Italia. Depositata la prima pdl per rivedere la legge 40
Eterologa, diagnosi preimpianto e maternita' surrogata. Ma anche definizione dell'embrione (fino all'ottava settimana) e accesso all'inseminazione da maggiorenni o anche "minori emancipati". Annunciata tra le polemiche e' arrivata il 4 maggio ufficialmente la prima proposta di legge per modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita. A depositarla alla Camera, tutti e 21 i deputati della Rosa nel pugno: e' la pdl 377, primo firmatario Marco Cappato. Con lo scopo, dichiarato nella relazione introduttiva, di sanare "l'epidemia di irrazionalita' e antiliberalismo che si e' abbattuta sull'Italia".
"Disposizioni in materia di fecondazione medicalmente assistita e di ricerca correlata", questo il titolo della proposta Cappato, primo tassello di quello che si annuncia, a giudicare dalle intenzioni dei proponenti e dalle reazioni agli annunci, come uno dei temi caldi della prossima legislatura.
"Un'epidemia di irrazionalita' e antiliberalismo- spiega Cappato- si e' abbattuta sull'Italia causando un pesante arretramento dell'economia, della societa' e del diritto. Questa epidemia ha un nome: si chiama antiscientismo". Per rimediare, una proposta di legge con cui "ci proponiamo di abrogare le norme proibizioniste ed ideologiche contenute nella legge 40 del 19 febbraio 2004". Che "avrebbe ragionevolmente potuto chiamarsi 'Norme per ostacolare l'accesso alla procreazione medicalmente assistita'".
Cosa prevede la proposta di legge presentata dalla Rosa nel pugno? Intanto, come chiarisce il primo articolo, intende disciplinare "il diritto alla salute, alla genitorialita' e il diritto di ogni nuovo nato, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche nel campo della fecondazione assistita". Riconduce alla definizione di fecondazione assistita "ogni pratica tendente ad ottenere la fecondazione con tecniche in vivo o in vitro al fine di favorire una gravidanza" (articolo 2). Chiarisce, poi, che per embrione va inteso "il prodotto del concepimento fino alla ottava settimana di sviluppo" (articolo 3). E che alla fecondazione si puo' far ricorso "nel caso in cui sussistano problemi di sterilita' o infertilita' non adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici", per la "prevenzione delle malattie e delle patologie geneticamente trasmissibili", ma anche "in seguito a valutazioni di opportunita' stabilite liberamente nell'ambito di un rapporto contrattuale tra medico e paziente e nel rispetto delle norme deontologiche vigenti" (articolo 4). Sia che si tratti di cittadini maggiorenni che di "minori emancipati" (articolo 5).
La proposta di legge presentata della Rosa nel pugno e a prima firma Cappato apre poi, nell'articolo 8, alla "diagnosi preimpianto, regola una tecnica oggi proibita, esigendo le massime garanzie per la sua efficacia e valorizzando la professionalita' degli operatori". L'articolo 9 "prevede le tecniche di fecondazione di tipo eterologa". L'articolo 10 la "donazione di gameti", con un meccanismo "che ricalca, con qualche adattamento alla nostra realta', il sistema adottato in Spagna". L'articolo 13 "autorizza la tecnica del trasferimento del nucleo cellulare di una cellula adulta al posto del nucleo di un ovocita- cioe' una delle tecniche considerate particolarmente importanti per chi conduce la ricerca su cellule staminali- senza pero' consentire il trasferimento in utero, e sbarrando percio' la strada alla clonazione riproduttiva".
All'articolo 15 e' prevista "la maternita' surrogata, come atto di generosita' e di solidarieta' intrafamiliare". La maternita' surrogata, spiega ancora la relazione introduttiva alla proposta di legge Cappato, "e' prevista, come in altre legislazioni europee, se prestata a titolo liberale, senza vincoli obbligatori e sussistendo un rapporto importante fra le parti (parentela entro il 3° grado o affinita' entro il 2°; rilevanti legami fra le parti prudentemente valutati dal Giudice secondo lo schema gia' conosciuto in tema di adozione in casi particolari)". La cancellazione della legge 40 e' affidata all'ultimo articolo, che "abroga la legge 40 mantenendo gli art 3 e 18, relativi agli interventi per la ricerca contro la sterilita', a formalita' di carattere amministrativo e a disposizioni relative alla copertura".
