Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Conferenza Trieste incorona la Fini-Giovanardi: abbassare tabelle, proibire nuove sostanze, mai legalizzazione

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Non esiste un diritto a drogarsi, esiste semmai un diritto a essere liberi dalla droga: e' questo il messaggio finale della Conferenza nazionale sulle politiche antidroga, che si e' conclusa ieri a Trieste. Il principio, lanciato in apertura dei lavori tre giorni fa dal sottosegretario Carlo Giovanardi, e' stato infatti ripreso e sottolineato dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Insieme al fatto che ogni terapia rivolta ai tossicodipendenti 'deve essere finalizzata al pieno recupero della persona'. Fini ha rivendicato la positivita' della legge sulla droga in vigore, che porta anche il suo nome: 'non mi sono mai pentito di aver fatto, insieme a Giovanardi nell'altro governo di centrodestra, una legge che parte dal presupposto che detenere sostanze stupefacenti e' illegale'. E della legge ha parlato anche Giovanardi, che raccogliendo le sollecitazioni degli esperti e degli operatori intervenuti alla Conferenza ha preannunciato un aggiornamento delle tabelle, per introdurre le nuove sostanze che sono comparse sul mercato degli stupefacenti, come ad esempio le spice drug, il popper o il Gbl. Il titolare delle politiche antidroga si e' detto anche disponibile a rivedere in senso restrittivo, come e' stato sollecitato nel corso della Conferenza, le 'soglie' che determinano se la quantita' di droga detenuta e' per uso personale o per spaccio: la revisione potrebbe riguardare in particolare le sostanze stimolanti, cioe' la cocaina e l'ecstasy, perche' secondo alcuni le quantita' consentite a uso personale di queste sostanze sono troppo alte rispetto alla pericolosita' e agli effetti. 'Ne parleremo con i tossicologi' ha precisato. Pieno accordo tra Fini e Giovanardi anche sulla contrarieta' alla legalizzazione delle droghe, un tema che ciclicamente ritorna all'attenzione e che e' emerso negli ultimi giorni anche sulla stampa straniera. 'Io - ha detto Fini - rimango dell'idea che considerare la produzione, lo spaccio e il consumo di droghe illecito, ovviamente con livelli diversi di illegalita', sia un dovere se si vuole per davvero combattere quella che viene chiamata la cultura della morte'. 'Tra l'altro - ha aggiunto - quegli Stati che nel passato avevano sperimentato politiche antiproibizioniste, oggi le stanno ripensando, perche' si sono resi conto che l'unico effetto che e' stato determinato e' stato quello di propagandare ancor di piu' la droga e non si e' certo combattuto il narcotraffico'. Il presidente della Camera ha comunque invitato a non puntare solo sulla repressione, ma a riflettere anche sulle motivazioni che portano giovani e non giovani a usare le sostanze stupefacenti. 'Molte volte - ha detto - l'uso della droga e' favorito da comportamenti, dall'abbinamento con sostanze psicotrope o altre sostanze lecite, da questa tendenza a valutare la persona per la sua capacita' di essere sempre molto presente a se stessa, molto efficiente, dinamica'. 'Fino a qualche tempo fa - ha aggiunto - si diceva che la droga e' un fenomeno che riguarda le categorie piu' deboli e disagiate, il dramma della miserie nelle periferie; oggi c'e' ancora quell'aspetto, ma c'e' anche l'aspetto collegato alla diffusione di sostanze eccitanti tra i manager, i professionisti, i giovani che vogliono fare bella figura, superare un esame'. E anche, ha detto sollecitato dalla stampa - tra i politici e gli stessi giornalisti. Rispetto al passato, ha detto ancora, 'la percezione sociale del fenomeno droga e' oggi piu' tollerata culturalmente. C'e' meno scandalo e allarme. Questo processo di 'normalizzazione' culturale va fortemente contrastato, rialzando la soglia della consapevolezza diffusa circa la pericolosita' delle droghe'. Infine, il tema spinoso delle risorse, 'ineludibile' secondo Gianfranco Fini, e senza le quali 'la guerra e' ad armi impari'. Ancor piu' preciso Giovanardi: 'Vogliamo ripristinare il fondo nazionale per la lotta alle tossicodipendenze - ha detto - o altrimenti finalizziamo per legge, Corte costituzionale permettendo, che un'aliquota della spesa sanitaria vada obbligatoriamente alla lotta alle tossicodipendenze'.    
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