Italia. Cortometraggi contro la droga premiati al Giffoni Film Festival
I ragazzi di tutta Italia sono pessimisti su una diminuzione del problema droga: sanno che l'uso di sostanze stupefacenti fa male ma sono anche convinti che e' ormai cosi' diffuso e ordinario che difficilmente potra' cessare.Protagonisti delle Concorso 'Don't kill your brain', realizzato nell'ambito della Campagna Nazionale di educazione e prevenzione contro l'uso di droghe della Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli studenti italiani delle scuole superiori, le loro paure e la loro visione nient'affatto ottimista l'hanno affidata a dei soggetti per sceneggiature cinematografiche: elaborati che stasera, nel corso del Giffoni Film Festival, saranno premiati. Storie, quelle raccontate dagli studenti italiani, che lasciano poco spazio al lieto fine e che grazie alla partnership che la Comunita' di San Patrignano, capofila della Campagna Nazionale, ha realizzato con l'Istituto Luce e con il Giffoni Film Festival, diventeranno filmati contro l'uso di droghe. Centinaia i lavori pervenuti da tutta Italia e tre i premi che stasera saranno assegnati: un premio per la categoria documentario, un altro per la categoria cinema ed un altro che sara' assegnato da Andrea Piersanti, presidente dell'Istituto Luce.
Le storie raccontate parlano chiaro. Per la categoria documentario il vincitore e' la classe seconda dell'Istituto Geometri di Sant'Angelo Lodigiano con l'elaborato 'Ely una storia comune'. Protagonista e' una sedicenne che fa uso di varie sostanze. Lo fa in modo inconsapevole tranne quando chiude gli occhi: e' in quel momento che le appaiono le immagini scientifiche dei danni che procura la droga.
La parodia del romanzo '1984' di George Orwell e', invece, al centro, di 'Il grande spinello - 2184', soggetto vincitore per la categoria Cinema. La classe quarta del Liceo scientifico Benedetto Croce di Palermo ha tratteggiato un futuro piu' che negativo. Siamo nel 2184 e tutti fanno uso di droghe. Esiste addirittura un comitato, con innumerevoli emissari, che controlla che cio' avvenga. Un gruppo, quasi con fare carbonaro, tenta di salvarsi. Non c'e' un finale, ce ne sono due: uno che libera gli uomini della droga e un altro che li rende per sempre prigionieri.
La storia di Alice nel paese delle meraviglie e', invece, al centro dell'elaborato 'L'adolescente Alice nel paese delle meraviglie' dell' Istituto statale di istruzione professionale di Gorizia, che ricevera' il premio dall'Istituto Luce. Proprio come nel romanzo, Alice ripercorre le stesse tappe: solo che tutte sono disseminate dalla droga, perfino il bianconiglio e' bianco perche' utilizza cocaina. Un lavoro, quest'ultimo, che grazie all'Istituto luce e alla Emme Film di Marco Gallo e Maurizio Aprea diventera' un cartone animato.
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