Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Conferenza stampa dei Radicali, il punto sulle iniziative antiproibizioniste

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"Il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini vuole tornare a un proibizionismo becero? La nostra risposta e' questa: appuntamento domani 16 aprile alle 22:30 al Brancaleone, via Levanna 11, per festeggiare i dieci anni del referendum del 1993 sulla depenalizzazione. Verra' fatto uso di sostanze stupefacenti e verra' lanciata una campagna di disobbedienza civile di massa per la coltivazione domestica di piante 'proibite'".
Rita Bernardini, presidente dei Radicali Italiani, annuncia cosi', in una conferenza stampa, la prossima iniziativa degli antiproibizionisti per "difendere l'esito del referendum del '93 dai propositi reazionari del Governo italiano". Bernardini -sottoposta a 10 processi e a una condanna a 4 mesi per azioni di disobbedienza civile non violenta alle leggi italiane sulle droghe- ricorda che Gianfranco Fini, sulla questione, e' stato chiaro: sanzioni, anche penali, a chi viene trovato in possesso di una dose di stupefacenti superiore a quella consentita (ancora non stabilita dal ddl che il vice-presidente del Consiglio presenterà in Parlamento nelle prossime settimane). Un concetto, quello della quantita' consentita, o modica, definito "una sciocchezza".
Un'ottica di approccio alla lotta alla droga, quella del governo, aspramente criticata anche da Marco Cappato, coordinatore dei parlamentari per l'Azione antiproibizionista. Alla vigilia della Conferenza sulle droghe che si aprira' domani a Vienna con rappresentanti dell'ufficio ONU contro la droga e il crimine (ONUCDC), Cappato non fa sconti neppure al precedente governo di centro-sinistra accusato di aver inviato all'Onu Pino Arlacchi, come direttore del Programma delle Nazioni Unite per il controllo internazionale delle droghe e artefice di quel piano decennale 1998-2008 che si proponeva di eliminare le droghe e che a 5 anni di distanza, non ha ottenuto alcun risultato.
Presentando il Rapporto mondiale sulle droghe a cura della Lega internazionale antiproibizionista, Cappato rileva come non ci sia una sola sostanza che abbia diminuito la sua diffusione. Per questo gli antiproibizionisti hanno presentato un appello, formalmente depositato al Parlamento europeo e firmato da 245 tra parlamentari e consiglieri di enti locali dei vari paesi, che vuole un processo di revisione delle Convenzioni Onu in occasione della conferenza di Vienna di revisione delle politiche Onu sulle Droghe.
Nell'appello si chiede, tra l'altro, al Segretario generale e agli Stati membri dell'Onu di prendere in esame "i risultati positivi ottenuti tramite l'attuazione di politiche in diversi paesi, che implicano la riduzione del danno e del rischio (in particolare attraverso l'amministrazione di sostanze sostitutive), la depenalizzazione del consumo di certe sostanze, la depenalizzazione parziale della vendita della cannabis e dei suoi derivati, e la distribuzione di eroina sotto controllo medico". I Governi che si riuniranno a Vienna, anticipa Cappato, non avranno il coraggio di proporre una riforma di questo tipo.
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