Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Disobbedienza civile a Matera, prosciolti i radicali

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Proscioglimento per i radicali che il 22 febbraio 2003 avevano distribuito hashish nel corso di una disobbedienza civile. Per Rita Bernardini, tesoriera di Radicali Italiani e Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani, il pubblico ministero Valeria Farina Valaori aveva chiesto il rinvio a giudizio.
Il giudice del Tribunale di Matera per l'udienza preliminare Nicola Balice ha stabilito il non luogo a procedere perche' "il fatto non e' punibile per l'inidoneita' dell'azione a ledere il bene giuridico protetto dalla norma penale".
Giuseppe Rossodivita, legale dei radicali ha commentato ai microfoni di Radio Radicale che al giudice erano state offerte due strade da seguire da parte della difesa e che solo alla lettura della sentenza si sapra' per cosa ha optato il Gup. Di certo si puo' parlare di una "riaffermazione della lettura della norma da parte del giudice ancora una volta ragionata e ragionevole e non automatica, che altrimenti avrebbe portato ad una condanna". Infatti la legge prevede che la cessione di sostanze stupefacenti, a qualsiasi titolo avvenga, comporti la punibilita' del comportamento equiparato allo spaccio.
Le due strade offerte al giudice erano quelle che i radicali stanno da anni portando nelle aule di tribunale dopo le manifestazioni di disobbedienza civile.
La prima strada e' quella della perizia Malizia-Muller che attacca il principio della "dose drogante". Dalla perizia si evince che non e' possibile valutare l'esatta quantificazione di singole "dosi droganti", poiche' l'effetto drogante e' riferibile solo ad un consumo intensivo e continuativo. Non e' praticamente mai dato di riscontrare nei consumatori effetti di dipendenza fisica da cannabis, se non a dosaggi "abnormi", ottenuti solo in condizioni sperimentali e/o di laboratorio, e di fatto estranei all'uso comune. La quantita' minima per indurre dipendenza sarebbe cioe' pari a 210 mg al giorno di principio attivo (da non confondere con il peso "lordo" della sostanza) consumato quotidianamente e continuativamente per parecchie settimane.
La seconda strada si inserisce nella dinamica stessa della disobbedienza civile e della non circolazione della sostanza. Cioe' si puo' parlare di non punibilita' dei propri assistiti "motivata dalla non idoneita' della loro condotta a ledere la norma giuridica in quanto effettuata in presenza delle forze dell'ordine, che hanno impedito la successiva circolazione della sostanza e indipendentemente dal fatto che la norma punisca chiunque cede a qualsiasi titolo o per qualsiasi scopo".
In entrambi i casi per l'avv. Rossodivita si tratterebbe comunque di una lettura ragionata della norma.
Il Gup di Matera "ha scritto una bella pagina di storia giudiziaria", ha commentato Bolognetti. "Resta in piedi, invece la disobbedienza alla legge Jervolino-Vassalli. I danni prodotti dal regime proibizionista restano tutti e soprattutto nei confronti dei giovani che per il consumo di droghe leggere rischiano il carcere. La legge va abrogata".
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