Anche il deputato della RnP Lanfranco Turci ha preannunciato di essere pronto a depositare la proposta di modifica della legge 40 gia' avanzata al Senato nella precedente legislatura. Proposta che fa leva su un giudizio espresso a larga maggioranza ("anche Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita", ci tiene a precisare Turci) dal Comitato nazionale di bioetica, e conterra' alcuni aggiornamenti anche alla luce, e non e' cosa da poco, delle recenti e "rumorose" aperture del cardinale Carlo Maria Martini sull'argomento.
A Turci non piace parlare di "adozione", preferisce "donazione": dal punto di vista giuridico "l'adozione non puo' esserci se non finche' l'embrione non nasce", chiarisce. E precisa che lo scopo della sua proposta di legge e' salvare gli embrioni crioconservati da morte certa. Se questo e' l'assunto, il successivo passo logico centra dritto l'obiettivo della fecondazione eterologa: "per coerenza, se e' lecito ed etico salvare gli embrioni con un atto di donazione, come potrebbe essere negata la donazione di cellule germinali, ovociti e spermatozoi, ovvero la fecondazione eterologa?". La donazione degli embrioni sarebbe insomma una sorta di doppia eterologa: nessuno dei genitori riceventi e' quello biologico. Se e' legittima la prima, e' il ragionamento di Turci, non puo' che esserlo anche la seconda.
Un altro passaggio della sua proposta investe la diagnosi preimpianto: "Ritengo che la conoscenza dello stato di salute dell'embrione sia un diritto ineludibile della coppia, soprattutto se a rischio. Nella mia proposta le coppie portatrici di malattie genetiche possono accedere alla procreazione medicalmente assistita anche se fertili".
Posizione del Comitato di bioetica, dunque.
E poi le dichiarazioni del Cardinale Martini, quelle rilasciate nell'intervista all'Espresso di due settimane fa, quelle in cui dice "prudente" quando si tratta di decidere sulla sorte di embrioni "la cui inserzione nel seno di una donna anche single sembrerebbe preferibile alla pura e semplice distruzione".
Novita' di cui, garantisce Turci, nella pdl versione aggiornata si tiene ben conto. Insomma, una mossa che, seppure l'ex Ds dichiara di non aver ancora sondato il terreno in cerca di sostenitori, contiene una serie di puntelli per allargare il fronte dei favorevoli e scongiurare di aprire una nuova contrapposizione ideologica. Turci immagina che la sua proposta "trovera' attenzione bipartisan. Sia tra i referendari che tra i non referendari", dice, riportando l'orologio, almeno nel lessico, indietro proprio ai tempi di quella dura contrapposizione.
Nel novembre scorso, il Comitato nazionale per la bioetica approvo' a larga maggioranza, (con due soli voti contrari), un documento sulla adottabilita' degli embrioni congelati in stato di abbandono. Il documento non esclude l'adozione degli embrioni per le donne single. Con quel documento il Cnb auspicava anche che il legislatore introducesse questo tipo di adozione ad integrazione della legge 40, senza alterarla. Una indicazione che "nulla ha a che vedere con una adozione ordinaria, ne' ad una fecondazione eterologa e nemmeno ad una gravidanza surrogata", preciso' allora il presidente del Comitato, Francesco D'Agostino, ma che esprime "l'interesse per alcuni, per altri il diritto a nascere".
Il Comitato nazionale per la bioetica "non prende posizione su leggi o proposte di legge", spiega il suo presidente, Francesco D'Agostino, consultato sulla proposta della Rosa nel pugno per abrogare la legge 40. Pero', aggiunge, "all'opinione pubblica che si confronta con temi come questi, deve essere chiaro che opporsi alla ricerca sugli embrioni e' altro da opporsi alla ricerca". Vuol dire, chiarisce, "credere che la ricerca possa trovare dei limiti nei valori largamente condivisi".
