Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Dal libro, un film sulla violenza di un centro di recupero

Notizia ·
Un libro coraggioso sulle sevizie e vessazioni perpetrate dalle comunita' per il recupero dei drogati che sta per diventare un film realizzato dalla Colorado di Maurizio Totti. E' "Mara come me, omicidio in una comunita'" di Marco Salvia (Stampa Alternativa, pp.121, Euro 9.00).
"La Colorado ha comprato i diritti del libro quando ancora era in bozze", spiega l'autore quarantenne. Una cosa confermata da Maurizio Totti che pur non rivelando nulla del progetto sottolinea: "puo' diventare davvero un bellissimo film che potrebbe ricordare 'Fuga di mezzanotte' o 'Magdalene', quei lavori in cui e' presente il tema della coercizione e della privazione della liberta', ma anche un tema che va trattato con grande cura perche' non diventi solo cronaca".
Tutto inizia davanti a un cancello chiuso, quello di una comunita' per disintossicarsi, dove Fausto e Maura sono in speranzosa attesa di entrare per essere curati, ma una volta dentro, la loro vita si trasformera' in un incubo fatto di violenze e sevizie subite.
"Mara come me" e' una racconto di fantasia dice Marco Salvia nell'introduzione al libro, ma poi raggiunto telefonicamente ammette che di fantasia c'e' n'e' ben poca: "e' una cosa che ho vissuto in prima persona anche se per un breve periodo di tempo e dunque so cosa dico". Ma la cosa che non sopporta e' il fatto che: "nonostante il mio libro parli di soprusi che hanno valenza penale nessuno ne parli".
Cosa accade in queste comunita'? "Soprattutto c'e' la volonta' di snaturare le persone a cui si applica un vero e proprio lavaggio del cervello e tutto questo approfittandosi di una situazione drammatica per tornaconto economico".
Il sistema che poi si crea all'interno di queste comunita' non puo' che essere fallimentare "e quelli che si salvano sono davvero pochi. In genere quelli che restano agganciati alla comunita' e sono cosi' protetti dal mondo esterno".
"Dove stanno le cifre economiche di queste comunita'? E chi le controlla? Probabilmente nessuno", continua l'autore del libro.
"In Mara come me" la puntuale cronaca della storia di una comunita' dove i ragazzi sono obbligati al silenzio, fuori da qualsiasi comunicazione con i propri cari, in trappola senza vie di fuga e oggetto di tutta una serie di costrizioni, vessazioni fisiche e psicologiche: "siamo i responsabili della tua lurida figura di tossico mezza tacca" gli dice la prima sera il capogruppo al protagonista del romanzo Fausto. E ancora la costrizione a svolgere un lavoro inutile, nonostante il dolore provocato dall'astinenza e dalle botte: "la cura lavorativa di cui facevo la prima esperienza -racconta il protagonista- assomigliava ai lavori forzati di un tempo, togliere al sudore di un uomo un qualsiasi significato o utilita' appariva un modo in piu' per delegittimarlo, per ridurlo al rango di una bestia da soma".
Sopra tutti, infine, la figura di Adelmo, il capo temuto, terribile, a cui sottomettersi che ogni sera riempie i suoi adepti di sermoni apocalittici sulla loro trascorsa malvagita' e spiegazioni fanatiche sulle regole non scritte della societa'.
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