Italia. Il congresso Federserd di Montesilvano
I giovani oggi sono 'presentisti', cioe' vivono nel presente, che e' l'unica dimensione temporale che riescono a capire e controllare, e questo li rende piu' inclini a fare scelte 'reversibili', dalle quali cioe' si possa tornare indietro: lo ha detto il sociologo Carlo Buzzi, docente di Sociologia delle generazioni all'Universita' di Trento e coordinatore dell'istituto di ricerche giovanili Iard, intervenendo al congresso nazionale di Federserd (la federazione dei servizi pubblici per le tossicodipendenze) in corso a Montesilvano (Pescara).'Viviamo -ha detto lo studioso- in un momento in cui regnano incertezza del futuro e flessibilita', e questo e' in qualche modo legato anche alle tossicodipendenze. La nostra e' una societa' in rapida trasformazione, e questo produce una serie di effetti, a cominciare dalla crisi dei modelli di riferimento tradizionali con la conseguente vanificazione delle certezze. Ne risulta una crisi delle appartenenze collettive, oggi cioe' l'interesse dei giovani si concentra tutto sulla sfera individuale'. Da cio' deriva, tra l'altro 'il declino della partecipazione e dell'associazionismo'. Anche la struttura familiare italiana e' profondamente cambiata: si e' passati, secondo il sociologo, da una famiglia dove si trasmettevano valori e regole a una 'famiglia degli affetti' dove le regole vengono continuamente negoziate. E la leadership familiare non e' piu' chiara come un tempo: oggi, spesso, sono i genitori a chiedere aiuto ai figli, che possiedono piu' saperi di loro. La perdita del senso e del valore del passato, unita all'incertezza del futuro ha quindi dilatato la dimensione del presente: ecco perche' i giovani oggi sono 'presentisti'. 'E la tecnologia aiuta in questa tendenza: dieci anni fa ad esempio un ragazzo, per decidere cosa fare nel tempo libero, doveva programmarlo; oggi, con il telefono cellulare, puo' organizzarsi all'ultimo minuto'. E l'effimerita' delle decisioni significa anche fare scelte che siano reversibili e che non comportino assunzioni di responsabilita'. 'Tutto cio' comporta un'accettazione del rischio: il giovane pensa di poter prendere una sostanza stupefacente con la sicurezza di poter poi tornare indietro, pensa di poter controllare perfettamente la situazione'. Infine, il senso di trasgressione collegato alle droghe, un tempo ben presente, oggi si e' in gran parte perso, e un giovane che ad esempio fuma spinelli con gli amici vive questa come una cosa normale.
Abrogare subito la legge Fini-Giovanardi e intervenire per frenare l'emorragia di personale e di risorse che interessa i Servizi pubblici per le dipendenze e in generale la progettualita' socio-sanitaria di settore: sono queste le priorita' che il presidente nazionale di Federserd (la federazione dei Sert), Alfio Lucchini, segnala al neoministro per la solidarieta' sociale Paolo Ferrero. 'La composizione del nuovo governo vede nel ministero per la solidarieta' sociale un posto rilevante per la costruzione di politiche sulla droga. E le prime dichiarazioni del ministro vanno in questo senso. In particolare, apprezzo il richiamo alla costruzione di un percorso condiviso che veda gli operatori tra gli artefici di questo processo'. 'In passato Federserd aveva guardato con attenzione alla costruzione di un Dipartimento antidroga come luogo di confronto e di costruzione di una linea unitaria nel Paese in questo settore; purtroppo, l'eccesso di ideologia che ha caratterizzato l'ultimo anno di gestione del Dipartimento, culminata con l'approvazione di una legge sbagliata come la Fini-Giovanardi, ha svilito la possibilita' di vedere nel Dipartimento un vero organismo di coordinamento'. E a proposito del Dipartimento nazionale, Lucchini sostiene che se si concretizza l'ipotesi di riportare le funzioni di questo organismo all'interno del Ministero della solidarieta' sociale comporta 'la necessita' di misurarsi con una rinnovata capacita' di coordinamento con i vari ministeri coinvolti nelle problematiche della droga'. Tornando alle ultime vicende della gestione del precedente governo, il presidente di Federserd afferma che 'la conferenza nazionale di Palermo ha segnato il punto piu' basso di quella politica, con l'impossibilita' di un confronto non solo con gli operatori ma anche con le Regioni e gli enti locali; ora bisogna ripartire da un corretto rapporto tra istituzioni centrali e regionali con l'apporto essenziale delle conoscenze tecniche e scientifiche dei professionisti delle dipendenze'. Essenziale e' anche, aggiunge, 'lavorare per rendere il tema dell'uso di sostanze meno inquietante per i cittadini e per la politica ma piu' realistico e concreto: il complesso fenomeno-droga deve essere analizzato partendo dalla realta' dell'allargamento dei consumi non solo giovanili e del vissuto che hanno i consumatori verso le sostanze'. 'Ideologizzare eccessivamente il problema non giova ne' a chi consuma ne' a chi si occupa dei problemi correlati'. Non servono, quindi, secondo Lucchini, politiche repressive, 'occorre riconsiderare la punibilita' del consumo e intervenire immediatamente con atti che portino a una reale decarcerizzazione'. E tra gli interventi che Federserd considera urgenti, emerge la necessita' di 'frenare l'emorragia di personale e di risorse che interessa i Sert e in generale le progettualita' socio-sanitarie di settore'. 'I professionisti dei servizi pubblici sono a disposizione per cominciare un proficuo percorso che porti a una vera Conferenza nazionale'.
