Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Consulta sulle droghe. Ferrero fa marcia indietro e revoca nomina Ronconi

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Il ministro della solidarieta' Paolo Ferrero ha annullato la nomina dell'ex brigatista Susanna Ronconi nella consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, perche' tale nomina 'e' illegittima' poiche' la Ronconi risulta interdetta dai pubblici uffici.
Sull'illegittimita' della nomina di Ronconi e' stata anche aperta un'inchiesta dalla Procura di Roma. Lo rende noto un comunicato del ministero.
'Il ministro Ferrero, dopo aver comunicato all'interessata l'avvio di procedimento di annullamento della nomina nella consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze e preso atto delle dimissioni di Susanna Ronconi dalla consulta stessa, ha decretato l'annullamento della nomina medesima perche' illegittima'.
'La nomina risulta illegittima in quanto Susanna Ronconi e' interdetta dai pubblici uffici e la consulta, pur non dando luogo ad alcuna forma di remunerazione dei propri membri, partecipa all'iter formativo della decisione della Pubblica Amministrazione'.

"Con le sue dimissioni dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze Susanna Ronconi ha preso atto del clima di ingiustificato linciaggio seguito alla sua nomina, e ha reagito con la serieta' e il senso di responsabilita' che la distinguono". Il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, prende cosi' le difese dell'ex br.
"Le reazioni alla sua nomina- afferma il senatore Prc- hanno rivelato una concezione della giustizia barbara e in netta contraddizione con la funzione assegnata alla pena dalla Costituzione". Le competenze si Ronconi , "maturate in anni di impegno contro le tossicodipendenze restano comunque preziose e sono certo che verranno utilizzate al meglio anche fuori dalla Consulta".

'L'annullamento della nomina di Susanna Ronconi da membro della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze e' una buona notizia che apprendiamo con grande soddisfazione'. Lo afferma Silvana Mura, deputata di Italia dei Valori.
'Avevamo criticato con decisione la sua nomina da parte del ministero della Solidarieta' sociale e riteniamo di aver contribuito al risultato ottenuto. Alla base della nostra critica - osserva Mura - non c'erano rilievi nei confronti della professionalita' della dottoressa Ronconi, che ha espiato completamente i suoi conti con la giustizia, ma l'assoluta inopportunita' di conferire incarichi pubblici a qualsiasi titolo a chi si e' macchiato di reati gravissimi, perche' incompatibile con una cultura della legalita' che deve essere propria delle istituzioni. Senza considerare l'illegittimita', ora riconosciuta, della nomina di una persona interdetta dai pubblici uffici'.
'Va comunque riconosciuta alla Ronconi una certa sensibilita' politica, perche' ha anticipato l'annullamento della sua nomina con una lettera di dimissioni, motivate con le critiche bipartisan ricevute, segno questo che su certi temi, come quello della tutela delle istituzioni l'unita' delle forze politiche non solo e' doverosa ma anche utile. Speriamo ora - conclude la deputata dell'Idv - che si possa fare tesoro della vicenda evitando il ripetersi di simili situazioni in futuro'.

'Prendo atto con grande soddisfazione che per la seconda volta Susanna Ronconi resta esclusa dalla Consulta per le tossicodipendenze. Provo' ad inserirla in questo organismo anni fa l'allora ministro Livia Turco, ci ha riprovato il ministro Ferrero'. Lo dice il deputato di Alleanza nazionale, Maurizio Gasparri, ricordando di avere 'denunciato per primo 'l'inopportunita' della presenza in un organismo che dovrebbe occuparsi di solidarieta' e lotta alla droga di una esponente di primo piano delle Brigate Rosse, responsabile dell'omicidio dei militanti di destra Mazzola e Giralucci, assassinati a Padova nella sede dell'Msi nel 1974'.
'La presenza della Ronconi in ambiti istituzionali -iinsiste il componente dell'esecutivo di An- rappresenta un'onta ed una vergogna che ci sara' risparmiata grazie alla sua lettera di dimissioni'. 'La lotta alla droga deve essere fatta per recuperare e far vincere le ragioni della vita. E chi ha stroncato vite -avverte- non e' certo in condizioni di far nulla di utile su questo versante. Va sottolineato comunque il pericoloso ritorno dei cattivi maestri dell'antica stagione delle Br'.
'Se l'uscita di scena della Ronconi rappresenta un fatto positivo, scandalizza il fatto che Renato Curcio giri l'Italia per fare delle conferenze, andando in scena oggi a Bologna. Questo tour dei maestri del terrore deve essere bloccato. Mi auguro che a Bologna, citta' nella quale qualche anno fa e' stato ucciso Marco Biagi, ci sia gente che sappia esprimere in maniera democratica e civile la propria protesta e la propria indignazione per il ritorno dei brigatisti', conclude Gasparri.

"Le dimissioni di Susanna Ronconi non devono far dimenticare quali siano i reali confini del problema. Non e' possibile che ex brigatisti, condannati con sentenze definitive, oltre ad occupare posti di rilievo nel Parlamento italiano e nei gabinetti ministeriali, continuino a percorrere in largo e lungo l'Italia, tenendo pubbliche lezioni nelle universita' italiane e nei centri sociali". Lo sostiene Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia. "A tal proposito, l'arrivo di Renato Curcio a Bologna costituisce un'offesa alla famiglia del prof. Marco Biagi, caduto sotto i colpi della mano omicida dei figliocci del padre storico del terrorismo rosso".
"In tal modo -aggiunge Bertolini- si fa scempio dei sentimenti di dolore non solo dei familiari del giuslavorista ma di tutte quelle famiglie colpite nei propri affetti per la caduta di un proprio congiunto per mano del terrorismo rosso. Ma tutto cio', sia ben chiaro, non avviene per caso. E' frutto di una cultura della riabilitazione degli ex terroristi portata avanti dalla maggioranza che governa il Paese. Scelte irresponsabili -conclude la deputata di Fi- che appaiono ancor piu' inopportune in considerazione dei pericolosi rigurgiti di riorganizzazione evidenziati nei giorni scorsi dagli arresti di 15 neobrigatisti".

Filippo Ascierto, responsabile del dipartimento Sicurezza e della federazione Padovana di Alleanza Nazionale interviene sulla revoca dell'incarico di consulente della ex brigatista Susanna Ronconi.
La federazione di Alleanza Nazionale di Padova esprime soddisfazione per la revoca dell'incarico a Susanna Ronconi e ringrazia il Presidente del Gruppo dei Senatori di AN al Senato, Altero Matteoli, per essersi fatto promotore della mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Ferrero.
La federazione padovana di AN insieme ai ragazzi di Azione Giovani nelle scorse settimane ha raccolto migliaia di firme di cittadini per chiedere le dimissioni del Ministro Ferrero "responsabile di aver conferito un pubblico incarico ad una persona gia' interdetta dai Pubblici Uffici".
"I cittadini di Padova - afferma Ascierto - che non hanno dimenticato il vile attentato nel corso del quale furono uccisi i militanti del movimento sociale Mazzola e Giralucci, non hanno solo condiviso la battaglia intrapresa da Alleanza Nazionale ma, in questi giorni, hanno voluto manifestare grande solidarieta' ed affetto verso i familiari delle due vittime uccise dai brigatisti rossi tra cui c'era proprio Susanna Ronconi. Questo Governo - conclude Ascierto - farebbe bene a pensare alle vittime del terrorismo e non a premiare i terroristi affidando loro incarichi e consulenze".

'Le dimissioni dell'ex terrorista Susanna Ronconi dalla Consulta sulle tossicodipendenze sono un atto di minima decenza morale'. Lo dichiara il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Franco Maccari.
'Adesso -prosegue il segretario del Coisp- ci aspettiamo le dimissioni da parte di tutti quei personaggi nemici dello Stato 'infiltrati' nei palazzi con la compiacenza di molti settori della maggioranza di governo, a cominciare dal segretario della Camera, Sergio D'Elia'.
'Il prossimo 19 marzo -ricorda Maccari- Susanna Ronconi sarebbe dovuta essere presente a Padova in una manifestazione pubblica in Comune. Ci saremmo comportati da no-global per un giorno, impedendo alla ex terrorista di parlare'.
Ricordando l'assalto della sede del MSI a Padova nel 1974, a cui partecipo' la Ronconi, il segretario Maccari conclude che 'il ministro Paolo Ferrero si e' accorto solo ora dell'illegittimita' della nomina dell'ex terrorista, che dopo i fatti del '74 era stata interdetta dai pubblici uffici'.

Per chiudere il 'doloroso capitolo' del terrorismo, serve 'un mea culpa consapevole e sincero' e non si puo' passare per 'omissis e amnesie'. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e deputata di An, parla cosi' della vicenda di Susanna Ronconi, dopo la revoca della sua nomina al ministero della Solidarieta' Sociale.
'Avvalendosi della consulenza della Ronconi - osserva Meloni - il ministro Ferrero ha dimostrato come la ragione ideologica possa, in taluni casi, prevalere sulla ragion di Stato. Susanna Ronconi e' stata giudicata colpevole di omicidio, con conseguente interdizione dai pubblici uffici. Fino a prova contraria il ministero della Solidarieta' sociale e' un pubblico ufficio, per questo la sua assistenza rappresentava un illecito in piena regola'.
'Sono d'accordo con chi invoca il superamento degli anni di piombo, quando si parla di persone che hanno saldato i loro conti con la giustizia. La Ronconi - osserva Meloni - ha il merito di non essere scappata come molti brigatisti e di aver accettato la detenzione. I processi di recupero e reinserimento pero' non possono passare per omissis o amnesie: quello che serve e' il pieno riconoscimento delle proprie responsabilita', atteggiamento contrastante con quello giustificazionista della Ronconi'.
'Ben venga dunque il dialogo costruttivo per chiudere un doloroso capitolo di storia italiana, ma questo risultato - conclude la deputata di An - puo' essere raggiunto solo dopo un mea culpa consapevole e sincero che abbiamo atteso e continueremo ad attendere, anche nel caso di Susanna Ronconi, per un atto di rispetto nei confronti dei famigliari delle sue vittime'.

