Italia. Confagricoltura: superare il sistema delle quote
Superare il sistema delle quote. E' quanto afferma Confagricoltura intervenendo sul dibattito in corso in questi giorni sull'ingresso dei lavoratori stranieri. 'Ancora una volta -dice l'organizzazione leader nella rappresentanza dei datori di lavoro agricoli- si ripropone, come avviene ormai da anni, la questione delle quote di ingresso dei lavoratori stranieri previste dal Decreto flussi e si riapre un rituale, quello dei numeri, che ci dovrebbe essere risparmiato'. Confagricoltura richiama la sempre maggiore importanza che tali lavoratori rivestono per il sistema delle imprese del Paese, ed in particolare di quelle agricole, tornando a richiedere il superamento del sistema delle quote di ingresso prefissate annualmente.
Sono tre le considerazione di fondo della Confederazione. 'Innanzitutto l'impossibilita', ad oggi, di verificare l'adeguatezza degli ingressi autorizzati per il corrente anno, visti i ritardi che, per le persistenti difficolta' burocratiche, si verificano nella effettiva disponibilita' dei lavoratori richiesti. Le 170.000 unita' fissate dal precedente Governo avrebbero dovuto rappresentare una soglia cautelativa -spiega Confagricoltura- ma non sarebbe certamente la prima volta che i fabbisogni previsti si rivelano poi insufficienti'.
Occorre, inoltre, intervenire sulle procedure, semplificate solo sulla carta, in quanto il nuovo sistema delle richieste e delle autorizzazioni in moltissime aree del Paese e' tutt'altro che a regime, e continua a penalizzare fortemente le imprese e gli stessi lavoratori.
'Ma soprattutto -ribadisce Confagricoltura- e' necessario abbandonare il sistema delle quote. La legge in vigore prevede che le autorizzazioni siano rilasciate solo in presenza di un rapporto di lavoro certo. Il numero degli ingressi dovrebbe pertanto essere 'aperto', in diretta dipendenza dalle richieste dei datori di lavoro'.
ANCORA POLEMICHE SUL DECRETO AGGIUNTIVO ANNUNCIATO DA FERRERO
'Trasformare l'ultimo decreto flussi del governo Berlusconi in sanatoria dei clandestini o irregolari e' contra legem e sarebbe quindi illegittimo ed impugnabile'. Lo afferma Giampaolo Landi di Chiavenna, responsabile immigrazione di Alleanza Nazionale.
'Ricordo che l'istituto del decreto flussi, peraltro gia' presente nella Legge Turco Napolitano, autorizza, entro le quote definite, esclusivamente l'ingresso in Italia di stranieri con lavoro ed abitazione escludendosi ogni applicazione estensiva a chi sia in Italia in forma clandestina o irregolare pur se lavoratore'.
'Se l'intendimento del governo Prodi -conclude Landi- e' invece quello di procedere ad una sanatoria, sia assunto un provvedimento ad hoc da discutere nelle sedi parlamentari. Allo stato i clandestini e gli irregolari devono essere espulsi dall'Italia secondo le leggi vigenti'.
"Si legge da piu' parti delle decisioni affrettate e demagogiche del nuovo governo sull'immigrazione: modificare in maniera superficiale e non concordata in ambito europeo la politica della cittadinanza sarebbe un grave errore". Lo afferma Maurizio Gasparri deputato AN, membro dell'Esecutivo politico nazionale. "Mai come in questo caso occorrono accordi a livello continentale. Una politica arrendevole ed equivoca da parte dell'Italia ci esporrebbe a sbarchi in massa dovuti all'aspettativa di sanatorie permanenti o di concessioni troppo rapide e facili della cittadinanza.
Bisogna agire in maniera ben diversa. Rafforzando i meccanismi di espulsione per i clandestini e, come in altre parti d'Europa, subordinando le politiche di integrazione ad una accettazione di valori condivisi. Troppe sacche di fondamentalismo e di integralismo possono dilagare attraverso politiche demagogiche sul fronte dell'immigrazione, mentre dobbiamo difendere i diritti civili, i principi democratici, il rispetto delle donne e dei minori tipici della nostra realta' italiana ed europea".
