Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Conferenza di Trieste, Fict: drogarsi non e' un diritto e nessuno e' irrecuperabile

Notizia ·
Riceviamo e pubblichiamo

Oggi ci troviamo, dopo 4 anni, alla vigilia di un evento che, perlomeno sotto l'aspetto delle presenze, prevede la partecipazione di tutte le componenti, pur con i soliti distinguo, i se ed i ma, che storicamente accompagnano la vigilia di questo momento.
Molti sono i nodi da affrontare, dall'aspetto normativo a quello giudiziario, dai rapporti con le regioni alla definizione di una reale integrazione, dalle metodologie di intervento alle nuove dipendenze, senza tralasciare ovviamente la ridondante questione economica, ancora più grave se si considera la congiuntura particolarmente sfavorevole.
Ovviamente prima ancora delle risposte che emergeranno dalla Conferenza sulle diverse problematiche affrontate, sarà importante il metodo di confronto che verrà adottato. In altre parole sarà decisivo consentire la reale e concreta possibilità di un dibattito aperto e franco, partendo da quello che unisce e non da quello che divide, pur nella legittima diversità di vedute.
Sicuramente siamo consapevoli della difficoltà che accompagnano necessariamente l'organizzazione di un evento che mira a mettere intorno al tavolo soggetti molto diversi tra loro, per storia, esperienza, motivazione, ispirazione ed anche finalità istituzionali. Visto l'ampio spazio dato ai diversi operatori e organizzazioni attraverso le pre-consultazioni speriamo che finalmente trovino spazio le risoluzioni dei problemi!
Riteniamo al contrario fondamentale che la Conferenza mantenga alti i propri obiettivi, pur nelle inevitabili difficoltà, intervenendo sui fili scoperti, sugli snodi cruciali, sulle questioni determinanti, la consideriamo infatti uno strumento di partecipazione e di conseguenza, un diritto ed una responsabilità. 
Molte le criticità da affrontare: 
  • le enormi diversità con le quali viene affrontato il tema delle tossicodipendenze nelle diverse regioni. Attualmente, nonostante l'accordo Stato-Regioni per la "Riorganizzazione del sistema d'assistenza ai tossicodipendenti" approvato il 21 gennaio 1999 (ben 10 anni fa!), in molte Regioni l'atto d'intesa non è stato ancora attuato o lo è solo in parte.
Ciò evidentemente determina un'inaccettabile situazione a "macchia di leopardo" dove mancando parametri omogenei, si assiste ad una applicazione della normativa con notevoli differenze negli accreditamenti, sia per quanto concerne gli standard strutturali che quelli del personale di assistenza e, di conseguenza, nei costi dei servizi.
  • la questione delle rette, diverse da regione a regione, che, oltre a non venir adeguate regolarmente in base ai reali costi della vita, non vengono nemmeno riviste in considerazione del fatto che la tipologia di utenza, inserita nelle Comunità, è sempre più impegnativa e necessita di assistenza continua anche notturna, assume per il 70% farmaci, e presenta una sempre più elevata cronicità a cui le Comunità stanno dando risposte con incremento del personale ad alta professionalità.
  • gli inaccettabili ritardi con cui vengono erogate le rette compromettono la sopravvivenza stessa delle Comunità.
  • le forti disomogeneità in merito alle risorse finanziarie messe in campo dalle Regioni per progetti di sperimentazione-innovazione relative ad azioni di prevenzione e trattamento; come pure manca una revisione articolata e approfondita dei Livelli Essenziali di Assistenza da applicare uniformemente in tutte le Regioni.
 
Fondamentale sarà pertanto la partecipazione delle Regioni alla Conferenza, e soprattutto l'approccio che esse avranno e la loro disponibilità ad aprire un confronto sulle questioni problematiche.
Dal canto nostro la Federazione parteciperà, come sempre ha fatto, con responsabilità ed apertura ai lavori della Conferenza, portando il proprio apporto di esperienza e competenza, ma al tempo stesso mantenendo ferme le posizioni valoriali che da sempre ne contraddistinguono le azioni.
Sugli strumenti siamo pronti e disponibili al massimo confronto, sui principi generali propri della nostra Federazione invece non sono possibili compromessi: centralità della persona, drogarsi non è un diritto e nessuno è irrecuperabile. 
Con questo stile ci accosteremo alla Conferenza, con il nostro bagaglio di esperienze e professionalità, proponendo alcune piste di lavoro, approfondite e condivise con i nostri Centri federati, in occasione del Convegno Nazionale FICT di Vitorchiano dello scorso gennaio.
Tra le tante questioni, proporremo:
  • di istituire un tavolo di confronto interregionale permanente, con il coordinamento del Dipartimento Nazionale al fine di superare le diversità di applicazione dell'accordo Stato Regioni e dell'Atto di Intesa.
  • che almeno l'1,5% del budget assegnato dalle Regioni alla Sanità Regionale venga vincolato per i percorsi di recupero residenziali e non, gestiti dal servizio pubblico o privato.
  • la reintroduzione del finanziamento che faceva capo al Fondo di Lotta alla Droga o almeno parte di esso, oggi drammaticamente confluito nei fondi della L.328, anch'essa tutt'oggi non applicata uniformemente in tutte le regioni.
  • di stabilire un minimo standard per le rette a livello centrale da concordare nel tavolo interregionale, integrando in modo congruo le rette e garantendone il puntuale pagamento.
  • un'attenzione particolare per i tossicodipendenti detenuti e di garantire, a seguito del passaggio della Medicina Penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, per i detenuti in custodia cautelare, in regime di arresti domiciliari da effettuare presso le Comunità, sia l'applicazione della norma che l'omogeneità nell'applicazione in tutte le Regioni, nonché l'equiparazione delle rette alle tariffe vigenti per il trattamento terapeutico riabilitativo residenziale.
  • di porre una forte attenzione sulle  prestazioni attualmente offerte attraverso il counselling non-residenziale, le terapie strutturate  non-residenziali,  le  cure  intensive diurne  e la residenza  lungo-assistenziale, che vanno assolutamente riconosciute  in quanto rientranti nella gamma di servizi innovativi rispondenti ai nuovi bisogni trattamentali. Di qui la necessità di essere riconosciuti come Centri Erogatori di Servizi alla Persona e non come marginali Comunità di recupero in senso classico.
  • di concentrare energie e  risorse sull'aspetto educativo, consapevoli dell'importanza culturale e metodologica che l'approccio relazionale possiede sia in termini di riabilitazione che di  prevenzione. In tal senso chiederemo il riconoscimento delle attività di prevenzione e del lavoro svolto con i giovani sul territorio, proponendo di porre in rilievo e sostenere le buone prassi che negli anni abbiamo sviluppato nei nostri centri.
Sappiamo bene che non sarà facile il confronto con le diverse realtà. La droga purtroppo per sua natura divide, ed anche tra gli stessi operatori gli steccati, i personalismi, le distanze preconcette sono ancora fortissime. Ciò nonostante ci accostiamo alla Conferenza con fiducia, consapevoli dell'importanza che essa riveste, non per portare la nostra voce,  ma quella delle persone che quotidianamente ci chiedono aiuto.
 
Sac Mimmo Battaglia
Presidente FICT
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