Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Dipartimento droga: nessun problema per trasporto a domicilio di metadone

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Sulla questione del metadone a domicilio "si rischia di far nascere un caso dal nulla, con conseguenze per "sulla salute dei tossicodipendenti". Lo afferma Andrea Fantoma, direttore generale dell'Ufficio per il monitoraggio del Dipartimento nazionale politiche antidroga, che proprio ieri ha inviato una lettera al ministero della Salute, invitando a valutare l'ipotesi di inviare una circolare esplicativa alle Asl. Le notizie circolate negli ultimi giorni sulla presunta impossibilita' per gli operatori sanitari di consegnare al domicilio dei tossicodipendenti i farmaci sostitutivi, notizie che, sottolinea il dirigente, sono "destituite di fondamento", potrebbero infatti creare problemi agli operatori dei Sert e, di conseguenza, ostacolare la cura dei tossicodipendenti in trattamento. La nuova legge sulla droga appena entrata in vigore, precisa Fantoma, "non preclude affatto ne' ha mai messo in discussione" la distribuzione a domicilio dei farmaci sostitutivi. La legge 12 dell'8 febbraio 2001, infatti, aveva gia' introdotto all'articolo 43 del Testo unico della normativa precedente (la legge 309 del 1990) alcune norme sulla terapia del dolore; questi commi sono stati riprodotti tali e quali nella nuova legge sulla droga. La nuova normativa, quindi non solo non crea ostacolo al trattamento domiciliare, ma "stabilisce la possibilita' di prescrivere i farmaci sostitutivi per una durata fino a 30 giorni". Inoltre, "nell'ottica di migliorare le procedure previste dal vecchio testo", e' stato previsto che la persona incaricata di trasportare materialmente il farmaco, che sia un operatore sanitario o di una comunita' o un familiare del paziente, possa giustificarne il possesso esibendo la copia della ricetta o del piano terapeutico. Il Dipartimento, proprio per sgomberare il campo da ogni dubbio, ha inviato ieri una lettera al ministero della Salute, chiedendo di "valutare l'opportunita' di emanare una circolare esplicativa volta a dirimere definitivamente i dubbi emersi e a ribadire la possibilita' per gli operatori sanitari e altri soggetti autorizzati di detenere, trasportare, consegnare, come nel passato, farmaci sostitutivi per il trattamento della tossicodipendenza".
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