Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Dibattito sul testamento biologico. Marino: entro due mesi discussione in aula

U.E. - ITALIA
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Una legge sul testamento biologico. Se ne è discusso oggi, alla presenza di oltre 150 persone, in un dibattito a Palazzo Marino su "Testamento biologico: i profili clinico-etico e giuridico" al quale hanno partecipato i senatori Ignazio Marino (presidente della commissione Sanità), Emanuela Bajo Dossi e Fiorenza Bassoli. Al dibattito, coordinato dall`opinionista Armando Torno, ha portato la sua testimonianza Peppino Englaro, padre di Eluana.

Quo usque tandem, 'fino a quando continuera' questa violenza dello stato etico? Per quanto tempo ancora a Eluana sara' negata la liberta' di morire e ai genitori il diritto all'elaborazione del lutto?'. Domande retoriche di ciceroniana memoria, quelle pronunciate da Beppino Englaro, oggi a Milano davanti a un consesso di politici, medici e magistrati, al convegno 'Verso il testamento biologico', per discutere le varie posizioni riguardo a un disegno di legge ulivista sulla 'dichiarazione di volonta' anticipata nei trattamenti sanitari'.
Non ha risparmiato bordate Englaro, papa' di una giovane donna che 'da 15 anni e 2 giorni' e' in uno 'stato vegetativo permanente' dopo un incidente stradale. Che ha finora tentato ogni strada (ottenendo 7 pronunce della magistratura, tutte negative) perche' a Eluana fosse consentito morire: ma nessuno dei presenti, ne' Ignazio Marino, presidente Commissione Sanita' del Senato, ne' Emanuela Baio (Dl), senatrice cattolica dell' Ulivo, ne' Fiorenza Bassoli (Ds), senatrice laica dell'Ulivo, hanno avuto l'animo di rispondere alle sue precise domande.
'Eluana - ha detto il papa' - in occasione di un incidente che coinvolse un amico, espresse chiaramente il suo pensiero.
Perche' non si da' modo a noi genitori e a me che sono il suo tutore di sostituirci a lei nella rappresentanza del diritto di autodeterminazione? Perche' viene negata la liberta' a lei e a noi che riferiamo il suo pensiero? Eluana e' stata prima vittima sacrificale del codice deontologico dei medici, poi e' entrata nel meccanismo giuridico ed e' stato lo stesso: sette sentenze permeate da cavilli intollerabili. Qui tutti decidono della vita altrui tranne l' interessato. Sono cose devastanti: non so quanto potremo ancora reggere la violenza di queste istituzioni.
Come si fa a lasciare una creatura per 15 anni in questo limbo?
Una nazione civile dovrebbe affrontare questi problemi'.
Per Ignazio Marino, la Costituzione consente il diritto a rifiutare un 'determinato trattamento sanitario', ma manca una legge applicativa di questa norma. Il nuovo codice deontologico dei medici fa aperture notevoli in questo senso, ma 'in assenza di una legge chiara, tutto diventa opinabile, interpretabile'.
Altro dilemma: alimentazione e idratazione sono considerate terapie e come tali rifiutabili? Il fatto si complica se l' interessato non e' capace di intendere e di volere. Ma la sua volonta' puo' essere rappresentata da un terzo? Il magistrato Giuseppe Gennari dice che la rappresentanza e' accettata dalla Cassazione fin dal 1989, 'e chi dice che i diritti personalissimi non sono rappresentabili dice una falsita''.
Nella discussione sul possibile disegno di legge che unifichi quelli presentati dalle varie forze politiche, Emanuela Baio sottolinea che c'e' un punto condiviso: 'no all' eutanasia'; da parte sua dice 'no all'accanimento terapeutico, ma anche no all'abbandono terapeutico'. Perche' se passasse il principio che si possono sottrarre le cure, spiega, queste potrebbero essere tolte a coloro che non lavorano o comunque non sono piu' utili alla societa'. 'Il rischio vero - dice Baio - e' l' abbandono terapeutico'. Il magistrato Amedeo Santosuosso ha il tempo di affermare che la questione resta fra laici e cattolici e che 'bisognerebbe de-eticizzare il problema'. E alla fine Fiorenza Bassoli risponde alla collega Baio: se il problema e' l' abbandono terapeutico, allora basta fissare per legge dei 'livelli essenziali di assistenza', dovuti a tutti dallo Stato, prevedendo che l'interessato, o chi per lui, possa comunque rifiutarli. Continua dunque il dibattito fra laici e cattolici.
Ed Englaro continua a domandarsi: fino a quando...?.

