Italia. Convegno sull’embrione organizzato dal Comitato diocesano di bioetica
Si e' tenuto nei giorni scorsi, presso il salone dell'ordine dei medici di Salerno, l'incontro sul tema "L'embrione umano: soggetto contestato", promosso dal comitato diocesano di bioetica. Relatore d'eccezione il professor Angelo Serra, emerito di Genetica umana presso la facolta' di medicina e chirurgia "Agostino Gemelli" dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro ordinario della Pontificia Accademia per la vita. All'organizzazione del convegno hanno collaborato, inoltre, varie realta' locali e nazionali, tra cui il consultorio familiare, il centro di aiuto alla vita Il pellicano, la consulta diocesana delle aggregazioni laicali, il movimento ecclesiale di impegno culturale, la federazione universitaria cattolici italiani, la Pastorale universitaria, Comunione e liberazione, il circolo Incontri, l'ufficio catechistico diocesano, gli operatori culturali dell'Universita' Cattolica e l'Istituto superiore di scienze religiose di Salerno.
La fecondazione da' vita ad un essere, l'embrione, che contiene in sè gia' tutto il patrimonio genetico dell'individuo. E' questa la conclusione a cui e' giunto il professor Serra che, davanti ad un pubblico non solo di colleghi, ma anche di persone sensibili all'argomento, tra cui molti ragazzi, ha analizzato la realta' embrionale dai punti di vista scientifico, storico, antropologico ed etico. Ha voluto riportare parole del Pontefice Giovanni Paolo II e parole dell'Antico Testamento senza prescindere, ha detto, da una rigorosa dissertazione scientifica. "La verita' -ha spiegato in un'intervista al quotidiano La Citta'- e' che si e' cominciato, pur riconoscendo l'embrione un individuo umano, a comprendere il bene ottenibile utilizzando l'embrione, e a ritenerlo di maggior valore rispetto all'embrione stesso. La consapevolezza, quindi, di poterne ottenere dei vantaggi in campo medico-scientifico, ha fatto si' che l'embrione perdesse valore in se', che fosse dichiarato dalla legge utilizzabile entro un certo periodo, e addirittura declassato ad un semplice ammasso di cellule, come ancora molti sostengono".
La fecondazione da' vita ad un essere, l'embrione, che contiene in sè gia' tutto il patrimonio genetico dell'individuo. E' questa la conclusione a cui e' giunto il professor Serra che, davanti ad un pubblico non solo di colleghi, ma anche di persone sensibili all'argomento, tra cui molti ragazzi, ha analizzato la realta' embrionale dai punti di vista scientifico, storico, antropologico ed etico. Ha voluto riportare parole del Pontefice Giovanni Paolo II e parole dell'Antico Testamento senza prescindere, ha detto, da una rigorosa dissertazione scientifica. "La verita' -ha spiegato in un'intervista al quotidiano La Citta'- e' che si e' cominciato, pur riconoscendo l'embrione un individuo umano, a comprendere il bene ottenibile utilizzando l'embrione, e a ritenerlo di maggior valore rispetto all'embrione stesso. La consapevolezza, quindi, di poterne ottenere dei vantaggi in campo medico-scientifico, ha fatto si' che l'embrione perdesse valore in se', che fosse dichiarato dalla legge utilizzabile entro un certo periodo, e addirittura declassato ad un semplice ammasso di cellule, come ancora molti sostengono".
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