Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Dichiarazioni di Turco accendono dibattito su testamento biologico ed eutanasia. Il "no" della Cei

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La rivendicazione di nuovi diritti, come quello alla fecondazione assistita in ogni caso o alla sperimentazione sugli embrioni, come "dittatura del desiderio". Questa l'accusa che, ai tempi del referendum sulla legge 40, Giuliano Ferrara scagliava sui partigiani del si'. Con una formulazione diversa, ma identico ragionamento, e' il pericolo che nella Nota pastorale di oggi sulla salute la Conferenza episcopale italiana segnala alla societa': sembriamo correre, scrivono i vescovi, verso una "medicina del desiderio", in cui bisogni primari e assolutamente accessori vengono invocati con la stessa forza e qualificati come "diritti". O ancora: mentre si prolunga la vita all'infinito, si finisce per "non permettere di nascere a chi e' gia' concepito e non si risponde adeguatamente ai bisogni di quelle fasce di persone che non rispondono a canoni di efficienza e produttivita'". Insomma, la dittatura del desiderio si mangia quelli che, per la Cei, sono i diritti dei deboli.
La Nota pastorale emanata oggi dalla Commissione episcopale per il servizio della carita' e la salute, fa seguito alla prima pastorale per la salute del 1989. Assai interessante e' la parte del ragionamento dei vescovi che riguarda gli "aspetti culturali" della questione salute e assistenza. Il dibattito sui limiti della scienza, e in particolare su quelli della scienza medica, d'altronde e' diventato il territorio di confine, e spesso di guerra, tra le molteplici visioni delle cose che abitano il nostro mondo post-moderno. La Cei ne e' consapevole fino in fondo, per questo motiva puntigliosamente le proprie critiche "ideologiche" al sistema: "L'impiego di strumenti sempre piu' sofisticati consente alla medicina di migliorare la qualita' dell'esistenza, di prolungare la vita, di combattere piu' efficacemente il dolore", scrivono i vescovi, ma "accanto a innegabili e provvidenziali benefici, il progresso della scienza e della tecnica non manca d'ingenerare, come ha fatto notare Giovanni Paolo II, 'una sorta di atteggiamento prometeico dell'uomo che, in tal modo, si illude di potersi impadronire della vita e della morte'".
E' questa notazione che sta alla base dei pericoloi che i vescovi vedono annidati nella visione laica, laicista direbbero loro, della scienza e della medicina. Questo atteggiamento prometeico, scrivono, "porta larghi settori della scienza e della medicina a ignorare i limiti inerenti alla condizione umana, contribuendo a coltivare l'immagine di un uomo padrone assoluto dell'esistenza, arbitro insindacabile di se', delle sue scelte e delle sue decisioni". E' proprio in questo punto che la Nota pastorale da' il suo stop esplicito su eutanasia e accanimento terapeutico, figli entrambi della pretesa delll'uomo "di esercitare un dominio assoluto sulla vita e sulla morte". In sostanza, scrive la Commissione episcopale, il sostrato culturale di tutto questo sembra essere "il rifiuto della condizione finita dell'uomo": rifiuto che "non e' privo di ripercussioni sul piano socio-psicologico e spirituale. Infatti, il dramma costituito dallo scontro tra un progresso tecnico senza fine e l'ineluttabilita' della morte suscita nevrosi e disagio esistenziale e influisce negativamente sulla ricerca del senso della vita e sull'elaborazione di una scala di valori rispettosa della persona e della natura".

'Siamo accanto alla Cei nel condannare l'eutanasia''. I Popolari-Udeur, in una nota, spiegano le motivazioni di questa scelta: ''I Popolari-Udeur difendono la vita in ogni sua fase, dall'inizio fino alla sua fine naturale. In questo senso, infatti, intendiamo seguire in pieno il magistero della Chiesa''. ''La Cei - prosegue la nota - ha colto nel segno anche quando mette in guardia da un'eccessiva aziendalizzazione della sanita'. Prima di procedere a una liberalizzazione ancora piu' spinta occorre confrontare i diversi sistemi e scegliere un modello ottimale per utilizzare uno stesso schema di riferimento per organizzare la fornitura della prestazioni, lasciando l'autonomia per decidere e la qualita' di servizi da erogare''.
