Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Croce Rossa: inutile Nas nelle scuole

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Una proposta che lo lascia perplesso: cosi' Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana, ha commentato al Giornale radio di Teleradiostereo l'ipotesi di inviare i Nas nelle scuole per contrastare la diffusione degli spinelli.
'Quando lo Stato mostra i muscoli -ha spiegato Barra, che e' anche fondatore della comunita' per tossicodipendenti di Roma Villa Maraini- e' segnale di sconfitta. Preferisco il protagonismo dei giovani alla repressione, che serve a poco. Se si pesca un ragazzo con uno spinello non si fa altro che farlo diventare un fascicolo. Prendete il caso di quel povero ragazzo che e' deceduto: tutti sanno che l'hashish non e' mortale, eppure si e' osato dire che la causa del decesso era quella'.
Barra si dice contrario a 'una prevenzione basata su messaggi banali del tipo: 'non farlo perche' fa male''.
Bisogna, ha detto, 'creare nei ragazzi la capacita' di distinguere l'utile dal dannoso, il conveniente dallo sconveniente. Io non giudico e mi limito a curare chi e' affetto da questa dipendenza, ma vanno distinti quattro livelli: uso, abuso, dipendenza e mania. Dire che le droghe sono tutte uguali non aiuta'.
'Le leggi di questi anni? In questo mondo mediatizzato un ministro deve mandare dei segnali, conta piu' una battuta in tv che una legge. E i ministri si adeguano'.

Il sottosegretario alla Giustizia, Daniela Melchiorre, non critica, in via di principio, la proposta del ministro Turco di far intervenire i carabinieri nelle scuole e chiede che contro la droga si attuino politiche condivise nell'ottica della prevenzione.
'Non scaglio una pietra contro la Turco', ha detto il sottosegretario a margine una presentazione di una nuova iniziativa a favore degli adolescenti di Don Antonio Mazzi. 'Ma in un ottica di medio periodo occorre trovare modalita' condivise nell'ottica della prevenzione'. Per il sottosegretario alla Giustizia quella della Turco e' stata una proposta forte per rispondere ad una situazione d'emergenza.
'Trovare una ricetta equilibrata tra educazione e repressione non e' facile. Se ne deve parlare. Una soluzione non l'ha trovata nessuno'.
Pertanto l'intervento dei carabinieri nelle scuole, per il sottosegretario, puo' anche essere necessario in casi particolarmente problematici. 'Un insegnante dovrebbe capire da solo i fenomeni; ma ci sono casi di gravi problematicita' e se l'insegnante non e' in grado di farlo, allora, in via iniziale, si puo' anche pensare a questo'.
Infine Daniela Melchiorre, rispondendo all'invito di don Mazzi di proporre modelli positivi per i piu' giovani, ha annunciato un nuovo provvedimento da parte dell'esecutivo. 'Il governo sta lavorando a un disegno per regolamentare la pubblicita' delle bevande alcoliche'.

"I cani a scuola servono a poco e niente per fermare lo spaccio di droga e servono molto invece a 'rassicurare', e dunque ad abbassare la guardia, favorendo la deresponsabilizzazione delle famiglie, della scuola e dei ragazzi stessi". Lo afferma in una nota il consigliere Roberto Pinter (Ds) in relazione all'intervento del ministro Turco.
"Carabinieri e polizia a scuola non fermano la criminalita' organizzata, fermeranno forse i piu' sprovveduti ma la droga continuera' a girare, tra i figli delle famiglie bene e fuori delle scuole. Si continuera' cosi' a inseguire il piccolo spaccio, a mantenere bassa la capacita' delle forze dell'ordine nella repressione del grande traffico di droghe e ancor piu' bassa la capacita' di prevenzione.
Esattamente il contrario di quello che serve".
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