Italia. Il dibattito politico. Ferrero: nessuna sanatoria. Casini: si rispettino nostre radici
"Non ci sara' una sanatoria, questa l'ha fatta il governo precedente che usava gli immigrati per tirare su un po' di voti gratis. Noi di sanatoria non ne abbiamo mai parlato". Lo ha detto, lo scorso 18 settembre, il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero a Genova al convegno studi sui flussi dell'immigarzione nel nostro Paese "perche' non pensiamo che sia questo il problema, fare una sanatoria e poi leggi che condannano le persone all'illegalita'". E ha aggiunto: "Il governo precedente aveva fatto una sanatoria nel 2001, 700 mila persone con la sanatoria ma dopo 7 anni abbiamo di nuovo 700 mila immigrati irregolari. Noi pensiamo invece che dobbiamo fare leggi che funzionano normalmente senza sanatoria". Riguardo alla liberta' di culto, Ferrero ha detto: "Mi sembra naturale che si debba prevedere che delle persone che hanno una religione possano avere un luogo dove professarla". "Penso che il pluralismo religioso - ha concluso il ministro - esisteva gia' prima, anche se non era molto riconosciuto ed esiste tanto piu' oggi".
"Il governo intende adottare misure capaci di sradicare i fenomeni di schiavitu' nel mondo del lavoro e di garantire diritti giuridici e sociali fondamentali". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli nel corso del question time del 20 settembre rispondendo ad una domanda sulle misure per contrastare il fenomeno della riduzione in schiavitu' degli immigrati che lavorano nelle campagne pugliesi. "Il ministro dell'Interno - ha aggiunto Rutelli - ha creato una commissione diretta dal prefetto Pansa che e' vicedirettore generale di polizia con esperti della pubblica sicurezza e rappresentanti del ministero del lavoro per affrontare con energia questo gravissimo problema".
"E' nella scuola, piu' che in altri luoghi del vivere sociale che puo' crescere una 'nuova cittadinanza'. E' nella scuola che i giovani immigrati e le loro famiglie impareranno a comprendere e a rispettare i valori e le regole del nostro paese per una completa integrazione sociale e professionale, basata sulle capacita' e non sulle provenienze. Cosi' noi tutti avremo modo di sperimentare nuovi modelli di convivenza e di responsabilita' reciproca". Il ministro Della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, dedica ampia parte del suo discorso ai ragazzi per l'inaugurazione dell'anno scolastico, al tema dell'immigrazione. "Nelle nostre aule scolastiche - afferma infatti - sono sempre piu' numerosi i figli dell'immigrazione; e alle nostre scuole si rivolgono ogni anno anche moltissimi immigrati adulti per imparare la nostra lingua, conseguire titoli di studio, entrare in contatto con la nostra cultura, le nostre leggi e il nostro sistema sociale. Non e' un'invasione, ma una straordinaria opportunita' per un'educazione piu' ricca e capace di guardare oltre i confini nazionali ed europei, stimolando il dialogo e lo scambio interculturale". Il ministro chiude il suo saluto agli studenti con la citazione di una frase di Danilo Dolci: "Lavoriamo insieme per il futuro, perche' 'nessun cresce se non e' sognato': e la scuola vuole fare con voi questo sogno".
La cittadinanza agli immigrati e' possibile solo, secondo l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, a precise condizioni, prima tra tutte quella del rispetto delle nostre radici. 'Grande apertura a tutti - ha detto Casini - ma sia chiaro, e lo diremo durante il confronto sul disegno di legge sulla cittadinanza, che chi viene in Italia deve mostrare tangibilmente che viene in un Paese di cui rispetta l'identita', le radici, la storia, le tradizioni'. 'Stiamo bene attenti', ha sottolineato Casini, ricordando l'uccisione 'di tre cristiani in Indonesia'. 'Ma di grandi manifestazioni e di grandi candele nei comuni italiani - ha concluso - non ne ho viste. Io credo che sia arrivato il momento di riflettere'.
"Il governo intende adottare misure capaci di sradicare i fenomeni di schiavitu' nel mondo del lavoro e di garantire diritti giuridici e sociali fondamentali". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli nel corso del question time del 20 settembre rispondendo ad una domanda sulle misure per contrastare il fenomeno della riduzione in schiavitu' degli immigrati che lavorano nelle campagne pugliesi. "Il ministro dell'Interno - ha aggiunto Rutelli - ha creato una commissione diretta dal prefetto Pansa che e' vicedirettore generale di polizia con esperti della pubblica sicurezza e rappresentanti del ministero del lavoro per affrontare con energia questo gravissimo problema".
"E' nella scuola, piu' che in altri luoghi del vivere sociale che puo' crescere una 'nuova cittadinanza'. E' nella scuola che i giovani immigrati e le loro famiglie impareranno a comprendere e a rispettare i valori e le regole del nostro paese per una completa integrazione sociale e professionale, basata sulle capacita' e non sulle provenienze. Cosi' noi tutti avremo modo di sperimentare nuovi modelli di convivenza e di responsabilita' reciproca". Il ministro Della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, dedica ampia parte del suo discorso ai ragazzi per l'inaugurazione dell'anno scolastico, al tema dell'immigrazione. "Nelle nostre aule scolastiche - afferma infatti - sono sempre piu' numerosi i figli dell'immigrazione; e alle nostre scuole si rivolgono ogni anno anche moltissimi immigrati adulti per imparare la nostra lingua, conseguire titoli di studio, entrare in contatto con la nostra cultura, le nostre leggi e il nostro sistema sociale. Non e' un'invasione, ma una straordinaria opportunita' per un'educazione piu' ricca e capace di guardare oltre i confini nazionali ed europei, stimolando il dialogo e lo scambio interculturale". Il ministro chiude il suo saluto agli studenti con la citazione di una frase di Danilo Dolci: "Lavoriamo insieme per il futuro, perche' 'nessun cresce se non e' sognato': e la scuola vuole fare con voi questo sogno".
La cittadinanza agli immigrati e' possibile solo, secondo l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, a precise condizioni, prima tra tutte quella del rispetto delle nostre radici. 'Grande apertura a tutti - ha detto Casini - ma sia chiaro, e lo diremo durante il confronto sul disegno di legge sulla cittadinanza, che chi viene in Italia deve mostrare tangibilmente che viene in un Paese di cui rispetta l'identita', le radici, la storia, le tradizioni'. 'Stiamo bene attenti', ha sottolineato Casini, ricordando l'uccisione 'di tre cristiani in Indonesia'. 'Ma di grandi manifestazioni e di grandi candele nei comuni italiani - ha concluso - non ne ho viste. Io credo che sia arrivato il momento di riflettere'.
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