Italia. Conservazione del cordone ombelicale a Milano
I cordoni ombelicali dei bambini nati a Monza vengono conservati all'Ospedale Maggiore di Milano, ma solo per i fratellini leucemici. Alla Clinica ostetrica ginecologica del San Gerardo nascono circa 3000 bambini all'anno. Da tempo si discute sulla criopreservazione delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale, preziose per la cura delle leucemie, ma l'ospedale monzese non ha ne' mezzi, ne' strumenti per attivare tale servizio.
Per questo ha affidato all'Ospedale maggiore di Milano la crioconservazione e tipizzazione delle sacche di sangue placentare. Il servizio e' attivo dal '91, e fino a poco tempo fa era gratuito. Ma dal giugno dello scorso anno le due direzioni ospedaliere hanno stipulato una convenzione per la criopreservazione del materiale, ma non per tutti. Il servizio viene effettuato soltanto per i neonati fratellini di bambini leucemici gia' in cura presso il centro di Ematologia pediatrica (diretto dal professor Masera) e in attesa di trapianto di midollo. La convenzione e' stata rinnovata fino alla fine di quest'anno.
L'attivita' vede la collaborazione delle associazioni di volontariato che si occupano del tema, in particolare del Comitato Maria Letizia Verga che da anni sostiene le attivita' del servizio. Infatti il San Gerardo paga le operazioni piu' tecniche di criopreservazione, tipizzazione genomica del prelievo su cordone ombelicale ed eventualmente la tipizzazione del sangue della madre. Il tutto costa circa 11 mila 690 euro all'anno, per una media di 9 prelievi. Mentre il Comitato si sobbarca alcune migliaia di euro per le spese di acquisto delle sacche; il trasferimento delle stesse all'Ospedale maggiore di Milano e il costo della reperibilita' dei medici. Vengono conservati con questo sistema solo una piccolissima parte di cordoni ombelicali, mentre tutto il resto del materiale viene sprecato.
La nuova direzione ospedaliera insediata da alcuni mesi dovra' prendere in considerazione la materia, insieme ai suoi esperti. Il problema da valutare sara' se e' piu' o meno economico far effettuare il servizio esternamente o predisporre la crioconservazione in casa propria, potenziando eventualmente l'attivita'.
Per questo ha affidato all'Ospedale maggiore di Milano la crioconservazione e tipizzazione delle sacche di sangue placentare. Il servizio e' attivo dal '91, e fino a poco tempo fa era gratuito. Ma dal giugno dello scorso anno le due direzioni ospedaliere hanno stipulato una convenzione per la criopreservazione del materiale, ma non per tutti. Il servizio viene effettuato soltanto per i neonati fratellini di bambini leucemici gia' in cura presso il centro di Ematologia pediatrica (diretto dal professor Masera) e in attesa di trapianto di midollo. La convenzione e' stata rinnovata fino alla fine di quest'anno.
L'attivita' vede la collaborazione delle associazioni di volontariato che si occupano del tema, in particolare del Comitato Maria Letizia Verga che da anni sostiene le attivita' del servizio. Infatti il San Gerardo paga le operazioni piu' tecniche di criopreservazione, tipizzazione genomica del prelievo su cordone ombelicale ed eventualmente la tipizzazione del sangue della madre. Il tutto costa circa 11 mila 690 euro all'anno, per una media di 9 prelievi. Mentre il Comitato si sobbarca alcune migliaia di euro per le spese di acquisto delle sacche; il trasferimento delle stesse all'Ospedale maggiore di Milano e il costo della reperibilita' dei medici. Vengono conservati con questo sistema solo una piccolissima parte di cordoni ombelicali, mentre tutto il resto del materiale viene sprecato.
La nuova direzione ospedaliera insediata da alcuni mesi dovra' prendere in considerazione la materia, insieme ai suoi esperti. Il problema da valutare sara' se e' piu' o meno economico far effettuare il servizio esternamente o predisporre la crioconservazione in casa propria, potenziando eventualmente l'attivita'.
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