Ci sono altre strade, "magari piu' costose", per raggiungere gli stessi obiettivi, sottolinea D'Agostino, che racconta come, prima dell'approvazione della legge 40, il Comitato si gia' era espresso in questo senso.
"Disposizioni in materia di fecondazione medicalmente assistita e di ricerca correlata", questo il titolo della proposta Cappato, primo tassello di quello che si annuncia, a giudicare dalle intenzioni dei proponenti e dalle reazioni agli annunci, come uno dei temi caldi della prossima legislatura.
"Un'epidemia di irrazionalita' e antiliberalismo- spiega Cappato- si e' abbattuta sull'Italia causando un pesante arretramento dell'economia, della societa' e del diritto. Questa epidemia ha un nome: si chiama antiscientismo". Per rimediare, una proposta di legge con cui "ci proponiamo di abrogare le norme proibizioniste ed ideologiche contenute nella legge 40 del 19 febbraio 2004". Che "avrebbe ragionevolmente potuto chiamarsi 'Norme per ostacolare l'accesso alla procreazione medicalmente assistita'".
Cosa prevede la proposta di legge presentata dalla Rosa nel pugno? Intanto, come chiarisce il primo articolo, intende disciplinare "il diritto alla salute, alla genitorialita' e il diritto di ogni nuovo nato, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche nel campo della fecondazione assistita". Riconduce alla definizione di fecondazione assistita "ogni pratica tendente ad ottenere la fecondazione con tecniche in vivo o in vitro al fine di favorire una gravidanza" (articolo 2). Chiarisce, poi, che per embrione va inteso "il prodotto del concepimento fino alla ottava settimana di sviluppo" (articolo 3). E che alla fecondazione si puo' far ricorso "nel caso in cui sussistano problemi di sterilita' o infertilita' non adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici", per la "prevenzione delle malattie e delle patologie geneticamente trasmissibili", ma anche "in seguito a valutazioni di opportunita' stabilite liberamente nell'ambito di un rapporto contrattuale tra medico e paziente e nel rispetto delle norme deontologiche vigenti" (articolo 4). Sia che si tratti di cittadini maggiorenni che di "minori emancipati" (articolo 5).
La proposta di legge presentata della Rosa nel pugno e a prima firma Cappato apre poi, nell'articolo 8, alla "diagnosi preimpianto, regola una tecnica oggi proibita, esigendo le massime garanzie per la sua efficacia e valorizzando la professionalita' degli operatori". L'articolo 9 "prevede le tecniche di fecondazione di tipo eterologa". L'articolo 10 la "donazione di gameti", con un meccanismo "che ricalca, con qualche adattamento alla nostra realta', il sistema adottato in Spagna". L'articolo 13 "autorizza la tecnica del trasferimento del nucleo cellulare di una cellula adulta al posto del nucleo di un ovocita- cioe' una delle tecniche considerate particolarmente importanti per chi conduce la ricerca su cellule staminali- senza pero' consentire il trasferimento in utero, e sbarrando percio' la strada alla clonazione riproduttiva".
All'articolo 15 e' prevista "la maternita' surrogata, come atto di generosita' e di solidarieta' intrafamiliare". La maternita' surrogata, spiega ancora la relazione introduttiva alla proposta di legge Cappato, "e' prevista, come in altre legislazioni europee, se prestata a titolo liberale, senza vincoli obbligatori e sussistendo un rapporto importante fra le parti (parentela entro il 3° grado o affinita' entro il 2°; rilevanti legami fra le parti prudentemente valutati dal Giudice secondo lo schema gia' conosciuto in tema di adozione in casi particolari)". La cancellazione della legge 40 e' affidata all'ultimo articolo, che "abroga la legge 40 mantenendo gli art 3 e 18, relativi agli interventi per la ricerca contro la sterilita', a formalita' di carattere amministrativo e a disposizioni relative alla copertura".
