Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Le conseguenze della tossicodipendenza in carcere

Notizia ·
Un ex-avvocato penalista, Maurizio Di Paola, e' stato condannato a 10 anni di reclusione dal tribunale di Roma per avere introdotto eroina nel carcere di Rebibbia fornendola ad un suo cliente che mori' per overdose.
I fatti risalgono al 1998, quando l'avvocato incontro' un suo assistito di 26 anni, detenuto per rapine ed altri reati nonche' tossicodipendente e forni' dell'eroina a lui e al suo compagno di cella. I due assunsero lo stupefacente e si sentirono male, furono portati in infermeria e il medico constato' che si trattava di una overdose. Il detenuto racconto' al dottore che era stato il suo avvocato a fornirgli l'eroina. Il medico non scrisse sulla relazione il resoconto fattogli e copri' la vicenda. Successivamente il dottore fu denunciato dalla famiglia del detenuto e condannato per falso.
Date le loro condizioni, i due detenuti furono trasportati in un ospedale. Qui furono curati e tenuti in osservazione per l'intera giornata. Quindi riportati a Rebibbia dove il personale penitenziario non perquisi' la cella dei detenuti per appurare se avessero ancora dell'eroina. I due invece erano ancora in possesso di altre due dosi di eroina che assunsero immediatamente. Il cliente dell'avvocato Di Paola mori' per overdose mentre il suo compagno di cella riusci' a salvarsi per la seconda volta.
L'avvocato di parte civile avvio' una azione civile, tutt'ora in corso, contro il ministro della Giustizia per omesso controllo.
Oggi la prima sezione del tribunale di Roma ha giudicato anche altre tre persone, imputate di avere fornito l'eroina all'avvocato Di Paola che, intanto, nel' 98 era stato anche radiato dall'albo professionale.
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