Italia. Convegno "Pazienti, trattamenti, servizi, politiche. SPECIALI: come e perché?"
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicatoL'8 e 9 febbraio si è svolto il Convegno "Pazienti, trattamenti, servizi, politiche. SPECIALI: come e perché?", organizzato da Regione Toscana, assieme ad Itaca Italia ed a Cooperativa Incontro presso il Convitto della Calza a Firenze.
Dipendenze patologiche: gli operatori del settore si incontrano per parlare dei cambiamenti avvenuti nel consumo e abuso delle droghe e delle nuove dipendenze
L'evoluzione del fenomeno dei consumi e degli abusi di sostanze illegali e legali sta conoscendo una fase di cambiamenti molto pronunciati.
In Italia, accanto ad un sostanziale mantenimento dei consumi di eroina, si affacciano nuovi stili negli abusi di cocaina e di altri stimolanti, accompagnati da aumento del policonsumo (droghe illegali, alcool ed altre sostanze).
Questi aspetti sono evidenti dai dati epidemiologici e statistici disponibili annualmente su base nazionale nella Relazione al Parlamento, nelle recenti inchieste giornalistiche, dai dati sui sequestri di sostanze illecite, dalla sensazione dell'opinione pubblica, dall'esperienza clinica e di intervento preventivo e terapeutico che gli operatori del settore mettono in campo quotidianamente.
A richiamare l'attenzione sono, è noto, i dati che riguardano la cocaina. Recentemente, il Ministro dell'interno ha dichiarato che nel corso del 2006 sono stati sequestrati 4.624,763 chilogrammi di cocaina con un aumento del 5,74% rispetto ai 4.373,625 chilogrammi recuperati dalle forze dell'ordine nel corso del 2005. sempre secondo lo stesso Ministero, si assiste a un fortissimo incremento per quanto riguarda i sequestri di marijuana, passati nell'arco di un anno da 2.484,598 chilogrammi a 5.445,906 chilogrammi.
L'intero sistema degli interventi sulla domanda è posto sotto enorme pressione: diminuiscono le risorse a disposizione e, contemporaneamente, aumentano le esigenze e le richieste di trattamenti.
Il Convegno di Firenze vuole tentare di avviare una riflessione su questo sistema, sulle forme organizzative che è opportuno mettere in pratica, sulle novità che si affacciano anche in altri Paesi per quanto riguarda la rete degli interventi e degli operatori impegnati.
Con il contributo di eccellenti studiosi ed esperti stranieri (Prof. Ambros Uchtenhagen dell'Università di Zurigo, Prof. Michael Gossop del National Addiction Centre di Londra) e di esperti Italiani (dr. Maurizio Coletti, Presidente di Itaca, l'Associazione Europea degli Operatori delle Dipendenze e il dr. Michele Lanzi, Dirigente della regione Toscana) i più di 280 partecipanti iscritti hanno dato vita ad una riflessione collettiva per rendere più moderno ed incisivo il sistema dei trattamenti e degli interventi.
In particolare, si è discusso delle sfide che gli utenti con dipendenze patologiche portano agli operatori ed ai servizi, delle forme per integrare medici di base ed altri specialisti nei trattamenti, delle condizioni di lavoro degli operatori delle dipendenze patologiche, delle esigenze di ammodernare le politiche di settore. Il Prof. A. Uchtenaghen ha illustrato in modo esaustivo la complessità del fenomeno della dipendenza, delle molteplici concause di essa, dai fattori biologici, a quelli socio-culturali, a quelli psicologici. Emerge dalle relazioni che una delle principali difficoltà ad affrontare questa patologia la discriminazione e la stigmatizzazione di questi pazienti speciali come incurabili come pure la auto esclusione del soggetto dalle cure anche a causa di esperienze negative con il sistema di cura. Sono stati anche presentate ricerche condotte nel Regno Unito che hanno messo a confronto i risultati di trattamenti con farmaci sostitutivi a soggetti tossicodipendenti effettuati dai medici di base e dai servizi specialistici, i quali hanno rilevato una similarità degli esiti. Questo ci indica che è necessario integrare le professionalità, aspetto questo che è emerso con forza nella sessione che riguardava gli operatori dove è ormai consolidata l'dea che uno dei fattori di successo dei trattamenti è la relazione terapeutica oltre che la motivazione del paziente.
Gli interventi conclusivi hanno sottolineato quanto ancora siamo prigionieri di una dicotomia ancora esistente sia negli operatori che nell'opinione pubblica: il tossicodipendente è un vizioso o un malato? Dal convegno è emerso che dobbiamo innanzitutto distinguere tra consumo, abuso e dipendenza organizzando i servizi in modo che diano risposte adeguate ai bisogni di ognuno.
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