Italia. Congresso nazionale della Sigc
"Le cellule staminali, tanto decantate da alcuni ricercatori, non hanno prodotto, a tutt'oggi, nessun risultato scientificamente rilevante nei meccanismi che ritardano l'invecchiamento, ne' tantomeno nella riduzione di patologie specifiche come Parkinson o Alzheimer.
E' ora di fare chiarezza e non alimentare inutili illusioni nei pazienti". Lo ha dichiarato il prof. Roberto Bernabei, aprendo il Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria, conclusosi il 3 dicembre a Firenze. "Sui media sono state eccessivamente enfatizzate le potenzialita' terapeutiche delle cellule staminali ma, al momento, nonostante i cospicui fondi investiti in questo tipo di ricerche, sono nulli i risultati che possono trovare una concreta applicazione terapeutica", ha proseguito il Presidente della SIGG, che raccoglie oltre 2500 geriatri sul territorio nazionale.
Analoghe perplessita' sono state espresse dai geriatri su altri tentativi terapeutici nati per rallentare l'invecchiamento: le terapie antiossidanti e le terapia ormonali, a base di DHEA e testosterone le piu' conosciute, non hanno prodotto risultati promettenti cosi' come la tanto propagandata restrizione calorica negli over 65, ha determinato ben pochi benefici e addirittura alcuni danni sull'apparato cardiocircolatorio dei pazienti che vi si sono sottoposti.
Ugualmente critico e' il giudizio sulle scuole e sulle terapie "anti aging", che promettono addirittura, per i prossimi anni, un allungamento della vita media di oltre 30 anni, ma non tengono conto che esistono solamente 40 uomini e donne in tutto il mondo ad aver varcato la soglia dei 110 anni. Per Bernabei l'unico dato certo e incontrovertibile e' il continuo innalzamento dell'aspettativa di vita degli italiani e di tutta la popolazione occidentale.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla SIGG, sulle 10 citta' europee abitate dal piu' alto numero di ultrasettantacinquenni, ben 7 sono italiane e sono 10.000 gli ultracentenari italiani dei quali oltre il 16% e' in buone condizioni di salute e autosufficiente. Il vero problema degli anziani italiani rimane quello di una adeguata ed efficiente assistenza sanitaria che al momento e' risolta in gran parte con ricoveri ospedalieri e solo marginalmente con l'assistenza domiciliare o il ricorso alle Residenze Sanitarie Assistenziali. "Basti pensare che i ricoveri ospedalieri riguardano oltre 1 milione di ultrasettantacinquenni, a fronte di circa 600 mila ricoverati appartenenti alle altre fasce di eta', mentre l'assistenza domiciliare e' utilizzata in Italia solamente per l'1% degli ultrasettantacinquenni. Poco o nulla in confronto al minimo dell'8% registrato nei principali Paesi europei", ha proseguito Bernabei, tracciando l'identikit del paziente geriatrico che mette in difficolta' i sistemi sanitari dei Paesi europei per la complessita' e la varieta' delle patologie che lo affliggono: piu' di 75 anni, affetto da differenti patologie, in cura con piu' farmaci, in molti casi malnutrito, sofferente di una forma di demenza, incontinente, soggetto a cadute. "Un potenziamento dell'assistenza domiciliare, adottata con percentuali molto diverse dalle varie regioni italiane, porterebbe ad un innalzamento della qualita' delle cure offerte agli anziani ed un cospicuo risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale", ha concluso Bernabei.
ANGELO VESCOVI: PER ALZHEIMER NEL 2007 AL VIA TEST CON STAMINALI NEURALI
Nel 2007 potrebbe partire la sperimentazione sull'uomo di terapie con cellule staminali neurali per curare patologie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. L'estrazione di staminali dal cervello, la coltivazione in vitro e il successivo trapianto nel cervello malato potrebbero consentire nei prossimi anni di curare con successo queste malattie e le lesioni del midollo spinale. L'annuncio e' stato fatto da Angelo Vescovi, ordinario di Biologia cellulare presso l'universita' Milano Bicocca, nel corso del Congresso.
'I grandi scienziati del passato ritenevano che il tessuto cerebrale non si rigenerasse nel corso della vita, ma recentemente si e' scoperto che in alcune aree della 'materia grigia' questo e' possibile. Le cellule staminali neurali operano nel nostro cervello come potente agente anti-invecchiamento e i risultati degli esperimenti condotti sugli animali sono promettenti. In tempi brevi passeremo a sperimentazioni sugli uomini. Non bisogna dimenticare che l'incidenza delle malattie neurodegenerative sta aumentando con rapidita' a causa del rapido invecchiamento della popolazione e dell'aumento dell'aspettativa di vita'.
Il ricercatore ha inoltre ribadito le sue perplessita' sull'efficacia delle staminali embrionali e ha sottolineato che al momento esistono poche evidenze scientifiche sui benefici delle loro applicazioni terapeutiche.
Autore di piu' di 40 pubblicazioni scientifiche internazionali sulle staminali neurali, Vescovi ha spiegato che in soli otto giorni di coltivazione in vitro da una di queste cellule se ne possono ottenere 300. Ha inoltre prospettato la concreta possibilita' nei prossimi 10 anni di estrare da tutti i neonati, subito dopo la nascita e anche attraverso il cordone ombelicale, una riserva di staminali da utilizzare a fini terapeutici nel corso della vita, come materiale per costruire i futuri 'pezzi di ricambio'.
'Sarebbe inoltre molto interessante studiare poi i meccanismi cellulari dell'invecchiamento e in particolare il rapporto fra stress e invecchiamento cerebrale. Ma purtroppo la ricerca italiana e' frenata non solo dalla congenita carenza di fondi, ma anche dall'assoluta mancanza di meritocrazia e trasparenza e dalla eccessiva burocrazia'.
E' ora di fare chiarezza e non alimentare inutili illusioni nei pazienti". Lo ha dichiarato il prof. Roberto Bernabei, aprendo il Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria, conclusosi il 3 dicembre a Firenze. "Sui media sono state eccessivamente enfatizzate le potenzialita' terapeutiche delle cellule staminali ma, al momento, nonostante i cospicui fondi investiti in questo tipo di ricerche, sono nulli i risultati che possono trovare una concreta applicazione terapeutica", ha proseguito il Presidente della SIGG, che raccoglie oltre 2500 geriatri sul territorio nazionale.
Analoghe perplessita' sono state espresse dai geriatri su altri tentativi terapeutici nati per rallentare l'invecchiamento: le terapie antiossidanti e le terapia ormonali, a base di DHEA e testosterone le piu' conosciute, non hanno prodotto risultati promettenti cosi' come la tanto propagandata restrizione calorica negli over 65, ha determinato ben pochi benefici e addirittura alcuni danni sull'apparato cardiocircolatorio dei pazienti che vi si sono sottoposti.
Ugualmente critico e' il giudizio sulle scuole e sulle terapie "anti aging", che promettono addirittura, per i prossimi anni, un allungamento della vita media di oltre 30 anni, ma non tengono conto che esistono solamente 40 uomini e donne in tutto il mondo ad aver varcato la soglia dei 110 anni. Per Bernabei l'unico dato certo e incontrovertibile e' il continuo innalzamento dell'aspettativa di vita degli italiani e di tutta la popolazione occidentale.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla SIGG, sulle 10 citta' europee abitate dal piu' alto numero di ultrasettantacinquenni, ben 7 sono italiane e sono 10.000 gli ultracentenari italiani dei quali oltre il 16% e' in buone condizioni di salute e autosufficiente. Il vero problema degli anziani italiani rimane quello di una adeguata ed efficiente assistenza sanitaria che al momento e' risolta in gran parte con ricoveri ospedalieri e solo marginalmente con l'assistenza domiciliare o il ricorso alle Residenze Sanitarie Assistenziali. "Basti pensare che i ricoveri ospedalieri riguardano oltre 1 milione di ultrasettantacinquenni, a fronte di circa 600 mila ricoverati appartenenti alle altre fasce di eta', mentre l'assistenza domiciliare e' utilizzata in Italia solamente per l'1% degli ultrasettantacinquenni. Poco o nulla in confronto al minimo dell'8% registrato nei principali Paesi europei", ha proseguito Bernabei, tracciando l'identikit del paziente geriatrico che mette in difficolta' i sistemi sanitari dei Paesi europei per la complessita' e la varieta' delle patologie che lo affliggono: piu' di 75 anni, affetto da differenti patologie, in cura con piu' farmaci, in molti casi malnutrito, sofferente di una forma di demenza, incontinente, soggetto a cadute. "Un potenziamento dell'assistenza domiciliare, adottata con percentuali molto diverse dalle varie regioni italiane, porterebbe ad un innalzamento della qualita' delle cure offerte agli anziani ed un cospicuo risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale", ha concluso Bernabei.
ANGELO VESCOVI: PER ALZHEIMER NEL 2007 AL VIA TEST CON STAMINALI NEURALI
Nel 2007 potrebbe partire la sperimentazione sull'uomo di terapie con cellule staminali neurali per curare patologie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. L'estrazione di staminali dal cervello, la coltivazione in vitro e il successivo trapianto nel cervello malato potrebbero consentire nei prossimi anni di curare con successo queste malattie e le lesioni del midollo spinale. L'annuncio e' stato fatto da Angelo Vescovi, ordinario di Biologia cellulare presso l'universita' Milano Bicocca, nel corso del Congresso.
'I grandi scienziati del passato ritenevano che il tessuto cerebrale non si rigenerasse nel corso della vita, ma recentemente si e' scoperto che in alcune aree della 'materia grigia' questo e' possibile. Le cellule staminali neurali operano nel nostro cervello come potente agente anti-invecchiamento e i risultati degli esperimenti condotti sugli animali sono promettenti. In tempi brevi passeremo a sperimentazioni sugli uomini. Non bisogna dimenticare che l'incidenza delle malattie neurodegenerative sta aumentando con rapidita' a causa del rapido invecchiamento della popolazione e dell'aumento dell'aspettativa di vita'.
Il ricercatore ha inoltre ribadito le sue perplessita' sull'efficacia delle staminali embrionali e ha sottolineato che al momento esistono poche evidenze scientifiche sui benefici delle loro applicazioni terapeutiche.
Autore di piu' di 40 pubblicazioni scientifiche internazionali sulle staminali neurali, Vescovi ha spiegato che in soli otto giorni di coltivazione in vitro da una di queste cellule se ne possono ottenere 300. Ha inoltre prospettato la concreta possibilita' nei prossimi 10 anni di estrare da tutti i neonati, subito dopo la nascita e anche attraverso il cordone ombelicale, una riserva di staminali da utilizzare a fini terapeutici nel corso della vita, come materiale per costruire i futuri 'pezzi di ricambio'.
'Sarebbe inoltre molto interessante studiare poi i meccanismi cellulari dell'invecchiamento e in particolare il rapporto fra stress e invecchiamento cerebrale. Ma purtroppo la ricerca italiana e' frenata non solo dalla congenita carenza di fondi, ma anche dall'assoluta mancanza di meritocrazia e trasparenza e dalla eccessiva burocrazia'.
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