'Bisogna andare verso forme di legalizzazione delle droghe leggere': lo ha detto Paolo Ferrero, ministro della Solidarieta' Sociale, il quale ha confermato che il Dipartimento antidroga, finora a Palazzo Chigi, passera' al suo dicastero. 'La questione droga va deideologizzata e per farlo bisogna considerarla e affrontarla innanzitutto come un fenomeno sociale e non di ordine pubblico. L'ordine pubblico e' uno strumento che va bene per combattere il narcotraffico, ma ce ne sono altri, e tra questi la legalizzazione delle droghe leggere'. Quanto al Dipartimento antidroga, attualmente sotto la Presidenza del Consiglio, il ministro ha indicato in una decina di giorni i tempi che probabilmente occorreranno per il passaggio alla Solidarieta' Sociale; nel frattempo, ha precisato, 'potrebbe continuare a funzionare cosi' come e' ora'. Infine, rispondendo alle sollecitazioni dei servizi pubblici (SERT), che chiedono di frenare l'emorragia di personale e di risorse, Ferrero si dice 'completamente d'accordo' con la necessita' di andare incontro a questa esigenza e 'assolutamente disponibile a indicazioni e suggerimenti su come intervenire rapidamente'.
'La mafia e il narcotraffico si possono combattere anche attraverso la cura e la prevenzione, come fanno i servizi pubblici per le dipendenze': lo ha detto Giuseppe Lumia, parlamentare dei Ds ed ex presidente della Commissione Antimafia, intervenendo al Congresso di Federferd. Quelli appena trascorsi, secondo Lumia, sono stati 'anni difficilissimi' per i servizi pubblici per le dipendenze. 'Il ministro Ferrero e' stato ripreso perche' ha detto subito parole nette sui Sert, affermando che vuole ripartire da li'. Va invece apprezzato'. Il parlamentare diessino, di cui da piu' parti si parla di un ritorno alla guida della Commissione Antimafia, ha sottolineato la necessita' di abrogare la legge 49 sulla droga e ha espresso l'intenzione di suggerire al ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero il metodo della concertazione. 'Un 'fare con' gli operatori perche' l'esperienza degli operatori del settore dovrebbe integrare la sua esperienza e le sue decisioni'. Questo quindi secondo Lumia, e' un dialogo e un confronto da riprendere. Lumia ha anche auspicato un 'rapporto piu' intenso e fecondo con la Conferenza Stato-Regioni: su questa strada ci deve essere un impulso del ministro', cosi' come ci vuole una 'stagione nuova con gli enti locali'.
Riprendiamo insieme i punti principali di una agenda politica di cui il sistema delle dipendenze necessita: e' l'invito rivolto al ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, dal cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', che raccoglie operatori delle tossicodipendenze, associazioni, sindacati, enti locali ed esponenti politici. 'Riconosciamo a Ferrero, nei suoi precedenti incarichi -afferma Riccardo De Facci- un'attenzione su questi temi. Sappiamo quindi di parlare ad una persona sensibile ed attenta alla tematica'. Purtroppo, aggiunge, 'ereditiamo cinque anni in cui la tematica sulla droga ha raggiunto i livelli piu' bassi, completamente schiacciata sulla contrapposizione ideologica, i cui risultati, gli arresti degli ultimi giorni, sono sotto gli occhi di tutti. Dando per scontato l'immediato impegno del ministro per la cancellazione degli elementi piu' deleteri della legge Fini-Giovanardi, vorremmo richiamare ad un avvio celere di un percorso che abbia come base un ripensamento profondo del sistema dell'intervento pubblico e del privato sociale, sia in termini di risorse (mancate quasi totalmente in questi anni) ma anche di riorganizzazione rispetto alle nuove domande: il boom della cocaina, la gravosita' di alcune situazioni di dipendenza, eccetera'. Ma soprattutto occorre in tempi brevi 'una struttura centrale forte: non abbiamo bisogno di un nuovo zar sulla droga, ma abbiamo bisogno di un gruppo forte e coeso realmente rappresentativo del sistema di intervento e capace di una riscrittura profonda del sistema delle offerte di trattamento'. 'I nuovi stili di consumo, nuovi consumatori, nuove domande richiedono nuove risposte che l'Europa ha gia' iniziato ad indicarci'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti