Italia. Convegno Cgil: l'Unione, il Governo Berlusconi e la politica sulle tossicodipendenze
La Cgil dice 'no' alla cultura "autoritaria e repressiva" dell'attuale Governo in tema di tossicodipendenze e, nella "speranza che il ddl Fini abbia un destino infausto" invita a non abbassare la guardia su questo tema delicato.Introducendo i lavori di un convegno dal titolo 'Welfare in catene', organizzato dal sindacato, il responsabile tossicodipendenze della Cgil nazionale, Giuseppe Bortone, ha ribadito il sostegno a una linea "di tolleranza laica e pragmatica, come e' da anni quella del sindacato, che riprenda gli esperimenti e le aperture dei piu' avanzati governi europei". Secondo Bortone bisogna "contrastare due tendenze pericolose: da un lato quella repressiva del ddl Fini e dall'altro quella, gravissima, alla compressione delle risorse destinate ai Sert (i servizi pubblici sul territorio), che oggi si trovano in grande difficolta"'. Al contrario, secondo l'esponente della Cgil, va "sostenuta l'azione degli operatori di frontiera, che agiscono all'interno dei servizi, elaborando un sostegno anche finanziario ai Sert".
L'incontro di oggi, al quale hanno partecipato anche numerosi esponenti politici del centrosinistra e operatori del settore, e' stata l'occasione per presentare un opuscolo, a cura del 'Forum droghe' con il supporto della Cgil, sull'approccio del ddl Fini al tema delle tossicodipendenze. Il testo contiene anche un esame dei consumi giovanili, della situazione dei detenuti tossicodipendenti e dei Sert.
Sul tema delle tossicodipendenze "l'Unione deve avere una strategia unitaria", per cui "sono pronto a chiedere a Prodi che una sessione della Fabbrica si dedichi a questo", ha detto il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo al convegno. Il problema delle tossicodipendenze va affrontato "non in modo ideologico ma pragmatico, con un approccio scientifico". Ha quindi aggiunto che su questo ci sono "ostilita' di tipo culturale anche nel centrosinistra, nelle aree centriste che potrebbero riportarci indietro". "Anche nella nostra coalizione ci sono esponenti politici ignoranti sul tema, che ci potrebbero riportare", e percio' bisogna "fare lo sforzo di inserire nel programma del futuro governo un approccio diverso al tema della droga". Pecoraro Scanio ha sottolineato che "e' necessaria un'azione forte per riprendere il percorso sulla legalizzazione, che non e', come abbiamo detto piu' volte, liberalizzazione". Nel programma del centrosinistra, quindi, secondo il leader dei Verdi, ci potrebbe essere una "parte ampiamente condivisa, ma lasciando aperte delle opzioni". "Magari qualche Regione potrebbe fare un passo avanti sulla sperimentazione della legalizzazione".
Sia che si vada a elezioni anticipate in autunno, sia che si voti regolarmente nel 2006, il centrosinistra deve essere pronto a eventuali "colpi di coda" del governo Berlusconi su temi ideologici come la lotta alle tossicodipendenze: lo ha detto il vicepresidente del gruppo del Prc alla Camera, Giovanni Russo Spena, il quale ha esortato l'Unione a organizzare un convegno per avanzare una proposta comune. L'iniziativa, ha detto l'esponente comunista, si deve "basare su due pilastri: legalizzazione differenziata e somministrazione controllata. "Non possiamo limitarci a fare le sentinelle dell'esistente -ha esortato riferendosi alla legge in vigore, la Iervolino-Vassalli, che ha definito "punitiva"- ma dobbiamo andare avanti, anche sul piano normativo". Anche il lavoro in seno al Parlamento europeo, ha aggiunto, va "in una direzione sempre piu' antiproibizionista, basata su: lotta al traffico, prevenzione, cura e limitazione del danno".
I Ds dicono 'no alla conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che si terra' a settembre a Pescara: "nessuna collaborazione" ha detto il responsabile progetto tossicodipendenze del partito, Giuseppe Vaccari, che ha esortato Federserd (la Federazione degli Operatori dei Servizi e Dipartimenti delle Dipendenze), che ha deciso di parteciparvi, a "non lasciarsi incantare dalle sirene del Dipartimento antidroga".
Intervenendo al convegno, Vaccari -che e' anche dirigente del Sert di Modena- ha detto che "il fronte della societa' civile va tenuto compatto" e ha invitato le nuove amministrazioni regionali, "quasi tutte di centrosinistra, a dare un segnale comune su questo tema". Anche a livello nazionale, ha aggiunto, "ci sono le condizioni per costruire una proposta che superi le contraddizioni della legge vigente". L'esponente della Quercia ha spiegato che il suo partito e' contrario alla legalizzazione, mentre dice si' alla depenalizzazione del consumo e a sperimentazioni come la somministrazione controllata di eroina nell'ottica della riduzione del danno. "Ci sono margini per una posizione comune all'interno del centrosinistra su questo tema perche' anche la Margherita ha preso atto che lo strumento per la lotta alle tossicodipendenze non puo' essere la repressione". "Cio' che davvero serve e' un vero lavoro di prevenzione e informazione".
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