Italia. Ddl sul testamento biologico firmato da 8 senatori dell'Ulivo
Una normativa sul testamento biologico che offra una soluzione al problema dell'interruzione dei trattamenti sanitari e dell'accanimento terapeutico. E' questo l'obiettivo di un disegno di legge sottoscritto da otto senatori dell'Unione e che conta tra i primi firmatari il presidente della Commissione Sanita', Ignazio Marino (Ulivo), e il presidente dello stesso gruppo, Anna Finocchiaro.
Numerose le novita' prospettate dal progetto, in particolare la possibilita' di indicare in un documento le proprie volonta' e di affidarne a un fiduciario la fedele interpretazione. Con questa legge -spiegano i firmatari in una nota- ogni persona nel pieno delle proprie capacita' mentali potra' sottoscrivere un documento e indicare quali trattamenti sanitari e' disposto ad accettare qualora si trovasse un giorno nelle condizioni di non poter decidere personalmente. In presenza di tale documento, i sanitari saranno tenuti a seguire le indicazioni fornite dal paziente e, per assicurarne la corretta applicazione, dovra' essere indicato anche un fiduciario, ovvero una persona in grado di fare rispettare le volonta' del paziente ed eventualmente di interpretarle.
La figura del fiduciario rappresenta una delle principali novita' rispetto alle proposte del passato: "Il fiduciario -afferma nella nota Ignazio Marino- rappresenta una garanzia in piu'. Pensiamo a una persona che conosca bene il pensiero del paziente e il suo modo di vedere la vita e la morte. Una figura indispensabile per adattare quanto indicato nel testamento biologico ai continui progressi della medicina, per cui quello che puo' essere scritto oggi potrebbe non valere piu' tra 15 anni. In questo modo il fiduciario sapra' interpretare le volonta' e agire nel modo migliore per il malato".
"Il secondo punto qualificante del testo presentato dall'Unione -spiega ancora Marino- riguarda il coinvolgimento del Comitato etico dell'ospedale nel caso di conflitto tra il medico curante e il fiduciario o i parenti del paziente. Qualora il medico ritenga di dover agire diversamente da quanto indicato nel testamento biologico, sarebbe infatti necessario coinvolgere tale Comitato per valutare le motivazioni del medico, per confrontare le indicazioni del testamento biologico e giungere a una decisione che salvaguardi il migliore interesse del malato".
Con questa legge "intendiamo tutelare i pazienti dal rischio di accanimento terapeutico, ma anche aiutare i medici, che oggi si trovano nella condizione di poter essere accusati di omicidio volontario se decidono di interrompere le terapie a un paziente quando non esiste piu' una ragionevole speranza di riportarlo ad una condizione di vita accettabile. Infine - conclude il senatore - crediamo che questo strumento possa sollevare anche le famiglie italiane che oggi si trovano condannate a vivere in condizioni di sofferenza e di tragedia perche' nessuna legge consente di staccare la spina quando non ci sono piu' speranze di poter salvare il loro familiare".
Sarebbe un "bel segno di attenzione e di ascolto" per chi soffre se il Parlamento "trovasse una soluzione, equilibrata e seria, sul testamento biologico". Lo ha detto il ministro per i diritti e le pari opportunita' Barbara Pollastrini che oggi pomeriggio ha illustrato il programma del suo ministero in Commissione affari costituzionali del Senato.
Il ministro, sottolineando che il suo "punto cardinale sara' l'amore ed il rispetto delle persone", ha precisato: "da come si nasce a come si vivono i momenti drammatici del dolore della malattia. Si tratta di cogliere con spirito di cautela cio' che mettono a disposizione scienza e medicina nella loro liberta' e nel perimetro di limiti invalicabili. Penso al testamento biologico. Sarebbe un segno importante che questo Parlamento trovasse una soluzione equilibrata e seria. Sarebbe un segno di ascolto" per chi soffre.
Sul testamento biologico c'e' ambiguita' da parte del ministro per le pari opportunita', Barbara Pollastrini. Ad affermarlo Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An. "Se la Pollastrini si riferisce alla proposta di 'dichiarazione anticipata di trattamento' approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003 -spiega Pedrizzi- siamo d'accordo. Tale proposta, infatti, dice no sia all'eutanasia (cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte) sia all'accanimento terapeutico (cioe' alle cure ormai inefficaci), stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico". Se invece la ministra pensa al testamento biologico "alla Veronesi", ad esempio, "non se ne parla". Tale proposta, infatti, "oltre ad essere inaccettabile dal punto di vista etico- conclude Pedrizzi- e' incostituzionale e giuridicamente contraria al nostro ordinamento, perche' costituisce il cavallo di Troia per l'autorizzazione dell'eutanasia, del suicidio assistito e dell'abbandono terapeutico, e nulla ha a che vedere con il dovere di evitare forme di accanimento terapeutico".
Numerose le novita' prospettate dal progetto, in particolare la possibilita' di indicare in un documento le proprie volonta' e di affidarne a un fiduciario la fedele interpretazione. Con questa legge -spiegano i firmatari in una nota- ogni persona nel pieno delle proprie capacita' mentali potra' sottoscrivere un documento e indicare quali trattamenti sanitari e' disposto ad accettare qualora si trovasse un giorno nelle condizioni di non poter decidere personalmente. In presenza di tale documento, i sanitari saranno tenuti a seguire le indicazioni fornite dal paziente e, per assicurarne la corretta applicazione, dovra' essere indicato anche un fiduciario, ovvero una persona in grado di fare rispettare le volonta' del paziente ed eventualmente di interpretarle.
La figura del fiduciario rappresenta una delle principali novita' rispetto alle proposte del passato: "Il fiduciario -afferma nella nota Ignazio Marino- rappresenta una garanzia in piu'. Pensiamo a una persona che conosca bene il pensiero del paziente e il suo modo di vedere la vita e la morte. Una figura indispensabile per adattare quanto indicato nel testamento biologico ai continui progressi della medicina, per cui quello che puo' essere scritto oggi potrebbe non valere piu' tra 15 anni. In questo modo il fiduciario sapra' interpretare le volonta' e agire nel modo migliore per il malato".
"Il secondo punto qualificante del testo presentato dall'Unione -spiega ancora Marino- riguarda il coinvolgimento del Comitato etico dell'ospedale nel caso di conflitto tra il medico curante e il fiduciario o i parenti del paziente. Qualora il medico ritenga di dover agire diversamente da quanto indicato nel testamento biologico, sarebbe infatti necessario coinvolgere tale Comitato per valutare le motivazioni del medico, per confrontare le indicazioni del testamento biologico e giungere a una decisione che salvaguardi il migliore interesse del malato".
Con questa legge "intendiamo tutelare i pazienti dal rischio di accanimento terapeutico, ma anche aiutare i medici, che oggi si trovano nella condizione di poter essere accusati di omicidio volontario se decidono di interrompere le terapie a un paziente quando non esiste piu' una ragionevole speranza di riportarlo ad una condizione di vita accettabile. Infine - conclude il senatore - crediamo che questo strumento possa sollevare anche le famiglie italiane che oggi si trovano condannate a vivere in condizioni di sofferenza e di tragedia perche' nessuna legge consente di staccare la spina quando non ci sono piu' speranze di poter salvare il loro familiare".
Sarebbe un "bel segno di attenzione e di ascolto" per chi soffre se il Parlamento "trovasse una soluzione, equilibrata e seria, sul testamento biologico". Lo ha detto il ministro per i diritti e le pari opportunita' Barbara Pollastrini che oggi pomeriggio ha illustrato il programma del suo ministero in Commissione affari costituzionali del Senato.
Il ministro, sottolineando che il suo "punto cardinale sara' l'amore ed il rispetto delle persone", ha precisato: "da come si nasce a come si vivono i momenti drammatici del dolore della malattia. Si tratta di cogliere con spirito di cautela cio' che mettono a disposizione scienza e medicina nella loro liberta' e nel perimetro di limiti invalicabili. Penso al testamento biologico. Sarebbe un segno importante che questo Parlamento trovasse una soluzione equilibrata e seria. Sarebbe un segno di ascolto" per chi soffre.
Sul testamento biologico c'e' ambiguita' da parte del ministro per le pari opportunita', Barbara Pollastrini. Ad affermarlo Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An. "Se la Pollastrini si riferisce alla proposta di 'dichiarazione anticipata di trattamento' approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003 -spiega Pedrizzi- siamo d'accordo. Tale proposta, infatti, dice no sia all'eutanasia (cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte) sia all'accanimento terapeutico (cioe' alle cure ormai inefficaci), stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico". Se invece la ministra pensa al testamento biologico "alla Veronesi", ad esempio, "non se ne parla". Tale proposta, infatti, "oltre ad essere inaccettabile dal punto di vista etico- conclude Pedrizzi- e' incostituzionale e giuridicamente contraria al nostro ordinamento, perche' costituisce il cavallo di Troia per l'autorizzazione dell'eutanasia, del suicidio assistito e dell'abbandono terapeutico, e nulla ha a che vedere con il dovere di evitare forme di accanimento terapeutico".
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