Italia. Condannato in appello per traffico, viene scarcerato per ritardi della Cassazione
La mancata celebrazione del processo in Corte di Cassazione ha portato alla scarcerazione, per decorrenza dei termini, di G. M., di 30 anni, di Gioia Tauro, ritenuto dagli investigatori appartenente ad una famiglia di narcotrafficanti. La vicenda e' stata riportata ieri dal quotidiano 'Calabria Ora'. L'uomo, che si trovava agli arresti domiciliari, era stato condannato, il 27 marzo 2007, a sei anni e quattro mesi di reclusione dalla Corte d'appello di Reggio Calabria a conclusione del processo denominato 'Coscion' per traffico di stupefacenti. Dopo cento giorni, la Corte d'appello ha depositato le motivazioni, ma l'udienza in Cassazione, ha riferito il legale di G.M., Guido Contestabile, e' stata fissata solo per l'11 marzo scorso, cinque giorni prima della scadenza dei termini di carcerazione. L'udienza, pero', e' stata rinviata al 25 maggio a causa di un difetto di notifica e questo ha fatto scattare la liberazione di G.M. Quest'ultimo era stato arrestato nel luglio 2004 dopo che la compagna di un uomo ucciso in un agguato a Gioia Tauro, Marcello Maria, aveva parlato di un traffico di 14 chili di cocaina. 'Le regole - e' stato il commento dell' avv. Contestabile - ci sono e vanno rispettate. Questa scarcerazione e' figlia del rispetto rigoroso delle norme processuali cui tutti sono sottoposti'. ADUC è indipendente
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