Accoglie molto favorevolmente, Umberto Veronesi, l'intenzione del ministro della Salute Livia Turco, di introdurre per legge il 'testamento biologico', che darebbe a tutti la possibilita' di esprimere la volonta' di essere o meno curati nel caso che in futuro non si fosse nelle facolta' fisiche e mentali per affermarlo chiaramente.
''Quando come Fondazione Veronesi abbiamo lanciato l'idea - ha commentato oggi l' oncologo rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso dell' IEO Day 2006 - la risposta della gente e' stata incredibilmente positiva: abbiamo ricevuto un enorme numero di lettere e di chiamate. Certo, vorremmo avere una legge che regolamentasse il testamento biologico, ma siccome non sara' facile, abbiamo deciso di costruire un meccanismo con tutti i notai italiani che vorranno aderire''.
Recentemente Veronesi stesso ha infatti incontrato il presidente dell'Ordine dei Notai e - a nome della Fondazione che porta il suo nome - ha offerto la collaborazione scientifica alla costituzione di un documento che chiunque potrebbe sottoporre a qualsiasi notaio e sottoscrivere davanti a lui dando indicazioni sulle sue volonta' future in caso di impedimento a esprimersi. E a giorni, il 15 giugno, questo documento verra' formalizzato. ''Esattamente come quando si va dal notaio per fare testamento relativamente alla destinazione dei propri beni materiali dopo la morte - ha spiegato Veronesi - si potra' andare dal notaio anche per fare testamento relativamente alla volonta' di subire o meno certe terapie nel caso in futuro la malattia non ci mettesse in grado di esprimerci liberamente''.
''Spero - ha ripetuto l'oncologo milanese - che il ministro Turco fara' un disegno di legge. La sua approvazione avra' un iter molto lungo, ma credo che la popolazione italiana lo aspetti con favore, perche' sarebbe una forma di rispetto per la persona, che deve essere garantita nelle sue liberta' di scelta''.
''Se gli ampi settori laicisti dell'Unione, gli stessi favorevoli all'eutanasia, si battono per l'introduzione del testamento biologico, un motivo ci sara'. Vuoi vedere che, con il cosiddetto 'living will', si rischia di aprire la porta surrettiziamente alla falsa 'dolce' morte?''. Cosi' l'onorevole Riccardo Pedrizzi (An), dopo le dichiarazioni del ministro della Salute, Livia Turco, favorevoli all'introduzione del testamento biologico.
''Noi - afferma Pedrizzi - siamo convinti che il testamento biologico stia all'eutanasia come i Pacs stanno ai matrimoni gay alla Zapatero. Siamo cioe' persuasi che il 'living will' sia una sorta di eutanasia mascherata. Gradiremmo sapere come si pongono, al riguardo, i cattolici dell'Unione, a cominciare da Prodi e Rutelli''.
''Per quanto ci riguarda - aggiunge l'esponente di An - ci batteremo in Parlamento e nel Paese contro la legalizzazione dell'eutanasia, in ragione del principio della sacralita', dell'indisponibilita' e dell'intangibilita' della vita umana, e a favore di investimenti nelle cure palliative e nella terapia del dolore, affinche' la sofferenza dei malati possa essere il piu' possibile lenita ed essi possano ricevere un adeguato accompagnamento umano, rispettoso della dignita' della vita e della morte''. ''Esprimiamo perplessita' - conclude il parlamentare - circa la proposta del testamento biologico, che a nostro avviso rischierebbe di costituire la corsia preferenziale per la legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito''.
''La morte programmata e' un gesto contro l'uomo. Per questo motivo ci associamo al documento della Conferenza episcopale italiana e ribadiamo un fermo 'no' all'eutanasia''. Lo afferma Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia.
''Da un punto di vista etico e morale - spiega Gardini - la domanda d'eutanasia nasconde una richiesta sproporzionata d'assistenza medica, ossia la quasi totale assenza d'adeguate cure palliative nei confronti dei malati terminali, e l'abbandono a se stesso del paziente sotto il profilo delle relazioni umane''.
