Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Corsa alla provetta prima della nuova legge

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La futura legge sulla fecondazione assistita provochera' piu' parti gemellari per le giovani donne, meno possibilita' di rimanere incinta per le italiane dai 38 anni in su. Gli specialisti vanno all'attacco del provvedimento, approvato a giugno dalla Camera e approdato ora al Senato, e, dal Convegno internazionale sul destino degli embrioni, ne mettono in evidenza i limiti e le contraddizioni. Tutti d'accordo nel sottolineare che la legge, cosi' com'e', causera' danni ai pazienti e isolera' il nostro Paese dal resto d'Europa, rallentando i progressi della ricerca. "Le coppie con problemi di fertilita' -sottolinea il ginecologo Carlo Flamigni (nella foto), che sara' in audizione in Commissione a Palazzo Madama- hanno paura che i divieti imposti riducano le possibilita' di avere un figlio ricorrendo alla fecondazione assistita. "Non si potranno utilizzare piu' di tre ovociti e non e' detto che da questi si ottengano tre embrioni, con la conseguenza che per le donne meno giovani sara' molto difficile rimanere incinta, mentre fra le piu' giovani aumenteranno le gravidanze plurigemellari". "Non solo, continua Flamigni, il limite di embrioni utilizzabili rendera' impossibile la diagnosi pre-impianto di eventuali anomalie genetiche". "Impiantando tre embrioni, visto che non si potranno piu' congelare come prevede la proposta di legge -spiega Filippo Ubaldi, responsabile clinico di Medicina e biologia della riproduzione all'European Hospital di Roma- avremo una gravidanza trigemina nel 10% delle coppie. Fra queste, ben il 40% delle donne partorira' precocemente, con un rischio molto elevato di nati prematuri o con handicap. E intanto e' scattata la corsa alla provetta. Le coppie italiane per paura che la legge, una volta approvata, limiti le possibilita' di avere un bimbo, anticipano i trattamenti. "Prima -spiega Andrea Borini responsabile clinico di Tecnobios Procreazione di Bologna- trascorrevano almeno fra i sei e gli otto mesi dal primo consulto alla decisione di sottoporsi a una tecnica di fecondazione assistita. Da giugno, cioe' da quando la legge ha ottenuto il primo via libera della Camera, le coppie non fanno passare piu' di un paio di mesi, cercando di anticipare il piu' possibile il trattamento. Non solo. Per paura dei divieti che la futura legge introdurra' sul congelamento degli embrioni, "molte coppie che gia' hanno embrioni congelati -riferisce Borini- chiedono di poter sottoporsi a una nuova stimolazione ovarica, per ottenere altri embrioni da mettere da parte. Una richiesta che, ovviamente, non possiamo accontentare".
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