"Non e' stato possibile per il ministro Ferrero utilizzare a Roma le competenze e l'esperienza di Susanna Ronconi; riteniamo possibile ed auspicabile che il sindaco Chiamparino le utilizzi a Torino". E' la proposta di Bruno Mellano, deputato radicale piemontese della Rosa nel Pugno e di Giulio Manfredi, della Direzione Nazionale dei Radicali. "Se sara' accertato - affermano Mellano e Manfredi - che il ministro della Solidarieta' Sociale non fece espletare quattro mesi fa tutte le opportune verifiche amministrative per accertare se Susanna Ronconi poteva o meno far parte della Consulta, e' una colpa grave ma da qui a chiedere le dimissioni, ce ne corre". "Riteniamo comunque - proseguono - che la storia di una persona debba essere valutata complessivamente. C'e' stata una Susanna Ronconi terrorista che si e' macchiata di gravi crimini; ma c'e' stata dopo una Susanna Ronconi che ha scontato la pena per quei crimini, si e' reinserita, ha lavorato al Gruppo Abele nelle unita' di strada che contattavano i tossicodipendenti, ha insegnato in giro per l'Italia quelle politiche di riduzione del danno che aveva praticato giorno per giorno". Da qui la proposta di utilizzare "questa esperienza" nel capoluogo piemontese.

'Ci sono voluti tre mesi ma alla fine il ministro Ferrero ha dovuto riconoscere che le ragioni della nostra protesta nei confronti della nomina della Ronconi erano sacrosante'. Lo afferma il sen. Domenico Gramazio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Sanita'. 'Meglio tardi che mai. Siamo contenti della decisione e del ripensamento del ministro che dal 5 dicembre scorso, giorno della prima riunione della Consulta, aveva sempre difeso la presenza della Ronconi dichiarando la sua estraneita' alla nomina, in quanto indicata dal Forum Droghe. Oggi ha cambiato idea, ha scoperto che la ex terrorista, condannata anche per l'assalto delle Brigate Rosse del 17 giugno 1974 alla federazione del Msi-Dn di Padova, in cui vennero barbaramente giustiziati Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, e' interdetta dai pubblici uffici. Un passo in avanti verso la legalita'.
'Attendiamo ora che altre strutture statali come universita' e scuole - chiede Gramazio rinuncino ad ospitare pubblici dibattiti con brigatisti rossi tornati in liberta', dopo aver scontato le pene. Tali persone hanno tutto il diritto di rifarsi una vita ma non possono essere presi come modello. Altrimenti poi non ci si deve meravigliare se, come dimostra la recente inchiesta giudiziaria, le Brigate Rosse sono ancora attive e trovano seguaci nelle giovani generazioni'.

'Finalmente Susanna Ronconi ha gettato la spugna, forse avrebbe dovuto farlo molto prima per il rispetto dovuto alle vittime e ai familiari, che gia' tanto hanno sofferto'. Cosi' il senatore dell'UDC, Antonio De Poli. 'Ritengo che dare un incarico istituzionale a chi e' andato contro lo Stato - ha osservato De Poli - e si e' macchiato di sangue, togliendo la vita ad altre persone vuol dire volutamente occultare una delle pagine piu' tragiche della vita del nostro paese. Ed e' quanto di peggio uno Stato possa fare nei confronti dei propri cittadini'.

'Esprimo soddisfazione per l'apertura dell'inchiesta nei confronti del ministro Paolo Ferrero e per le dimissioni dell'ex brigatista rossa Susanna Ronconi'. Cosi' il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, interviene sul caso Ronconi.
'Questo provvedimento - sostiene una nota di An - e' stato sollecitato da una chiara presa di posizione del consiglio comunale di Padova e da una mozione del consiglio regionale, che ho sottoscritto come primo firmatario. A Padova il ricordo degli omicidi di Mazzola e Giralucci e' ancora vivo. Aver fatto intervenire la Ronconi, responsabile di quei tragici fatti, in un coordinamento sulle tossicodipendenze era un'offesa nei confronti dei familiari delle vittime dell'agguato alla sede dell'MSI del 1974 e della citta''.
'Proprio per il suo scarso senso istituzionale, il ministro Ferrero - ha aggiunto Zanon - dovrebbe seguire l'esempio di Susanna Ronconi: dimettersi per evitare al Governo Prodi l'ennesima figuraccia nei confronti dell'Italia intera e di chi e' stato vittima degli anni di piombo degli assassini delle brigate rosse. In questo momento in cui ritorna lo spettro del terrorismo non dobbiamo dimenticare il passato per non sottovalutare il presente e la ripresa di nuove forme di terrorismo legate ai vecchi e ai nuovi maestri'.
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