''La 'richiesta di dolce morte' - aggiunge - si riduce a sparuti casi per motivi ideologici che poi sono strumentalizzati. E' necessario evitare l'altra 'deriva' nefasta dell'accanimento diagnostico-terapeutico. La tutela dell'autonomia del malato non puo' estendersi a considerare questa come valore assolutamente svincolato sia dalla necessaria responsabilita' delle conseguenze che ogni atto umano pone sia dal confronto con l'autonomia (e la coscienza morale) dell'operatore sanitario''.
''La centralita' del valore di ogni persona umana e' un valore irrinunciabile, qualsiasi sia il suo bisogno assistenziale, con il necessario contributo, fin dove e' possibile, di un adeguato consenso del malato, ma sempre spendendo una parola a favore dell'uomo. La morte programmata, anticipata, rappresenta oggettivamente - conclude la deputata azzurra - un gesto contro l'uomo''.
Portare in Parlamento la discussione sul Testamento Biologico, sopprimere il ricettario speciale per i farmaci impiegati nella terapia del dolore, revocare il decreto Storace anti RU486, consentire la vendita in farmacia della ''pillola del giorno dopo'': queste sono, secondo Silvio Viale, medico radicale esponente della Rnp, le priorita' a cui dovra' fare fronte il ministro della Salute, Livia Turco.
Viale, che e' stato il primo in Italia a sperimentare all' ospedale Sant' Anna di Torino la pillola abortiva, e' comunque molto positivo nei confronti del nuovo ministro che ieri si e' detta pronta a realizzare il 'testamento biologico' cercando di costruire intorno a questo tema, ''larghe alleanze''. ''Bene! Un buon inizio quello del ministro Livia Turco - afferma Viale - certo, dovra' fare i conti con un Comitato Nazionale di Bioetica, nominato dal precedente governo, attestato su posizioni di antiscientificita' e di integralismo ideologico, ma le sue prime dichiarazioni gia' rappresentano una buona linea di discontinuita'''.
"E' un tabu' che prima o poi dovra' essere superato ma per l'oggi ci pare che il testamento biologico sia una buona base di discussione". Lo afferma la deputata dei Verdi Luana Zanella secondo la quale "l'evoluzione della nostre societa' e della tecnologia ci costringeranno a fare i conti con il delicatissimo tema dell'eutanasia e saranno dunque inutili arroccamenti e chiusure totali: la proposta di introdurre il testamento biologico puo' rappresentare secondo noi Verdi un utile strumento per offrire la scelta a chi e' pronto a decidere il proprio futuro nel caso dovesse trovarsi di fronte alla perdita delle facolta' per farlo poi autonomamente". E' una scelta che, conclude Zanella, "non offende nessuna sensibilita' e garantisce la liberta' ai singoli".
"Bisogna smetterla di non ascoltare le scelte consapevoli, di molti, di morire con dignita' in rispetto proprio del significato e del senso della vita, contrari alla medicalizzazione della morte". E' quanto dichiara Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell'associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica. "Le affermazioni del ministro della Salute, Livia Turco, favorevole all'introduzione del testamento biologico- prosegue Farina Coscioni- sono finalmente il primo passo per sollevare un dibattito politico su di un tema, quello della morte, e delle dichiarazioni anticipate di volonta', tenuto per moltissimo tempo a margine del dibattito pubblico, relegato ad affermazioni prive di argomentazioni se non quelle legate alla sola morale della sacralita' della vita, come nelle dichiarazioni sia dell'Udeur, che appoggia la Cei, che dell'esponente di An, l'onorevole Riccardo Pedrizzi, contrario all'introduzione del testamento biologico". Maria Antonietta Farina Coscioni, che ha passato accanto al marito Luca Coscioni i suoi ultimi mesi di vita, conclude: "lo dico con la coscienza di chi per esperienza personale, non si e' mai abituata all'idea della morte, pur vedendo quotidianamente segnali forti e riconoscibili di essa, ma ascoltando fino alla fine la volonta' di chi aveva coscienza di viverla, rispettando prima e comprendendo poi, la decisione di non posticipare la morte".
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