Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Costa e Soggiu contro marijuana e droghe sintetiche

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Secondo quanto e' emerso dalla conferenza che ha riunito gli operatori dell'Unione Europea che si occupano di lotta alla droga, il traffico di droga e' una delle principali fonti di sostentamento del terrorismo internazionale.
"Il terrorismo -ha dichiarato il direttore dell'Unodc Antonio Maria Costa- si alimenta in forte misura attraverso il reddito ricavato dal narcotraffico. E il giro di affari e' di diverse centinaia di milioni di dollari". Per questo, secondo Costa, in molti Paesi, e soprattutto in Afghanistan, "la lotta al narcotraffico e' anche lotta al terrorismo".
Costa ha quindi indicato nella zona dell'Asia centrale e nei Paesi Andini, "che sono poi le grandi zone in cui il terrorismo e' piu' forte", i Paesi in cui e' piu' stretto il rapporto tra il traffico di droga e il terrorismo.
D'accordo anche il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle politiche antidroga Pietro Soggiu, che ha assicurato che "esiste una connessione certa e documentata tra droga e terrorismo". Sappiamo, ha spiegato, "che il terrorismo ha necessita' di capitali enormi e che questi vengono forniti in gran parte dal narcotraffico". Per questo Soggiu lancia un appello affinche' i "miniminizzatori di professione" aprano gli occhi "sulla necessita' dell'inflessibilita' nella lotta alla droga in ogni parte del mondo".
I due anno anche lanciato un allarme sulle droghe sintetiche, i cui dati "sono allarmanti": un aumento del 70% dei consumi nei 5 anni che fa diventare "le droghe sintetiche il pericolo numero uno", al confronto con eroina e cocaina, il cui consumo e' rimasto stazionario negli ultimi anni. E 30 milioni di consumatori nell'arco di un anno, con una media di una pasticca all'anno. E un giro di affari di 65 miliardi di dollari di fatturato con un profitto aumentato del 3000%. Ma non solo: "le droghe sintetiche -ha assicurato Costa- provocano un danno serio, durevole e permanente. Possono portare all'Alzheimer, a psicosi e a danni gravi al cervello. Si tratta, di una roulette russa ed e' grave che ci sia chi le chiama droghe leggere (in realta' per 'droghe leggere' si intende di solito la cannabis, che non e' sintetica n.d.r.)".
Costa, quindi, attacca quella che definisce la "Lobby pro droga" che vorrebbe "diminuire o eliminare le convenzioni Onu contro la droga".
"Nelle nostre discoteche -dice Costa- si coltivano giovani il cui futuro e' incerto." Ma non ci sono solo le droghe sintetiche: secondo Costa oggi, la marijuana "e' ad altissima tossicita' e crea una generazione di giovani tossicodipendenti (tra i 14 e i 24 anni) anche perche' e' disponibile a prezzi bassissimi (anche 4 euro) ed e' tollerata da ambienti familiari che le vedono come il male minore nel panorama delle droghe".
La lotta alle droghe sintetiche "e' la vera sfida del futuro" anche secondo Pietro Soggiu, che le definisce "la minaccia piu' grave". Le pasticche, infatti, spiega, sono di piu' facile produzione e diffusione. "Attualmente servono milioni di ettari per coltivare droghe organiche, milioni di persone per raccoglierle e bisogna trasportare un volume di diverse tonnellate di sostanza. Con le droghe sintetiche, invece, con una piccola cucina e un chimico di non elevato spessore, utilizzando sostanze che si possono acquistare alla farmacia all'angolo, si puo' in pochi giorni produrre milioni di pasticche con guadagni enormi e rischi pari allo zero per chi produce".

"La lotta alla droga -ha detto il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri- e' una visione del mondo e della vita che dobbiamo sostenere nei parlamenti, nelle istituzioni e negli organi internazionali per combattere il flagello del nostro tempo, per respingere tentazioni di scorciatoie di legalizzazione e combattere una battaglia globale".
Combattere la droga, ha concluso il ministro, e' "un impegno incessante che va svolto a livello internazionale", perche' si tratta "di una lotta per la vita".

Secondo quanto affermano in una nota Sergio Boccadutri, dei giovani comunisti, e Francesco Piobbichi, responsabile droghe di Rifondazione Comunista, le affermazioni di Gasparri e Costa sono "gravissime" e "esilaranti".
I due esponenti del Prc si chiedono se posizioni simili "rispondano alla lotta al narcotraffico o siano invece pura propaganda del governo, con un uso privatistico delle istituzioni giuridiche, di controllo e di repressione, al solo fine di creare un clima favorevole all'approvazione del ddl Fini sulle droghe. Bastano due esempi per confutare le parole di Gasparri e Costa: dopo la guerra in Afghanistan, la produzione di oppio e' sensibilmente aumentata, prodotta sui territori controllati dagli alleati dell'esercito americano contro i Talebani e l'Alleanza del Nord; in Bolivia la guerra alla droga raramente colpisce i narcotrafficanti e la cocaina si produce grazie a sintesi chimica con elementi prodotti negli Usa e di cui la Bolivia non ha alcuna capacita' produttiva. Se invece e' vero che la guerra genera nuovo terrorismo come gli attentati di questi giorni hanno confermato, e' vero anche che il proibizionismo genera guerre: un motivo in piu' per essere antiproibizionisti".
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