciato oggi il presidente del Cnca, Lucio Babolin e il responsabile tossicodipendenze della federazione, Riccardo De Facci- diventano sempre piu' esigue. Negli ultimi tre anni, hanno sottolineato, e' stato erogato solo un terzo del Fondo nazionale per la lotta alla droga, che ogni anno dovrebbe mettere a disposizione tra 25 e 30 milioni di euro. Sono rimasti nel cassetto anche i due terzi dei fondi previsti dall'atto d'intesa del 1999 tra Stato e Regioni e che dovrebbe accreditare i nuovi servizi. "Come si fa a portare avanti progetti, a prendere nuove iniziative a fronteggiare le nuove emergenze?".
Ma non sono solo le risorse economiche che preoccupano i dirigenti del Cnca: c'e' la proposta di legge sulle tossicodipendenze a firma di Gianfranco Fini, che giace in Parlamento e agli operatori proprio non piace. "Vuole prima punire e poi educare" accusano, "distrugge ogni intervento di prevenzione e ogni tentativo di mettere insieme risorse pubbliche e private" e "rimette in discussione tutto il percorso fatto finora: non si puo' mettere in comunita' per sei anni un ragazzo che fuma hashish o marijuana". Percio', le comunita' si dicono pronte alla "disobbedienza civile" se la legge dovesse passare.
E poi c'e' la poltrona rimasta vacante al vertice del Dipartimento nazionale antidroga della Presidenza del Consiglio, dopo le dimissioni di Nicola Carlesi. A rischiare e' soprattutto la Conferenza nazionale che era stata indetta per settembre a Pescara dallo stesso Carlesi, e che e' destinata a slittare sine die. "Ma noi siamo pronti a indire una conferenza nostra insieme a tutti gli altri attori del cartello 'Non incarcerate il nostro crescere"', del quale Cnca fa parte insieme a numerose realta' come sindacati, servizi, terzo settore, ong. Un "momento di riflessione" tra tutti i protagonisti della lotta alle tossicodipendenze, il mondo politico e le Regioni che potrebbe tenersi intorno al 20 settembre.
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