Anche il deputato della RnP Lanfranco Turci ha preannunciato di essere pronto a depositare la proposta di modifica della legge 40 gia' avanzata al Senato nella precedente legislatura. Proposta che fa leva su un giudizio espresso a larga maggioranza ("anche Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita", ci tiene a precisare Turci) dal Comitato nazionale di bioetica, e conterra' alcuni aggiornamenti anche alla luce, e non e' cosa da poco, delle recenti e "rumorose" aperture del cardinale Carlo Maria Martini sull'argomento.
A Turci non piace parlare di "adozione", preferisce "donazione": dal punto di vista giuridico "l'adozione non puo' esserci se non finche' l'embrione non nasce", chiarisce. E precisa che lo scopo della sua proposta di legge e' salvare gli embrioni crioconservati da morte certa. Se questo e' l'assunto, il successivo passo logico centra dritto l'obiettivo della fecondazione eterologa: "per coerenza, se e' lecito ed etico salvare gli embrioni con un atto di donazione, come potrebbe essere negata la donazione di cellule germinali, ovociti e spermatozoi, ovvero la fecondazione eterologa?". La donazione degli embrioni sarebbe insomma una sorta di doppia eterologa: nessuno dei genitori riceventi e' quello biologico. Se e' legittima la prima, e' il ragionamento di Turci, non puo' che esserlo anche la seconda.
Un altro passaggio della sua proposta investe la diagnosi preimpianto: "Ritengo che la conoscenza dello stato di salute dell'embrione sia un diritto ineludibile della coppia, soprattutto se a rischio. Nella mia proposta le coppie portatrici di malattie genetiche possono accedere alla procreazione medicalmente assistita anche se fertili".
Posizione del Comitato di bioetica, dunque.
E poi le dichiarazioni del Cardinale Martini, quelle rilasciate nell'intervista all'Espresso di due settimane fa, quelle in cui dice "prudente" quando si tratta di decidere sulla sorte di embrioni "la cui inserzione nel seno di una donna anche single sembrerebbe preferibile alla pura e semplice distruzione".
Novita' di cui, garantisce Turci, nella pdl versione aggiornata si tiene ben conto. Insomma, una mossa che, seppure l'ex Ds dichiara di non aver ancora sondato il terreno in cerca di sostenitori, contiene una serie di puntelli per allargare il fronte dei favorevoli e scongiurare di aprire una nuova contrapposizione ideologica. Turci immagina che la sua proposta "trovera' attenzione bipartisan. Sia tra i referendari che tra i non referendari", dice, riportando l'orologio, almeno nel lessico, indietro proprio ai tempi di quella dura contrapposizione.
Nel novembre scorso, il Comitato nazionale per la bioetica approvo' a larga maggioranza, (con due soli voti contrari), un documento sulla adottabilita' degli embrioni congelati in stato di abbandono. Il documento non esclude l'adozione degli embrioni per le donne single. Con quel documento il Cnb auspicava anche che il legislatore introducesse questo tipo di adozione ad integrazione della legge 40, senza alterarla. Una indicazione che "nulla ha a che vedere con una adozione ordinaria, ne' ad una fecondazione eterologa e nemmeno ad una gravidanza surrogata", preciso' allora il presidente del Comitato, Francesco D'Agostino, ma che esprime "l'interesse per alcuni, per altri il diritto a nascere".
Il Comitato nazionale per la bioetica "non prende posizione su leggi o proposte di legge", spiega il suo presidente, Francesco D'Agostino, consultato sulla proposta della Rosa nel pugno per abrogare la legge 40. Pero', aggiunge, "all'opinione pubblica che si confronta con temi come questi, deve essere chiaro che opporsi alla ricerca sugli embrioni e' altro da opporsi alla ricerca". Vuol dire, chiarisce, "credere che la ricerca possa trovare dei limiti nei valori largamente condivisi".
Ci sono altre strade, "magari piu' costose", per raggiungere gli stessi obiettivi, sottolinea D'Agostino, che racconta come, prima dell'approvazione della legge 40, il Comitato si gia' era espresso in questo senso.
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