Italia. Dall'Ue una speranza di avvicinamento alle bioscienze…
La Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche (Fast) ha realizzato "Science Generation", un progetto pilota della Direzione generale Ricerca della Commissione europea che ha l'obiettivo di avvicinare le bioscienze al grande pubblico. Avviato nel 2001 in Francia, lo studio coinvolge anche l'Italia e la Svezia. Nel nostro Paese la Fast ha scelto un campione di analisi in tre regioni: Sicilia, Lazio e Lombardia. Sono state individuate tre fasce di persone: genitori, giovani e insegnanti, che sono state interpellate dalla Commissione europea e sono entrate nel cosiddetto "network pilota" di cittadini europei chiamati a ascoltare, apprendere ma soprattutto a dare opinioni e proposte.
In Sicilia il campione e' costituito da 45 soggetti selezionati a Catania, Scordia e Mussomeli. Dopo due incontri tenutisi a Catania, genitori, studenti e insegnanti sono andati a Milano insieme con i "colleghi" delle altre due regioni per confrontarsi con scienziati e politici sulle bioscienze, le biotecnologie, gli Ogm, l'etica e i rischi. Che impatto hanno sulla collettivita' le ricerche genetiche che hanno portato alla clonazione della pecora Dolly? Cosa si pensa della manipolazione genetica in agricoltura?
I risultati del sondaggio parlano chiaro: se da un lato si dice si' ai test tendenti a migliorare le condizioni della vita umana, dall'altro c'e' un timore diffuso nei confronti della clonazione. E ancora: e' necessario mettere in pratica i risultati delle ricerche scientifiche al solo scopo di risolvere i problemi: in medicina, per esempio, per sconfiggere i mali a tutt'oggi incurabili. C'e', tutto sommato, una diffusa cautela e fiducia con riserva nei confronti della scienza; una sorta di disincanto e, soprattutto, una richiesta: chi controlla i risultati degli studi di laboratorio e le loro applicazioni? Al contempo si e' delusi per la mancanza di un'informazione adeguata. Da qui al ruolo dei mezzi di comunicazione il passo e' breve: per la divulgazione ci si fida di piu' degli addetti ai lavori, cioe' gli scienziati, e poco dei giornalisti (85% degli intervistati). Nessun credito viene dato alle comunicazioni dei politici e del Governo in particolare. Canali divulgativi: la tv, innanzi tutto, e poi Internet, giornali e radio.
"Sullo sfondo - sono le considerazioni conclusive dello studio -, una situazione di grande incertezza per un futuro sempre piu' nebuloso e "precario" e una situazione tutta italiana di drastico ridimensionamento del settore cultura e ricerca: non dovrebbe stupire allora che i ragazzi non considerino la ricerca scientifica una prospettiva da prendere in grande considerazione, per il proprio futuro".
In Sicilia il campione e' costituito da 45 soggetti selezionati a Catania, Scordia e Mussomeli. Dopo due incontri tenutisi a Catania, genitori, studenti e insegnanti sono andati a Milano insieme con i "colleghi" delle altre due regioni per confrontarsi con scienziati e politici sulle bioscienze, le biotecnologie, gli Ogm, l'etica e i rischi. Che impatto hanno sulla collettivita' le ricerche genetiche che hanno portato alla clonazione della pecora Dolly? Cosa si pensa della manipolazione genetica in agricoltura?
I risultati del sondaggio parlano chiaro: se da un lato si dice si' ai test tendenti a migliorare le condizioni della vita umana, dall'altro c'e' un timore diffuso nei confronti della clonazione. E ancora: e' necessario mettere in pratica i risultati delle ricerche scientifiche al solo scopo di risolvere i problemi: in medicina, per esempio, per sconfiggere i mali a tutt'oggi incurabili. C'e', tutto sommato, una diffusa cautela e fiducia con riserva nei confronti della scienza; una sorta di disincanto e, soprattutto, una richiesta: chi controlla i risultati degli studi di laboratorio e le loro applicazioni? Al contempo si e' delusi per la mancanza di un'informazione adeguata. Da qui al ruolo dei mezzi di comunicazione il passo e' breve: per la divulgazione ci si fida di piu' degli addetti ai lavori, cioe' gli scienziati, e poco dei giornalisti (85% degli intervistati). Nessun credito viene dato alle comunicazioni dei politici e del Governo in particolare. Canali divulgativi: la tv, innanzi tutto, e poi Internet, giornali e radio.
"Sullo sfondo - sono le considerazioni conclusive dello studio -, una situazione di grande incertezza per un futuro sempre piu' nebuloso e "precario" e una situazione tutta italiana di drastico ridimensionamento del settore cultura e ricerca: non dovrebbe stupire allora che i ragazzi non considerino la ricerca scientifica una prospettiva da prendere in grande considerazione, per il proprio futuro".
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