Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Italia. Cozza (Cgil) e Viale: inaccettabile ingerenza del Vaticano sulla sanita' italiana

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Una ingerenza non accettabile'.
Cosi' Massimo Cozza, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, commenta la dichiarazione finale della XIII assemblea generale della Pontificia accademia per la vita che invita i medici obiezione di coscienza laddove le norme legislative prevedessero azioni che mettono in pericolo la tutela della vita umana.
'I 200 mila medici che lavorano per la sanita' pubblica sono tenuti a rispettare le norme dello stato. Lo stesso codice deontologico prevede l'obiezione di coscienza del medico per l'interruzione volontaria di gravidanza nell'ambito della legge, e non su indicazione del Vaticano'.
'Cosi' come giustamente l' Ordine di Cremona non ha condannato il medico che ha staccato la spina nel caso Welby. La sanita' pubblica italiana deve rimanere laica, e non puo' e non deve essere condizionata dal Vaticano, ma deve invece andare verso l' estensione della liberta' di ricerca scientifica, la possibilita' di ricorso all' aborto farmacologico e di una giusta procreazione medicalmente assistita'.

Dichiarazione di Silvio Viale ginecologo dell'ospedale S.Anna di Torino ed esponente radicale della Rosa nel Pugno:
Il documento della Pontificia Accademia per la Vita sull'obiezione di coscienza generalizzata è un invito al sabotaggio; l'obiettivo è impedire che le donne possano accedere all'aborto, alla contraccezione e alla fecondazione assistita. Un ministro donna ha il dovere etico di reagire.
Per l'aborto, creando un clima ostile, in assenza di ogni gratificazione personale, si vuole mantenere la 194 ai margini della sanità, inducendo ad una obiezione di comodo. Non è un caso che per la fecondazione assistita l'obiezione non esista, essendo la coscienza annebbiata da ben altre gratificazioni. L'obiezione è invece il tallone di Achille della 194. Per questo, nel progetto di legge di miglioramento della 194, la Rosa nel Pugno propone che almeno il 50% dei ginecologi ospedalieri sia non obiettore.
Pretestuosa e assurda è l'obiezione sulla contraccezione di emergenza -la cosiddetta "pillola del giorno dopo"- poiché non vi è alcun un intervento abortivo, come emerge dalla letteratura scientifica, non essendoci alcuna gravidanza e non distruggendo alcun embrione.
E' ora che il ministro agisca, per non essere complice.
Per la contraccezione di emergenza sollecito una risposta alla lettera aperta che le avevo inviato in occasione dell'8 marzo, per chiedere l'abolizione della ricetta, lasciando quindi alla donna, e alla coppia, eventuali problemi di coscienza.
Per la 194 si favorisca l'introduzione della RU486 che, tra l'altro, ridurrebbe l'impatto dell'obiezione di coscienza. Il ministro ha dichiarato che attende la richiesta di registrazione; nel frattempo, però, sarebbe interpretato come un segnale positivo verso le donne e gli operatori della 194, se il ministero promuovesse seminari ed aggiornamenti sulla RU486, come prevede l'articolo 15 della 194. In entrambi i casi si tratterebbe di fatti; non solo di parole.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →