Italia. Dea e Fbi vertice a Reggio Calabria contro i traffici di droghe
E' in corso nella Questura di Reggio Calabria un incontro tecnico-operativo, coordinato dalla Direzione centrale per i servizi antidroga nell'ambito del Comitato Italia-Usa, istituito negli anni 80 per una piu' efficace azione di contrasto al crimine organizzato.Alla riunione partecipano funzionari e ufficiali della Direzione centrale per i servizi antidroga, magistrati della Direzione nazionale antimafia, funzionari dell'Ufficio della Dea presso l'Ambasciata Usa in Roma, funzionari dell'ufficio Fbi presso l'Ambasciata Usa in Roma, ufficiali del Comando provinciale carabinieri Reggio Calabria, ufficiali del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri di Roma, ufficiali del Comando generale Guardia di Finanza, ufficiali del Nucleo regionale polizia tributaria della Calabria, ufficiali del Servizio centrale investigazione criminalita' organizzata (Scico) della Guardia di finanza, ufficiali della Direzione investigativa antimafia, funzionari del Servizio centrale operativo della polizia di Stato.
La scelta di Reggio Calabria risponde ad una precisa esigenza investigativa emersa nel corso dei lavori del tavolo tecnico bilaterale, dato il particolare interesse posto dalle agenzie statunitensi Fbi e Dea sulle attivita' nel campo del traffico degli stupefacenti poste in essere dalla 'ndrangheta.
E', infatti, un dato acclarato che le cosche mafiose calabresi, oltre a tenere stretti contatti con i cartelli colombiani per l'acquisto ed il successivo smercio in Italia di cocaina, rappresentano i "referenti" di altre organizzazioni criminali, anche di altri paesi, per l'acquisto e il trasporto di cocaina da riversare non solo nel mercato italiano ma anche in quello di altri Paesi europei.
Ecco perche' mettere a fattore comune il bagaglio conoscitivo di ogni singola forza di polizia costituisce un valore aggiunto di grandissimo rilievo per ottimizzare le risorse disponibili in quella che puo' considerarsi una vera e propria lotta senza confini territoriali al crimine organizzato.
In tale opera e' quanto mai essenziale una fattiva azione di coordinamento dell'Autorita' giudiziaria, qui presente con i vertici della Dna, gia' verificata in innumerevoli casi giudiziari, portati avanti dagli organi investigativi.
Infatti, le evidenti complessita' procedurali emerse nel corso delle indagini, sono state superate grazie alla preziosa azione di coordinamento della Dna e delle varie Procure distrettuali interessate consentendo cosi' di imprimere forti accelerazioni nella fase repressiva, con i risultati che sono davanti agli occhi di tutti.
Il supporto dell'intelligence americana rappresenta altresi' un passaggio indispensabile per realizzare questo progetto di forte collaborazione tra Italia e Usa, atteso che un numero considerevole di famiglie appartenenti a cosche calabresi sono insediate da tempo in Canada, negli Usa ed in Australia.
"La 'ndrangheta e' capace di riorganizzarsi continuamente e guarda all'Africa come nuova porta d' ingresso della cocaina in Europa. La nostra banca dati ci porta a concludere che operazioni di riciclaggio stanno interessando anche paesi arabi dell'area del Golfo, fino a poco tempo fa esenti dall'interesse criminale della ndrangheta". E' quanto ha detto il responsabile delle operazioni del servizio centrale antidroga che sta partecipando al vertice in corso a Reggio Calabria.
"L'azione di contrasto -ha detto Alberto Cisterna, sostituto procuratore nazionale della Dna durante un incontro con i giornalisti- nei confronti del traffico degli stupefacenti resta fondamentale, ma e' altrettanto importante, ed e' giunto il momento di affrontare con piu' determinazione investigativa la questione, i percorsi di riciclaggio del danaro frutto della produzione illimitata di stupefacente, soprattutto la cocaina. Come abbiamo potuto verificare recentemente, la mafia, con i Caruana-Cuntrera e i Rizzato, avevano affidato ingenti capitali ad un imprenditore per realizzare il Ponte sullo Stretto. Dobbiamo dunque lavorare per scovare e colpire quella che appare come un' autentica struttura finalizzata al riciclaggio del danaro proveniente dai traffici di droga, a cui anche la ndrangheta, con il suo ruolo sempre piu' dominante, affida ingenti capitali da ricollocare in attivita' economiche legali".
La 'ndrangheta e Cosa Nostra, secondo quanto si e' appreso, stanno ormai spostando i loro interessi nell'area Euro, poiche' la normativa americana in tema di controllo del terrorismo ha compromesso seriamente i margini di manovra della criminalita' organizzata insieme al cambio sfavorevole per il dollaro. "La riunione di stamani a Reggio Calabria -ha detto il sostituto procuratore nazionale della Dna, Vincenzo Macri'- e' un riconoscimento del lavoro positivo svolto dalla Procura distrettuale di questa citta', come peraltro dimostrato dall'ennesima operazione di qualche giorno addietro, eseguita dal Goa della Guardia di Finanza, perche' aiuta a meglio comprendere il percorso che segue la cocaina fino in Europa. Oggi, pero', sta diventando preponderante accertare e colpire le attivita' di riciclaggio. La 'ndrangheta dispone di miliardi di euro in contante che in momenti di crisi economica possono trovare impiego in paesi ed in imprese in difficolta', e' per questo che stiamo anche monitorizzando quei paesi che si apprestano a far parte dell'Ue e che confinano con paesi oggettivamente a rischio criminalita'".
"Registro con soddisfazione l'intensificarsi dell'attenzione nella lotta al traffico di droga gestito dalla 'ndrangheta". E' quanto sostiene in una nota il capogruppo dei Ds nella commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, circa il vertice a Reggio Calabria tra polizia, Dea e Fbi.
"Si tratta della base del potere devastante delle varie cosche calabresi che grazie ai soldi che ricavano da questo traffico riescono poi ad inquinare l'economia e mantenere larghe zone della Calabria senza un vero sviluppo. La 'ndrangheta e' diventata la capofila mondiale nell'elaborare nuove tecniche per il riciclaggio del denaro e per questo riesce anche a proporsi come interlocutore privilegiato con tante altre mafie internazionali". "E' uno scenario che va combattuto al massimo livello e l'incontro di oggi spero possa dare nuovo impulso alla collaborazione internazionale".
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