"Contrasteremo con fermezza sia la concessione del diritto di voto amministrativo, sia scelte che dovessero essere avanzate al di fuori di un quadro europeo. E' nell'ambito dell'Unione che bisogna decidere le politiche di prevenzione e di contrasto nei confronti della clandestinita' e le politiche di integrazione possibile, che non possono essere quelle della demagogia della sinistra, delle improvvisazioni e delle scelte in favore degli stranieri e in danno dei cittadini italiani".
Sono tre le considerazione di fondo della Confederazione. 'Innanzitutto l'impossibilita', ad oggi, di verificare l'adeguatezza degli ingressi autorizzati per il corrente anno, visti i ritardi che, per le persistenti difficolta' burocratiche, si verificano nella effettiva disponibilita' dei lavoratori richiesti. Le 170.000 unita' fissate dal precedente Governo avrebbero dovuto rappresentare una soglia cautelativa -spiega Confagricoltura- ma non sarebbe certamente la prima volta che i fabbisogni previsti si rivelano poi insufficienti'.
Occorre, inoltre, intervenire sulle procedure, semplificate solo sulla carta, in quanto il nuovo sistema delle richieste e delle autorizzazioni in moltissime aree del Paese e' tutt'altro che a regime, e continua a penalizzare fortemente le imprese e gli stessi lavoratori.
'Ma soprattutto -ribadisce Confagricoltura- e' necessario abbandonare il sistema delle quote. La legge in vigore prevede che le autorizzazioni siano rilasciate solo in presenza di un rapporto di lavoro certo. Il numero degli ingressi dovrebbe pertanto essere 'aperto', in diretta dipendenza dalle richieste dei datori di lavoro'.
ANCORA POLEMICHE SUL DECRETO AGGIUNTIVO ANNUNCIATO DA FERRERO
'Trasformare l'ultimo decreto flussi del governo Berlusconi in sanatoria dei clandestini o irregolari e' contra legem e sarebbe quindi illegittimo ed impugnabile'. Lo afferma Giampaolo Landi di Chiavenna, responsabile immigrazione di Alleanza Nazionale.
'Ricordo che l'istituto del decreto flussi, peraltro gia' presente nella Legge Turco Napolitano, autorizza, entro le quote definite, esclusivamente l'ingresso in Italia di stranieri con lavoro ed abitazione escludendosi ogni applicazione estensiva a chi sia in Italia in forma clandestina o irregolare pur se lavoratore'.
'Se l'intendimento del governo Prodi -conclude Landi- e' invece quello di procedere ad una sanatoria, sia assunto un provvedimento ad hoc da discutere nelle sedi parlamentari. Allo stato i clandestini e gli irregolari devono essere espulsi dall'Italia secondo le leggi vigenti'.
"Si legge da piu' parti delle decisioni affrettate e demagogiche del nuovo governo sull'immigrazione: modificare in maniera superficiale e non concordata in ambito europeo la politica della cittadinanza sarebbe un grave errore". Lo afferma Maurizio Gasparri deputato AN, membro dell'Esecutivo politico nazionale. "Mai come in questo caso occorrono accordi a livello continentale. Una politica arrendevole ed equivoca da parte dell'Italia ci esporrebbe a sbarchi in massa dovuti all'aspettativa di sanatorie permanenti o di concessioni troppo rapide e facili della cittadinanza.
Bisogna agire in maniera ben diversa. Rafforzando i meccanismi di espulsione per i clandestini e, come in altre parti d'Europa, subordinando le politiche di integrazione ad una accettazione di valori condivisi. Troppe sacche di fondamentalismo e di integralismo possono dilagare attraverso politiche demagogiche sul fronte dell'immigrazione, mentre dobbiamo difendere i diritti civili, i principi democratici, il rispetto delle donne e dei minori tipici della nostra realta' italiana ed europea".
"Contrasteremo con fermezza sia la concessione del diritto di voto amministrativo, sia scelte che dovessero essere avanzate al di fuori di un quadro europeo. E' nell'ambito dell'Unione che bisogna decidere le politiche di prevenzione e di contrasto nei confronti della clandestinita' e le politiche di integrazione possibile, che non possono essere quelle della demagogia della sinistra, delle improvvisazioni e delle scelte in favore degli stranieri e in danno dei cittadini italiani".
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