Italia. Disobbedienza civile di Radicali Italiani a Piacenza
"Salutiamo le forze dell'ordine presenti in massa -dice Rita Bernardini, presidente dei Radicali Italiani- e ci scusiamo di disturbare la loro festa, ringraziandoli per il lavoro che svolgono ogni giorno. Noi abbiamo preannunciato la nostra azione".
Cosi' ieri mattina a Piacenza la Bernardini ha colto l'occasione per ricordare l'articolo 75 della legge 309/90 grazie al quale, dopo il referendum radicale, l'uso personale di droga leggera comporta una semplice segnalazione al Prefetto. Poi comincia a distribuire l'hashish insieme a cristiano Grandi, esponente piacentino di Radicali. La polizia interviene e lo recupera prima che qualcuno dei presenti riesca a prendere anche una sola bustina, e porta i due in Questura, dove viene consegnata loro una denuncia.
Finisce cosi' questa nuova iniziativa radicale per denunciare le leggi proibizioniste italiane in materia di droghe. La Bernardini non e' nuova a queste iniziative. Specialmente nelle ultime settimane l'ha ripetuta in diverse citta' italiane, dove la reazione delle forze dell'ordine, anche se diversa da luogo a luogo rispetto all'applicazione della legge, si e' sempre caratterizzata con l'imbarazzo dei poliziotti per dover fare il loro dovere applicando una legge sulla cui utilita' loro stessi nutrono piu' di un dubbio (non sono una novita' le prese di posizione di appartenenti o ex-appartenenti alle autorita' di polizia che hanno messo in dubbio che il problema droga si debba continuare ad affrontare con il fermo, l'arresto, la segnalazione, la punizione di coloro che ne fanno uso).
Cosi' ieri mattina a Piacenza la Bernardini ha colto l'occasione per ricordare l'articolo 75 della legge 309/90 grazie al quale, dopo il referendum radicale, l'uso personale di droga leggera comporta una semplice segnalazione al Prefetto. Poi comincia a distribuire l'hashish insieme a cristiano Grandi, esponente piacentino di Radicali. La polizia interviene e lo recupera prima che qualcuno dei presenti riesca a prendere anche una sola bustina, e porta i due in Questura, dove viene consegnata loro una denuncia.
Finisce cosi' questa nuova iniziativa radicale per denunciare le leggi proibizioniste italiane in materia di droghe. La Bernardini non e' nuova a queste iniziative. Specialmente nelle ultime settimane l'ha ripetuta in diverse citta' italiane, dove la reazione delle forze dell'ordine, anche se diversa da luogo a luogo rispetto all'applicazione della legge, si e' sempre caratterizzata con l'imbarazzo dei poliziotti per dover fare il loro dovere applicando una legge sulla cui utilita' loro stessi nutrono piu' di un dubbio (non sono una novita' le prese di posizione di appartenenti o ex-appartenenti alle autorita' di polizia che hanno messo in dubbio che il problema droga si debba continuare ad affrontare con il fermo, l'arresto, la segnalazione, la punizione di coloro che ne fanno uso).
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