Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Il Dipartimento antidroga contro la campagna di disinformazione

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Sono "destituite di ogni fondamento" le affermazioni contenute in un articolo comparso recentemente sul settimanale Oggi, nella rubrica "La nostra salute" a firma di Umberto Veronesi, "secondo cui i consumatori di sostanze stupefacenti potrebbero essere destinatari di multe da 26.000 a 260.000 euro". Lo afferma Andrea Fantoma, dirigente del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. Nell'articolo citato, Veronesi afferma, tra l'altro, che "potrebbero piombare addosso ai ragazzi e alle loro famiglie delle multe: da 26 mila a 260 mila euro, per chi acquista o detiene sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità o per modalità di presentazione o per altre circostanze appaiono destinate a un uso non personale". L'ex ministro esprime poi forti dubbi sul "valore deterrente della prigione e delle pesantissime sanzioni" previste dalle nuove norme e definisce "puramente ideologico aver cancellato la differenza tra le droghe cosiddette maggiori e le droghe leggere". "La multa a cui accenna nell'articolo l'ex ministro - precisa Fantoma - è una sanzione penale di carattere pecuniario, peraltro già prevista nella normativa vigente (art. 73, comma 1 del Testo Unico 309/90), destinata a punire gli autori di gravi delitti quali il traffico transnazionale e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Se Veronesi avesse attentamente letto la nuova legge - continua - si sarebbe reso conto che il consumatore di sostanze stupefacenti può essere destinatario solo di sanzioni di carattere amministrativo (sospensione della patente, del porto d'armi, etc.) tra le quali, peraltro, non è ricompresa alcuna sanzione di carattere pecuniario". "E' davvero incomprensibile - conclude il dirigente del Dipartimento - come prosegua una campagna di disinformazione da parte di chi, probabilmente, parla della nuova legge per sentito dire, non avendola neppure mai letta; quello che sconcerta è vederlo fare da chi ha ricoperto in passato alti incarichi, anche istituzionali".
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