Italia. Contraddizioni del proibizionismo: i produttori di tabacco in trincea per difendere privilegi e finanziamenti
Mentre si scatena la guerra alle droghe illegali, con tanto di Esercito impiegato contro lo spaccio e pene fra le piu' severe al mondo, i produttori della droga che uccide di piu', il tabacco (90mila morti ogni anno solo in Italia), hanno chiesto di prolungare il regime di aiuti per il settore in Europa e in Italia in particolare. La richiesta è scaturita da una riunione a cui hanno preso parte le 19 associazioni del comparto (Confagricoltura, Cia, Anca Legacoop, Fedagri Confcooperative, Unitab, Interburley, Interbright, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila, Apti, T.A.V., Anatab, Contab Sud, Cottobac, Deltafina, Fat, Protab, Tab Trade), insieme ad esponenti degli Organismi di rappresentanza della Ue, Unitab Europa, Fedratab, Effat.In una nota congiunta viene ribadita "la necessità prioritaria di prolungare al 2013 l'attuale regime per il settore, in scadenza nel 2009". Secondo i produttori - che hanno dichiarato lo stato di "mobilitazione" -, occorre che l'Ue tratti la coltivazione del tabacco allo stesso modo di tutti gli altri settori, ma occorre anche che le regole del cosidetto periodo "transitorio" dell'Organizzazione Comune di Mercato (OCM) siano prorogate fino alla scadenza delle prospettive finanziarie del bilancio Ue. Il rischio paventato dalle organizzazioni del comparto è il taglio e la riallocazione delle risorse fino ad oggi destinate al tabacco su altri comparti. "Il processo di ristrutturazione del sistema - si legge in un comunicato congiunto - puntando sull'efficienza, sull'ammodernamento delle infrastrutture e sulla qualità della produzione nazionale, che va valorizzata anche dal punto di vista mercantile, è stato avviato". Ma solamente tempi piú lunghi - è il parere dei tabacchicoltori - possono "permettere una pianificazione idonea alla sopravvivenza del tabacco e alla programmazione dei piani di acquisto delle manifatture".
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