Marino ha annunciato che la nuova legge sarà discussa a Palazzo Madama entro due mesi, Bajo Dossi ha confermato la fermissima volontà da parte della maggioranza di governo a approvare la legge "perché riteniamo che tutto l`Ulivo voglia dare agli italiani certezza di diritto su un tema così sensibile". Secondo la relatrice del progetto di legge Fiorenza Bassoli, poi, "è difficile dire a priori quale sarà il punto di equilibrio tra le posizioni presenti all`interno dell`Ulivo e dell`Unione del centro-sinistra, anche perché vi sono aspetti da definire: dalla denominazione stessa del provvedimento, alla possibilità di richiedere la sospensione dell`alimentazione e dell`idratazione, all`opzione di obiezione di coscienza da parte del medico".
Quanto alle motivazioni che hanno spinto il gruppo consiliare di Palazzo Marino a organizzare un incontro su un tema di respiro nazionale come quello del testamento biologico, la capogruppo dell`Ulivo Marilena Adamo ha spiegato che "l'incontro di oggi è un contributo al dibattito parlamentare, perché noi consiglieri comunali possiamo e abbiamo il dovere di svolgere il ruolo di sensori di base delle politiche nazionali, mettendo a disposizione dei legislatori le esperienze locali e agevolando le celte verso decisioni le più aderenti possibile alle esigenze reali del Paese". "In questo caso è chiaro a tutti - ha aggiunto Adamo - che l`attuale vuoto legislativo su una materia così drammaticamente segnalata dai casi recenti ormai contrasta con le acquisizioni della coscienza collettiva, che emergono con più evidenza in una realtà articolata come quella milanese".

'Molti medici palliativisti praticano un'eutanasia passiva, attraverso la rinuncia a terapie che non hanno piu' senso, al fine di garantire un decorso piu' sereno. Adesso occorre depenalizzare queste scelte'. E' l'appello di Giuseppe Landonio, oncologo e componente del consiglio comunale di Milano.
Secondo Landonio, e' il momento di avanzare da un punto di vista legislativo su questo tema. L'oncologo esprime 'piena solidarieta'' al medico che 'stacco' la spina' al vicepresidente dell'associazione Luca Coscioni, Piergiorgio Welby. 'Nonostante l'aggressione mediatica - afferma - Mario Riccio ha avuto il coraggio di compiere un gesto di obbedienza civile. Ha ascoltato la volonta' di chi gli chiedeva di morire e ha assolto al suo dovere di medico, associando sedazione al distacco della spina per garantire dignita' a quel paziente'.
Un appello alla politica arriva anche da coloro che hanno vissuto in prima persona il senso di 'abbandono' da parte dello Stato. 'Dove sono le Istituzioni e i comitati etici quando le persone devono decidere e hanno bisogno di conforto?', si chiede Patrizia Spadin, presidente dell'Associazione italiana malattia di Alzheimer.
'Il testamento biologico - spiega - deve definire le modalita' di gestione della qualita' della vita per tutto il periodo in cui una persona e' incapace di decidere'. Secondo Peppino Englaro, padre di Eluana che da 15 anni e' tenuta in vita dalle macchine, in stato vegetativo permanente, e' una questione di liberta' negata: 'Mia figlia e' stata vittima prima del codice deontologico dei medici, poi prigioniera dei cavilli dell'ordinamento giuridico, senza via d'uscita. Ma e' ora di intervenire. Questo, del resto e' un problema che riguarda tutti'.
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