Italia. Congelare ovociti invece che embrioni, 3 centri su 10
Stanno aumentando i centri italiani di fecondazione assistita che, per adeguarsi alla legge 40 hanno cominciato a congelare ovociti in alternativa al congelamento degli embrioni. "Sono diventati circa il 30%, anche se e' sempre difficile avere dati precisi" ha osservato il responsabile del centro di fecondazione assistita Tecnobios di Bologna, Andrea Borini.
Le alterazioni che il processo di congelamento puo' provocare in alcuni casi negli organelli e nel citoplasma sono tali da non consentire all'ovocita di essere utilizzato per un intervento di fecondazione. "Tanto che tutti i bambini nati finora grazie a questa tecnica sono sani" ha osservato Borini. Soltanto sulla base dei casi riportati nella letteratura, i bambini nati da ovociti congelati sono fra 150 e 200 nel mondo, ma nella realta' sono molti di piu'. E sempre riferendosi ai casi segnalati sulle riviste scientifiche, i bambini nati in Italia con questa tecnica sono la maggior parte, almeno 120. Un primato che, secondo Borini, si deve al fatto che "spesso il congelamento degli ovociti e' stato un modo per rispondere alle coppie che, per motivi etici, erano contrarie al congelamento degli embrioni". Inoltre si e' cominciato a congelare ovociti anche per dare una speranza di maternita' alle donne che dovevano affrontare cure, come quelle antitumorali, che avrebbero compromesso la fertilita'.
Anche se in termini di gravidanze i risultati che si ottengono con il congelamento degli ovociti "non sono cosi' alti rispetto a quelli che si ottengono con il congelamento degli embrioni -ha osservato Borini- non e' vero che il congelamento degli ovociti non funziona. La tecnica va proposta alle coppie, che vanno informate sui possibili risultati". Resta comunque una via da percorrere, ha osservato, soprattutto nel caso di una risposta negativa al referendum del 12 giugno.
I piu' recenti dati italiani sul congelamento degli ovociti risalgono al novembre scorso e sono il frutto di uno studio multicentrico coordinato dalla Tecnobios: le gravidanze ottenute erano il 14%, contro il 20% di quelle ottenute con embrioni congelati. "I risultati sono comunque sempre piu' attendibili" e i dati definitivi dell'indagine, conclusa in aprile, sono attualmente all'esame dell'Istituto Superiore di Sanita'.
Le alterazioni che il processo di congelamento puo' provocare in alcuni casi negli organelli e nel citoplasma sono tali da non consentire all'ovocita di essere utilizzato per un intervento di fecondazione. "Tanto che tutti i bambini nati finora grazie a questa tecnica sono sani" ha osservato Borini. Soltanto sulla base dei casi riportati nella letteratura, i bambini nati da ovociti congelati sono fra 150 e 200 nel mondo, ma nella realta' sono molti di piu'. E sempre riferendosi ai casi segnalati sulle riviste scientifiche, i bambini nati in Italia con questa tecnica sono la maggior parte, almeno 120. Un primato che, secondo Borini, si deve al fatto che "spesso il congelamento degli ovociti e' stato un modo per rispondere alle coppie che, per motivi etici, erano contrarie al congelamento degli embrioni". Inoltre si e' cominciato a congelare ovociti anche per dare una speranza di maternita' alle donne che dovevano affrontare cure, come quelle antitumorali, che avrebbero compromesso la fertilita'.
Anche se in termini di gravidanze i risultati che si ottengono con il congelamento degli ovociti "non sono cosi' alti rispetto a quelli che si ottengono con il congelamento degli embrioni -ha osservato Borini- non e' vero che il congelamento degli ovociti non funziona. La tecnica va proposta alle coppie, che vanno informate sui possibili risultati". Resta comunque una via da percorrere, ha osservato, soprattutto nel caso di una risposta negativa al referendum del 12 giugno.
I piu' recenti dati italiani sul congelamento degli ovociti risalgono al novembre scorso e sono il frutto di uno studio multicentrico coordinato dalla Tecnobios: le gravidanze ottenute erano il 14%, contro il 20% di quelle ottenute con embrioni congelati. "I risultati sono comunque sempre piu' attendibili" e i dati definitivi dell'indagine, conclusa in aprile, sono attualmente all'esame dell'Istituto Superiore di Sanita'.
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