Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Convegno sulla conservazione delle staminali cordonali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La donazione del sangue del cordone ombelicale va promossa e sostenuta, perche' non comporta alcun problema di natura etica e allo stesso tempo e' di grande importanza per la ricerca. E' quanto e' emerso da un convegno sul tema organizzato dalla M3V onlus, a cui hanno partecipato esponenti del mondo politico e della bioetica.
Attualmente sono quattro i disegni di legge sulla donazione in esame al Senato. Pur essendo stati presentati da esponenti di diverse parti politiche sono molto simili tra loro, a testimonianza dell'ampia convergenza di vedute su questo tema.
In attesa del ddl unico auspicato dal ministro della Salute Livia Turco, vale l'ordinanza che prevede la possibilita' della donazione solo nelle strutture pubbliche e solo ai fini di ricerca.
'L'ordinanza e' intelligente -ha detto l'organizzatrice Federica Marchini, presidente dell'associazione- ma bisogna promuovere la donazione, perche' le cellule sono utilissime alla ricerca e non vanno buttate via'.
Dello stesso parere il senatore Ignazio Marino, che ha pero' sottolineato come, anche se non coinvolti nella donazione del cordone, anche sugli embrioni congelati si deve trovare una soluzione condivisa.

Sara' "presumibilmente votato entro la fine dell'anno in Senato" il disegno di legge sull'uso a fini di ricerca delle cellule staminali da cordone ombelicale e adulte. "Le uniche che hanno dimostrato di poter essere usate a scopo terapeutico con risultati scientificamente evidenti". Lo assicura la senatrice della Margherita Emanuela Baio Dossi, prima firmataria del testo insieme alla collega dell'Ulivo Paola Binetti.
Il Ddl recepisce, spiega la senatrice, "molte delle indicazioni contenute nell'ordinanza del ministro della Salute Livia Turco.
Compresa una residuale possibilita' delle donne di conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio per un futuro uso autologo. Nonostante -ribadisce Baio Dossi all'Adnkrono Salute- a tutt'oggi le probabilita' di un proficuo utilizzo per se' delle staminali prelevate dal cordone sono molto remote".
Altro aspetto messo in chiaro dal Ddl e' la "costituzione di soli tre centri in Italia, uno al Nord, uno al Centro e l'altro al Sud, per la ricerca e la conservazione di queste staminali. Centri che, in quanto pubblici, devono poter accedere a fondi stabiliti a livello nazionale dal Servizio sanitario".
Il testo stabilisce anche che il personale di queste tre strutture, medico e sanitario, dovra' essere formato ad hoc. "Speriamo entro la legislatura di approvare la legge. Il Ddl e' pronto e c'e' c'e' gia stata anche la discussione della collega Anna Serafini in Commissione Igiene e sanita'. I testo non dovrebbe incontrare particolari intoppi perche' non ci sono particolari contrarieta' dei diversi gruppi politici. Anche perche' non riguarda in alcun modo le cellule staminali embrionali, che abbiamo voluto escludere per un principio di cautela".
"Spero che la sperimentazione sulle cellule staminali -ha detto Paola Binetti- prelevate dal cordone ombelicale, e i risultati ottenuti, spengano l'interesse degli scienziati nei confronti delle staminali embrionali". Binetti, oppositrice dell'uso delle cellule prelevate dagli embrioni per fini di ricerca, non tace la sua speranza. "So pero' che ci sono lobby e Paesi che la pensano in altro modo. Ognuno portera' avanti la propria battaglia. Non e' detto che vinca io o che vincano loro". Per la senatrice cattolica "e' necessaria una legge che non declini solo la liberta' individuale dei cittadini, ma lo metta in relazione con la responsabilita' sociale".
Per questa ragione il Ddl presentato in Commissione Igiene e sanita' del Senato recepisce le indicazioni dell'ordinanza del ministro della Salute Livia Turco, che stabilisce come "il sangue cordonale sia una donazione prevalentemente riservata a un uso autologo. Senza negare la possibilita', ancorche' remota che le staminali cordonali possano essere usate anche da chi, nei fatti, le ha donate alla nascita".

"Bastano tre centri, uno al Nord, uno al Centro e l'altro al Sud, per conservare le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale". Il genetista Bruno Dallapiccola, professore di Genetica medica all'universita' di Roma La Sapienza e componente del Comitato nazionale di bioetica, taglia corto e critica l'ipotesi di un proliferare di centri per la conservazione delle staminali cordonali.
L'esperto precisa: "La qualita' delle Banche italiane che conservano questo materiale e' eccellente, tanto che oltre il 50% del cordone donato e' finito all'estero. Ma 15 strutture sono troppe. Ne bastano una per il Nord, un'altra al Centro e una al Sud. Purtroppo questo risultato e' difficile da raggiungere per colpa della devoluzione, una tragedia per il Paese".
Dallapiccola critica la devolution che assegna la competenza sanitaria a ciascuna Regione, "anche su ambiti dove mancano le opportune professionalita'", e suggerisce un profondo ripensamento "anche per razionalizzare la spesa e i costi del Ssn".
Inoltre, il genetista denuncia il business attorno alle cellule del cordone ombelicale rischia di rastrellare importanti risorse della sanita' pubblica e delle famiglie. 'La donazione altruistica del cordone ombelicale e' di grande importante e valore, ma e' necessario fare capire che il gioco non vale la candela quando si parla di conservarlo per uso proprio perche' per il momento non esistono le ragioni scientifiche che giustifichino questo uso. Del resto e' noto che ci sono pressioni commerciali cosi' come che ogni mese in Italia 400 persone chiedono di consegnare il cordone del proprio figlio in una struttura privata', pagando di tasca propria migliaia di euro.
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