Italia. Css sui grandi prematuri: la decisione finale spetta solo al medico, non ai genitori
Nessun 'rigido schematismo', non esistono limiti di settimane di gestazione per guidare la mano del rianimatori nei reparti di terapia intensiva neonatale, dove arrivano i piccolissimi, i neonati molto prematuri. Gli esperti del Consiglio Superiore di Sanita' hanno inviato al ministro della Salute Livia Turco un parere, largamente condiviso (su 46 votanti 45 voti a favore ed un solo astenuto) nel quale si sostiene la necessita' di assistere evitando l'accanimento ma anche posizioni dogmatiche. Il neonato estremamente prematuro dovra' essere rianimato per evidenziare eventuali capacita' vitali tali da prevedere la possibilita' di sopravvivenza. Qualora 'l'evoluzione clinica dimostrasse che l'intervento e' inefficace, si dovra' evitare che le cure intensive si trasformino in accanimento terapeutico'. Al neonato, si spiega nel documento, dovranno comunque essere sempre offerte 'idratazione ed alimentazione compatibili con il suo quadro clinico e le altre cure compassionevoli, trattandolo sempre con atteggiamento di rispetto, amore e delicatezza'. Gli esperti, nel parere che risponde alle richieste di informazioni del ministro Livia Turco, formulate agli esperti lo scorso 7 gennaio, ricordano come con il crescere dell'eta' gestazionale aumenti la probabilità di sopravvivenza. Gli esperti dell'organo consultivo del ministro sottolineano anche l'esigenza di organizzare ed assicurare 'adeguate cure ed assistenza, anche domiciliare, garantendo la presa in carico e il follow-up fino all'età scolare'. Per il presidente del Consiglio Superiore di Sanita' (Css), Franco Cuccurullo, 'e' noto che sotto una certa eta' di gestazione le probabilita' di sopravvivenza si azzerano - sotto la 22esima settimana - ma e' necessario intervenire senza rigidi schematismi'. Un punto fondamentale che prescinde quindi da limiti fissati in modo accademico e che valorizza la capacita' di valutazione, caso per caso, in scienza e coscienza. Il secondo punto sottolineato da Cuccurullo e' quello della condivisione delle scelte con i genitori: 'devono essere informati senza tecnicismi, con chiarezza ed umanita'. Bisogna perseguire in ogni modo - ha concluso - la condivisione delle scelte sulle cure da seguire con l'obiettivo prioritario della salvaguardia della vita'. Il documento supera cosi' gli orientamenti di una precedente commissione ministeriale secondo la quale andavano assicurate solo cure compassionevoli per i feti molto prematuri nati alla 22/a settimana; 'adeguata assistenza' dalla 23/a settimana, mentre dalla 24/a settimana il 'trattamento intensivo e' sempre indicato'. Il gruppo di lavoro 'Cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse (22-25 settimane)', istituito lo scorso aprile dal Ministro Turco e coordinato dal presidente del Consiglio superiore sanita' professor Franco Cuccurullo e dalla dottoressa Maura Cossutta, aveva messo l'atto all'esame dello stesso Consiglio superiore di sanita'.
E' evidente che il parere rilasciato ieri dal Consiglio superiore di Sanita' (Css) sui grandi prematuri 'riconduce alla responsabilita' del medico una scelta molto difficile'. A sottolinearlo e' stato Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita', questa mattina durante la trasmissione di Radio24 'Vivavoce'. 'Il medico secondo il Css, ha cosi' la responsabilita' di una scelta molto difficile, tra il garantire l'assistenza a chi nasce e il riconoscere quando questa diventa accanimento terapeutico'.
"Un inno alla vita. Il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanita' sul dovere del medico di rianimare i nati prematuri e' una decisione storica. Oggi viene sancito e riconosciuto un principio fondamentale: nessun limite temporale e nessun vincolo puo' essere posto al diritto alla vita nascente del feto nato prematuro. Il medico deve decidere caso per caso e soprattutto, prevalendo in ogni caso la tutela della vita, deve tentare comunque di rianimare, in presenza di indubitabili capacita' vitali del feto. Dopo il Comitato nazionale di Bioetica anche il Css si esprime in tal senso. Un brutto colpo per i paladini della cultura della morte. Spero che la laicita' della fonte induca la sinistra italiana ad evitare qualunque tipo di mistificazione ideologica". Lo afferma Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
E' evidente che il parere rilasciato ieri dal Consiglio superiore di Sanita' (Css) sui grandi prematuri 'riconduce alla responsabilita' del medico una scelta molto difficile'. A sottolinearlo e' stato Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita', questa mattina durante la trasmissione di Radio24 'Vivavoce'. 'Il medico secondo il Css, ha cosi' la responsabilita' di una scelta molto difficile, tra il garantire l'assistenza a chi nasce e il riconoscere quando questa diventa accanimento terapeutico'.
"Un inno alla vita. Il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanita' sul dovere del medico di rianimare i nati prematuri e' una decisione storica. Oggi viene sancito e riconosciuto un principio fondamentale: nessun limite temporale e nessun vincolo puo' essere posto al diritto alla vita nascente del feto nato prematuro. Il medico deve decidere caso per caso e soprattutto, prevalendo in ogni caso la tutela della vita, deve tentare comunque di rianimare, in presenza di indubitabili capacita' vitali del feto. Dopo il Comitato nazionale di Bioetica anche il Css si esprime in tal senso. Un brutto colpo per i paladini della cultura della morte. Spero che la laicita' della fonte induca la sinistra italiana ad evitare qualunque tipo di mistificazione ideologica". Lo afferma Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
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