Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Un cuore "nuovo" grazie alle staminali

U.E. - ITALIA
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Il possibile utilizzo delle cellule staminali per la ricostruzione del tessuto miocardico e la necessita' di una rete nazionale che raccolga i dati di questa nuova metodologia: sono questi i temi affrontati nel corso del secondo incontro della IX edizione dei Seminari palermitani di cardiologia, che si e' svolto il 30 novembre nell'Aula magna dell'Ospedale Cervello di Palermo.
Al dibattito hanno partecipato Roberto Latini capo dipartimento cardiovascolare dell'istituto Mario Negri di Milano e Aldo Maggioni, direttore del centro studi dell'Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri). "C'e' la possibilita' di una svolta epocale in cardiologia -spiega Francesco Clemenza, responsabile dell'unita' scompenso cardiaco dell'Ismett di Palermo- proprio grazie al possibile utilizzo delle cellule staminali. L'obiettivo terapeutico e' quello di riuscire ad inoculare nel tessuto del miocardio delle cellule staminali totipotenti. Una volta impiantate, queste particolari cellule sono in grado di assumere le stesse caratteristiche dell'organo leso".
Non si tratta di fantascienza, poiche' alcuni interventi di ricostruzione sono gia' stati eseguiti a Milano, Padova ed anche a Sciacca (Agrigento) dove opera la banca del cordone ombelicale. "Il vero problema che dobbiamo risolvere e' capire come, dove ed in quale quantita' inoculare le cellule. Pero', dal punto di vista delle ricerca scientifica siamo gia' nella fase di randomizzazione, ovvero quel periodo in cui questa metodologia puo' essere messa a confronto con le terapie tradizionali, comparandone efficacia, dati di sopravvivenza e qualita' della vita per i pazienti a medio e lungo termine. Per far si' che questa fase possa essere validata sul piano della ricerca scientifica, e' necessario raccogliere tutti i dati, per indirizzare al meglio le nostre scelte". Sul piano etico, poi, l'utilizzo delle staminali in cardiologia non fa sollevare alcun tipo di obiezione. "In cardiologia -dice Clemenza- si utilizzano le cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale o, in alternativa tessuti del midollo osseo, fatto questo che presuppone anche la possibilita' del trapianto autologo, ovvero dell'autodonazione".
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